Una stella per Paciano

Una stella per Paciano Questa pagina è stata creata per tutti coloro che vogliono conoscere la storia di Paciano.

Oggi sono a Castiglione del Lago.C’è una storia che racconterò, quella del Giardino della Pace e delle due colonne silen...
25/03/2026

Oggi sono a Castiglione del Lago.
C’è una storia che racconterò, quella del Giardino della Pace e delle due colonne silenziose che lo reggono da sempre: il borgo di Paciano e l’olivo.
Due simboli, una radice comune, un’idea di pace che non è solo una parola, ma un paesaggio, una scelta, un modo di stare nel mondo.

Il problema del Limbo a Madonna della Stella.Oggi è il 28 dicembre, storicamente il giorno dedicato agli Innocenti, ovve...
28/12/2025

Il problema del Limbo a Madonna della Stella.

Oggi è il 28 dicembre, storicamente il giorno dedicato agli Innocenti, ovvero ai bambini fino a due anni fatti uccidere da Erode nel tentativo di eliminare quel Messia che i Re Magi stavano cercando per omaggiare. Erano bimbi senza battesimo ed erano destinati al Limbo.

Il Limbo, secondo le varie interpretazioni, era collocato all’interno del portone infernale (Dante) o nelle sue immediate vicinanze. In un’epoca caratterizzata da un’elevata mortalità infantile, era abbastanza comune per le mamme avere subito quella tragedia. Quel dramma era ulteriormente moltiplicato dall’idea che il bimbo, oltre a essere morto, fosse anche all’inferno o nei suoi paraggi.

In diversi luoghi si erano quindi sviluppati i Santuari a Répit, luoghi dove si ricreava il respiro del bimbo morto. Il 28 dicembre, anche a Paciano, a Madonna della Stella, che era un Santuario a Répit, le mamme, con un bimbo morto, partecipavano alla messa solenne con una candela accesa che simboleggiava il figlio.

Alla fine della messa, dopo canti, musiche e fumi di incenso, la candela veniva sistemata sull’altare degli Innocenti, sotto l’affresco cinquecentesco della strage dei bimbi. Le mamme quindi iniziavano a pregare. Se la fiammella della candela si muoveva o diventava più rossa, era il segno della presenza dell’alito di vita del bambino e il prete procedeva al battesimo.

La mamma, entrata con il dramma del bambino morto e con l’idea che fosse dalle parti dell’inferno, usciva con in mente il figlio morto ma in Paradiso. Ed era ovviamente, un grande sollievo.

Nell'immagine la strage degli Innocenti a Madonna della Stella.

Paciano, 2 giugno 1946.Il 2 giugno 1946 Paciano partecipò al referendum istituzionale che avrebbe deciso il futuro dell’...
02/06/2025

Paciano, 2 giugno 1946.

Il 2 giugno 1946 Paciano partecipò al referendum istituzionale che avrebbe deciso il futuro dell’Italia: Monarchia o Repubblica?

Per la prima volta votarono anche le donne, che nel nostro paese erano in maggioranza. Su 1.640 abitanti, i votanti furono 901: 489 donne e 412 uomini.
Non poterono votare 7 cittadini pacianesi, esclusi dalle liste elettorali dal Comitato Provinciale di Epurazione per il loro passato nel regime fascista. Altri 6 erano impegnati nel servizio militare, mentre 16 erano ancora internati come prigionieri di guerra in vari angoli del mondo.

Si votò nella Sala del Consiglio Comunale, con urne aperte il 2 giugno dalle 8 alle 22 e il 3 giugno dalle 7 alle 12.

Il risultato fu netto:

- Repubblica: 640 voti

- Monarchia: 214 voti

- Schede bianche o nulle: 47

Paciano si distinse per il suo forte orientamento repubblicano, con oltre il 74% dei voti a favore della Repubblica. Questo dato è particolarmente significativo se confrontato con le percentuali registrate nelle principali città italiane:

- Paciano: Repubblica 74%,

- Milano: Repubblica 66,2%

- Torino: Repubblica 63,6%

- Roma: Repubblica 61,2%

- Napoli: Monarchia 79,9%

- Palermo: Monarchia 77,9%

Questi confronti evidenziano come Paciano abbia espresso una preferenza repubblicana superiore anche a quella di città notoriamente progressiste come Milano e Torino, e in netto contrasto con il forte orientamento monarchico di Napoli e Palermo.

