10/07/2026
Paola Viganò, ordinaria di Urbanistica all’Università Iuav di Venezia, ha ricevuto il Patrick Abercrombie Prize for Urban Planning and Design. Il premio è uno dei più prestigiosi nel settore dell’urbanistica. Prende il nome dall’urbanista britannico Patrick Abercrombie, celebre per i piani di ricostruzione della Londra del dopoguerra.
Per l’Italia, il riconoscimento assume un particolare rilievo perché premia una figura che ha contribuito a ridefinire il modo di pensare la città. La cerimonia si è svolta alla Sagrada Família di Barcellona lo scorso 29 giugno a Barcellona.
Paola Viganò sviluppa una ricerca che privilegia il territorio rispetto all’oggetto, i processi rispetto alle forme finite, le relazioni rispetto alle gerarchie. La città non è pensata come un insieme di icone architettoniche, ma come un sistema vivente, complesso, attraversato da flussi ecologici, sociali ed economici che devono essere letti e accompagnati anziché dominati.
La sua idea di “città porosa” rappresenta uno degli esempi più efficaci di questo approccio. La porosità non riguarda solo la permeabilità fisica degli spazi. Una città porosa è una città che favorisce attraversamenti, mescolanza sociale, coesistenza delle differenze. Una città che non separa centro e periferia, pubblico e privato, natura e artificio, ma costruisce connessioni.
Più che un’architettura del potere, quella di Paola Viganò è un’architettura delle relazioni.
Il tema dell’acqua è un esempio emblematico. Nei suoi progetti, l’acqua non viene trattata come un problema da contenere attraverso opere di ingegneria, ma elemento strutturale del paesaggio urbano.
E proprio in questa capacità di sostituire il dominio con la cura e il controllo con l’adattamento c’e l’aspetto che di lei ci affascina di più.