TEATRODICOLLE nasce ufficialmente a Collestrada (PG) nel 1975 (con il nome originario di “Gruppo d’iniziativa teatrale Collestrada”) dall’iniziativa spontanea di un ristretto gruppo di giovani del quartiere come gruppo teatrale “di base” ed ha svolto ininterrottamente fino ad oggi la propria attività di laboratorio e sperimentazione teatrale. Sorto come esigenza di attività culturale collettiva e
come unico momento di aggregazione giovanile in una realtà disgregante di periferia urbana, ha sempre preservato e salvaguardato con ogni mezzo queste prerogative, finalità e peculiarità, assumendo progressivamente un ruolo da protagonista nella vita sociale del quartiere e venendo a rappresentare uno dei pochi punti di riferimento culturale all’interno della comunità di appartenenza. La compagnia ha prodotto un gran numero di iniziative proprie di notevole rilievo, spaziando in vari generi teatrali, drammatizzazioni, laboratori, allestimento di rievocazioni medievali, collaborando attivamente con le Istituzioni e con varie associazioni di volontariato del comprensorio, vantando la partecipazione a numerose rassegne e festival nel centro Italia e la vittoria di svariati premi e riconoscimenti. Le tematiche affrontate dal gruppo nei propri lavori sono da sempre rivolte, in prevalenza, all’individuazione ed alla trattazione, in chiave satirico-grottesca, del disagio e dei problemi sociali più diffusi, ai problemi femminili, alla rilevazione dei conflitti culturali e generazionali all’interno dei nuclei familiari e dei contesti sottoposti alle dinamiche del cambiamento e della modernità. L’intenzione primaria è rivolta alla “scoperta dell’ovvio”, orientando l’interesse verso l’osservazione diretta e l’analisi dell’uomo qualunque, o meglio, “normale”, inserito nel proprio microcosmo fatto di piccole cose, l’uomo della strada, sempre immerso nei suoi problemi e piccoli drammi quotidiani, nei suoi malesseri, afflitto da mille stress e psicosi personali e collettive, da molteplici contraddizioni ed incongruenze, conflitti interiori generati dai contraccolpi negli assetti sociali, provocati dalla modernizzazione e dai frenetici processi di mutamento in atto. In un contesto dove non esistono più classi ben definite, dove gli antichi valori morali e tradizionali vengono regolarmente sconvolti e vanno destrutturandosi e rifunzionalizzandosi ai nuovi modelli socio-economici, l’uomo della strada è disorientato. L’uomo comune è sottoposto a molteplici condizionamenti psicologici che lo rendono soggetto ad azioni, modelli comportamentali e schemi interpretativi del mondo imposti e preconfezionati, finendo per acquisirli inconsciamente e meccanicamente. È proprio qui che la compagnia TEATRODICOLLE sofferma la propria attenzione; sui conformismi, sui gesti, sui comportamenti, sugli atteggiamenti che si finisce per assumere senza domandarsene i motivi, sulla rilevazione delle cause che generano i malesseri sociali, sulla individuazione non più delle classi sociali ma delle comunità specifiche, delle culture e sub-culture urbane che accomunano gruppi di persone all’interno di un corpo sociale, intendendo il proprio teatro nel senso più antropologico e sociologico del termine. Grande interesse è rivolto anche al recupero ed alla conservazione della lingua e del patrimonio culturale e tradizionale umbro. Il gruppo, infatti, ha sempre dedicato grande attenzione a tutto ciò che attiene alla cultura popolare, impegnandosi in un lavoro di ricerca e raccolta di leggende, fiabe e novelle tramandate oralmente, ricavandone sceneggiature e soggetti originali per spettacoli teatrali. Nello sviluppo e nell’elaborazione del testo viene generalmente lasciato molto spazio all’improvvisazione ed all’osservazione diretta del mondo circostante e dei personaggi in essi inseriti da parte degli attore come scelta di regia, per non perdere quella immediatezza e quella freschezza dei dialoghi che molto spesso vengono soffocate dal rigido schematismo del testo scritto. Il linguaggio adottato, generalmente, non è tanto il dialetto, quanto i vari tipi di “gergo”, cioè quelle particolari forme espressive individuate dalla moderna linguistica ed adottate singolarmente dalle diverse culture e sub-culture come mezzi di comunicazione propri di specifici gruppi di persone. Il “gergo” viene così ad assumere un’importante funzione di collante, contribuendo a creare l’identità di un gruppo. È in questa chiave che una specifica forma di linguaggio può essere utilizzata per definire ed identificare meglio un personaggio rappresentato in un’opera teatrale, intendendo il dialetto o il gergo non come teatro di serie B ma teatro a tutti gli effetti.