Viva la Repubblica!

Auguri alla scuola di Paciano! Oggi festeggiamo 91 anni della sua storia.Il primo progetto risale al 1911, quando lo Sta...
21/04/2025

Auguri alla scuola di Paciano! Oggi festeggiamo 91 anni della sua storia.
Il primo progetto risale al 1911, quando lo Stato italiano si assunse le spese per gli insegnanti, fino ad allora a carico dei Comuni. La scuola fu inizialmente progettata con ingressi separati per maschi e femmine, poi unificati in un unico portone centrale. Ancora oggi, i primi gradini dell'ingresso ricordano quella divisione: i maschi salivano a destra, le bambine a sinistra. Fu inaugurata il 21 aprile 1934, in concomitanza con i festeggiamenti per la fondazione di Roma (21 aprile 753 a.C.), dal podestà Luigi Verdacchi, che contribuì personalmente alle spese di costruzione. Nel tempo, la scuola si è evoluta grazie anche alla collaborazione della famiglia Buitoni e alla lungimiranza del sindaco Remo Boldrini, che nel 1963 volle fortemente la trasformazione della scuola di avviamento nelle scuole medie. Da allora, continua ad essere un punto di riferimento per l’educazione nel nostro territorio, e lo è ancora oggi.
Auguri!

1. Da Paciano a GranadaOggi è un giorno speciale.Il Giardino della Pace, nato nel piccolo borgo di Paciano in Umbria, ar...
02/04/2025

1. Da Paciano a Granada
Oggi è un giorno speciale.
Il Giardino della Pace, nato nel piccolo borgo di Paciano in Umbria, arriva all’interno dell’Alhambra, a Granada.
Un ponte tra Italia e Spagna, tra passato e futuro, tra natura e cultura.





2. Abbiamo piantato olivi
L’olivo è il simbolo della pace.
È forte, vive a lungo e unisce i popoli del Mediterraneo.
Con ogni albero piantato, vogliamo dire che la pace si costruisce con piccoli gesti.





3. La pace si fa insieme
Questo giardino è un invito.
A prenderci cura della Terra, a lavorare insieme, a creare bellezza.
La pace non è solo una parola: è qualcosa che si coltiva, ogni giorno.

Il massacro di Kindu (Congo, 1961)Il contesto storico e la missione italianaNel 1960, il Congo ottenne l'indipendenza da...
11/11/2024

Il massacro di Kindu (Congo, 1961)

Il contesto storico e la missione italiana
Nel 1960, il Congo ottenne l'indipendenza dal Belgio, precipitando in una grave instabilità e in una guerra civile. La regione del Katanga, ricca di risorse minerarie, dichiarò la secessione e entrò in conflitto con la parte rimenente del Congo.
Per affrontare la crisi umanitaria, le Nazioni Unite intervennero con la missione ONUC, alla quale l'Italia aderì inviando due aerei C-119 della 46ª Aerobrigata di Pisa per trasportare beni di prima necessità e supportare le forze di pace.

L'arrivo a Kindu e l'equivoco fatale
L'11 novembre 1961, due aerei italiani decollarono diretti a Kindu per rifornire i caschi blu malesi. Dopo aver completato le operazioni di scarico, i tredici aviatori si recarono presso una mensa dell'ONU nelle vicinanze dell'aeroporto. Nel frattempo, tra i soldati congolesi di Kindu si era diffusa la voce di un imminente lancio di paracadutisti e mercenari katanghesi. Quando videro gli aerei italiani sorvolare la città, li scambiarono per nemici, innescando una tragica catena di eventi.

La cattura e il massacro degli aviatori italiani
I soldati congolesi, convinti di trovarsi di fronte a mercenari nemici, si precipitarono alla mensa dell'ONU, catturando gli aviatori italiani. Un militare tentò la fuga, ma fu ucciso sul posto. Gli altri dodici furono brutalmente picchiati e condotti alla prigione locale, dove vennero trucidati con raffiche di mitra.
Il sacrificio dei tredici aviatori italiani caduti nell'eccidio di Kindu l'11 novembre 1961 è stato commemorato in diverse occasioni me è generalmente sconosciuto.

