14/08/2024
LA DISCESA A BESTIA
Preparativi per la discesa a bestia di domani: carretto pronto (grazie a Peter), casco pronto, la gomma per le scarpe frenanti da ricercare e poi l'arma segreta: lo Svitol per i vecchi cuscinetti!
A Palazzo Baldeschi La Congrega Gioventù Muscolosa Disertrice della Vanga a Pedale ha organizzato una splendida mostra per questi 50 anni di storia della corsa dei carretti. raccomando una visita. La storia della gara di carretti di Paciano è un esempio di come l'ingegno e la creatività, doti tipicamente italiane, possano emergere da circostanze avverse. Ripercorriamone l'evoluzione.
1967, LA GUERRA DEI 6 GIORNI
A Paciano, l'arte di costruire carretti aveva preso piede già alla fine degli anni '50. Nel 1967, la guerra tra Israele e i paesi arabi, nota come guerra dei 6 giorni, portò al primo serio problema petrolifero, con un aumento del prezzo del greggio, dovuto anche alla chiusura del Canale di Suez. Le petroliere dovettero circumnavigare l’Africa, con un notevole aggravio dei costi per la benzina (Il Canale fu riaperto solo nel 1975). Iniziarono così i primi pionieri dell’uso dei carretti. Ovviamente, l’utilizzo di questo mezzo era totalmente fuori legge, e i ragazzi dovevano evitare le pattuglie della guardia e dei carabinieri.
1973, LA GUERRA DELLO YOM KIPPUR
Ad ottobre del '73, Egitto e Siria attaccarono di sorpresa Israele, che ricevette il sostegno degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali. L'Organizzazione dei Paesi Arabi Esportatori di Petrolio decise di ridurre la produzione e di imporre un embargo ai paesi che sostenevano Israele. Il prezzo del greggio aumentò in breve tempo del 400%, causando una fortissima crisi energetica anche in Italia.
LE "DOMENICHE A PIEDI"
La prima domenica a piedi si ebbe il 2 dicembre 1973. Questa rigida normativa, ideata dal governo per risparmiare carburante, proseguì per diversi mesi del 1974, con il divieto di circolazione per tutte le auto, tranne per i mezzi di soccorso, polizia e taxi. I carretti trovarono quindi un nuovo ruolo, diventando un simbolo di resistenza e di ingegno durante quel periodo di austerità. Diventarono anche un mezzo di divertimento legale nelle strade del paese.
IL PROBLEMA DEL TAXI PACIANESE
Durante le "domeniche a piedi", i ragazzi si riunivano per divertirsi, prestando attenzione ai movimenti di Manlio, l'unico tassista del paese, cercando di prevedere le sue rotte. Considerando la possibile presenza di nebbia, era difficile farsi vedere dall’auto del tassista. In quei freddi giorni invernali dei primi mesi del 1974, alcuni ragazzi usavano i carretti in calzoncini corti e senza guanti. Ci furono diverse disavventure, come quella di un carrettista che, perdendo un cuscinetto, frenò con le unghie di una mano!
1975, SI INIZIA A FARE SUL SERIO
Fu in questo contesto che Lucio, Giuseppe, Dino, Antonio, Franco e altri decisero di elevare l'arte della costruzione e dell’uso dei carretti. Concepirono l'idea di una gara ufficiale, con tanto di regolamento, che avrebbe avuto luogo nelle strade, allora asfaltate, all'interno del paese, da Porta Perugina a Porta Fiorentina, passando per il Bettolone (Oca Bruciata) e terminando al bar Boldrini (Echoes). L’idea fu subito accolta da una generazione di ragazzi nati tra il 1958 e il 1960, come Leonardo, Marcello, Maurizio, Giuseppe, Leo e altri. Con la Festa della Madonna della Stella del 1975, iniziò la vera competizione, includendo anche gare femminili, tra l'altro molto tirate. Un concorrente che si mise subito in luce fu Antonio, che si aggiudicò la prima edizione.
LE PROVE NOTTURNE
Un aspetto curioso di quegli anni erano le prove notturne. I carrettisti, a notte fonda, si recavano al Fornello, tra Piegaro e Moiano, e seguivano con i carretti le luci di una macchina. Se l'auto era troppo veloce, non avevano più il percorso illuminato e molte volte si ritrovavano nelle scarpate. Fortuna volle che nessuno si fece mai male.
I FURTI CON DESTREZZA
Capitava anche che, nei giorni precedenti la gara, qualche cuscinetto venisse sottratto furtivamente. In quei casi, il malcapitato doveva urgentemente cercarne uno compatibile, anche vecchio, da Ivo. Ci furono anche tentativi di sabotaggio a danno di coloro ritenuti più forti.
L'IMPORTANZA DELLA POSIZIONE
Nei primi anni, i piloti gareggiavano da seduti, ma ben presto adottarono una posizione sdraiata, in cerca di vantaggi aerodinamici. I carretti si evolsero con il tempo. Qualcuno adottò tre cuscinetti e altre soluzioni innovative.
Queste gare sono diventate una tradizione amata, simbolo di come una comunità possa unirsi, innovare e divertirsi anche nei momenti più difficili. Domani, per il cinquantesimo anniversario della gara, ci sarà anche una discesa che vedrà insieme vecchie, nuove e nuovissime generazioni, a testimonianza del forte senso di identità e del continuo superamento generazionale dei pacianesi. E' proprio questa discesa che è chiamata "la discesa a bestia".