Il seggio elettorale 2Perciò il Marchettoni, nella missiva al re, specificava che Paciano era in una anomala condizione....
27/10/2024

Il seggio elettorale 2

Perciò il Marchettoni, nella missiva al re, specificava che Paciano era in una anomala condizione. Il comune faceva parte del circondario di Orvieto, ma la sezione elettorale di Panicale, dove i pacianesi votavano, apparteneva al circondario di Perugia. Continuava giustificandosi anche che ben pochi pacianesi nella prima riunione per l'elezione dei nuovi deputati al Parlamento nazionale si erano recati alle urne a causa della distanza del seggio, mentre se avessero la comodità di poter dare il loro voto in paese, si farebbe ciascuno in dovere di usare il proprio diritto concesso dalla legge. Le nuove condizioni prevedevano, per essere iscritto nelle liste elettorali, la possibilità di votare per chi presentava almeno la licenza del biennio elementare (I e II seconda). In mancanza del diploma allora bisognava certificare di pagare tasse per almeno 20 Lire e non più 40. La nuova legge prevedeva anche, rispettando quanto sopra, l'abbassamento dell'età dei votanti da 25 a 21 anni. A Paciano erano in 107 con questi requisiti perciò il 20 febbraio 1884 il Marchettoni firmò la richiesta e la inviò a Roma per il tramite della Prefettura di Perugia. Passarono un paio d'anni e della richiesta niente se ne seppe. Si avvicinavano le elezioni, previste per maggio (1886), e il sindaco decise di passare al piano B. Conosceva personalmente il deputato conte Eugenio Faina, marito della baronessa Isabella Danzetta (nel consiglio comunale sedeva anche il barone Pompeo, fratello di lei) e lo investì del compito di occuparsi in prima persona, direttamente in parlamento, della richiesta. Il Faina, molto influente a Roma, prese carta e penna e scrisse al ministro dell'Interno del governo presieduto da Depretis. Passò solo qualche giorno e il il 3 Marzo 1886 ..... FINE PARTE SECONDA

Nelle immagini il biglietto da visita di Eugenio Faina e il barone Pompeo Danzetta.

Il seggio elettorale 1 -Per raccontare storia della baronessa Isabella Danzetta, figlia di Nicola e sorella di Pompeo ci...
26/10/2024

Il seggio elettorale 1 -
Per raccontare storia della baronessa Isabella Danzetta, figlia di Nicola e sorella di Pompeo ci vorrebbe un libro. Comunque, per farla breve, Isabella, nell'aprile del 1871, si sposò un giovane conte di San Venanzo, Eugenio Faina e portò in dote 100.000 Lire in oro con le quali il marito acquistò 1200 ettari di terreno tra San Venanzo e Orvieto per destinarli anche al pascolo brado dei maiali. Quei soldi provenivano anche dalla vendita dell'olio di Paciano. Le famiglie Danzetta e Faina erano molto legate per via della rivolta dei perugini contro il papato del 1859. Nel 1880 Eugenio venne eletto deputato. In quel tempo, il governo nazionale di sinistra, modificò le regole per l'accesso al voto, aumentando di conseguenza la platea degli aventi diritto. Paciano non aveva il seggio elettorale e già nel 1860 i pacianesi per votare si dovettero recare a Panicale. Ma con le nuove regole il sindaco Francesco Marchettoni (padre di Maria Egiziaca che si sposerà poco dopo Francesco Buitoni) certificò che Paciano aveva 107 elettori. Il minimo per un seggio erano 101. Si poteva quindi chiedere al Re e al governo nazionale il seggio a Paciano separandolo da quello di Panicale. Il Marchettoni scrisse quindi una lettera che iniziava così: "Maestà, ...". Sapeva anche bene che essere ascoltato a Roma non sarebbe stato facile, ma conosceva un certo deputato .... PRIMA PARTE

La litigata nel 1923 al Consiglio ComunaleLe Elezioni del 1923 e la Nascita di un Nuovo Consiglio ComunaleA primavera de...
06/10/2024

La litigata nel 1923 al Consiglio Comunale

Le Elezioni del 1923 e la Nascita di un Nuovo Consiglio Comunale

A primavera del 1923, dopo un periodo di amministrazione del Comune di Paciano da parte del commissario prefettizio Guido Bastianelli, si tennero nuove elezioni. Le forze politiche principali, ovvero il Partito Nazionale Fascista (PNF), il Partito Socialista Italiano (PSI), il Partito Popolare Italiano (PPI) e i Liberali, raggiunsero un accordo sostanziale e si presentarono unite alle elezioni. Il nuovo consiglio comunale risultò così composto, includendo almeno sei consiglieri non appartenenti alla fazione fascista. Questa situazione politica eterogenea portò all’elezione di Bruno Costanzi come nuovo sindaco di Paciano, segnando un momento di temporanea collaborazione tra le varie forze in gioco.

Il Parco delle Rimembranze e le Prime Divisioni

Pochi mesi dopo l’insediamento del nuovo consiglio, il governo nazionale, guidato da Benito Mussolini, inviò una direttiva a tutti i sindaci, richiedendo la creazione di un Parco delle Rimembranze in ogni comune. Questo parco doveva commemorare i caduti della Prima Guerra Mondiale, piantando un albero per ognuno dei 32 soldati pacianesi morti durante il conflitto, accompagnato da una targa commemorativa. Inizialmente, il compito di individuare un’area adatta fu affidato al sindaco Costanzi dalla parte fascista del consiglio. Tuttavia, sorse presto un conflitto politico: i socialisti, che in precedenza si erano opposti all’intervento nella guerra, non erano favorevoli al progetto.

Il Rigetto del Progetto e le Tensioni Crescenti

Il giorno del consiglio comunale destinato alla votazione sul Parco delle Rimembranze, Bruno Costanzi propose l’acquisto di un terreno sopra le Fonti per realizzare il parco. Tuttavia, la serata vide l’assenza di diversi esponenti della fazione fascista, fatto che permise ai socialisti e all’opposizione di votare contro la proposta. Il progetto venne dunque rigettato, scatenando una serie di reazioni violente. Nei giorni successivi, si registrarono minacce pesanti, e su un giornale locale apparve un articolo intitolato “Paciano, doppiezze di falsi amici”, che accusava i membri del consiglio contrari al progetto di essere “mentecatti malvagi” e prometteva vendetta: “Vi renderemo pan per focaccia, non vi sia lungo l’aspettare…”. Questo episodio segnò l’inizio di giorni difficili per la comunità, evidenziando la crescente tensione politica e sociale a Paciano. Ci vorrà un altra proposta e relativa votazione per far nascere, qualche mese dopo, il Parco delle Rimembranze sopra le Fonti

LA DISCESA A BESTIAPreparativi per la discesa a bestia di domani: carretto pronto (grazie a Peter), casco pronto, la gom...
14/08/2024

LA DISCESA A BESTIA

Preparativi per la discesa a bestia di domani: carretto pronto (grazie a Peter), casco pronto, la gomma per le scarpe frenanti da ricercare e poi l'arma segreta: lo Svitol per i vecchi cuscinetti!

A Palazzo Baldeschi La Congrega Gioventù Muscolosa Disertrice della Vanga a Pedale ha organizzato una splendida mostra per questi 50 anni di storia della corsa dei carretti. raccomando una visita. La storia della gara di carretti di Paciano è un esempio di come l'ingegno e la creatività, doti tipicamente italiane, possano emergere da circostanze avverse. Ripercorriamone l'evoluzione.

1967, LA GUERRA DEI 6 GIORNI
A Paciano, l'arte di costruire carretti aveva preso piede già alla fine degli anni '50. Nel 1967, la guerra tra Israele e i paesi arabi, nota come guerra dei 6 giorni, portò al primo serio problema petrolifero, con un aumento del prezzo del greggio, dovuto anche alla chiusura del Canale di Suez. Le petroliere dovettero circumnavigare l’Africa, con un notevole aggravio dei costi per la benzina (Il Canale fu riaperto solo nel 1975). Iniziarono così i primi pionieri dell’uso dei carretti. Ovviamente, l’utilizzo di questo mezzo era totalmente fuori legge, e i ragazzi dovevano evitare le pattuglie della guardia e dei carabinieri.

1973, LA GUERRA DELLO YOM KIPPUR
Ad ottobre del '73, Egitto e Siria attaccarono di sorpresa Israele, che ricevette il sostegno degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali. L'Organizzazione dei Paesi Arabi Esportatori di Petrolio decise di ridurre la produzione e di imporre un embargo ai paesi che sostenevano Israele. Il prezzo del greggio aumentò in breve tempo del 400%, causando una fortissima crisi energetica anche in Italia.

LE "DOMENICHE A PIEDI"
La prima domenica a piedi si ebbe il 2 dicembre 1973. Questa rigida normativa, ideata dal governo per risparmiare carburante, proseguì per diversi mesi del 1974, con il divieto di circolazione per tutte le auto, tranne per i mezzi di soccorso, polizia e taxi. I carretti trovarono quindi un nuovo ruolo, diventando un simbolo di resistenza e di ingegno durante quel periodo di austerità. Diventarono anche un mezzo di divertimento legale nelle strade del paese.

IL PROBLEMA DEL TAXI PACIANESE
Durante le "domeniche a piedi", i ragazzi si riunivano per divertirsi, prestando attenzione ai movimenti di Manlio, l'unico tassista del paese, cercando di prevedere le sue rotte. Considerando la possibile presenza di nebbia, era difficile farsi vedere dall’auto del tassista. In quei freddi giorni invernali dei primi mesi del 1974, alcuni ragazzi usavano i carretti in calzoncini corti e senza guanti. Ci furono diverse disavventure, come quella di un carrettista che, perdendo un cuscinetto, frenò con le unghie di una mano!

1975, SI INIZIA A FARE SUL SERIO
Fu in questo contesto che Lucio, Giuseppe, Dino, Antonio, Franco e altri decisero di elevare l'arte della costruzione e dell’uso dei carretti. Concepirono l'idea di una gara ufficiale, con tanto di regolamento, che avrebbe avuto luogo nelle strade, allora asfaltate, all'interno del paese, da Porta Perugina a Porta Fiorentina, passando per il Bettolone (Oca Bruciata) e terminando al bar Boldrini (Echoes). L’idea fu subito accolta da una generazione di ragazzi nati tra il 1958 e il 1960, come Leonardo, Marcello, Maurizio, Giuseppe, Leo e altri. Con la Festa della Madonna della Stella del 1975, iniziò la vera competizione, includendo anche gare femminili, tra l'altro molto tirate. Un concorrente che si mise subito in luce fu Antonio, che si aggiudicò la prima edizione.

LE PROVE NOTTURNE
Un aspetto curioso di quegli anni erano le prove notturne. I carrettisti, a notte fonda, si recavano al Fornello, tra Piegaro e Moiano, e seguivano con i carretti le luci di una macchina. Se l'auto era troppo veloce, non avevano più il percorso illuminato e molte volte si ritrovavano nelle scarpate. Fortuna volle che nessuno si fece mai male.

I FURTI CON DESTREZZA
Capitava anche che, nei giorni precedenti la gara, qualche cuscinetto venisse sottratto furtivamente. In quei casi, il malcapitato doveva urgentemente cercarne uno compatibile, anche vecchio, da Ivo. Ci furono anche tentativi di sabotaggio a danno di coloro ritenuti più forti.

L'IMPORTANZA DELLA POSIZIONE
Nei primi anni, i piloti gareggiavano da seduti, ma ben presto adottarono una posizione sdraiata, in cerca di vantaggi aerodinamici. I carretti si evolsero con il tempo. Qualcuno adottò tre cuscinetti e altre soluzioni innovative.

Queste gare sono diventate una tradizione amata, simbolo di come una comunità possa unirsi, innovare e divertirsi anche nei momenti più difficili. Domani, per il cinquantesimo anniversario della gara, ci sarà anche una discesa che vedrà insieme vecchie, nuove e nuovissime generazioni, a testimonianza del forte senso di identità e del continuo superamento generazionale dei pacianesi. E' proprio questa discesa che è chiamata "la discesa a bestia".

Indirizzo

Perugia
06060

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