09/07/2025
Dobbiamo continuare a per una che si possa definire tale
È stato pubblicato ieri il testo definitivo delle Indicazioni Nazionali per il curricolo per la Scuola dell’infanzia e la Scuole del Primo ciclo di istruzione.
Sordo alle dure e numerose critiche arrivate dal mondo della scuola, dell’Università e della ricerca e da moltissime associazioni e realtà di settore, il Ministro Valditara ha scelto, con qualche taglio e poche modifiche significative, di mantenere l’impianto reazionario, autoritario ed eurocentrico, il cui sostrato culturale emerge con particolare forza nella sezione dedicata alla didattica della Storia.
L’educazione alla libertà, o meglio, “le conquiste interiori dell’uomo libero” sono indissolubilmente legate alla “comprensione del principio di autorità”; la scuola si presenta come “un lungo allenamento all’autogoverno”, in cui, “in virtù delle ‘regole’,” l’allievo (rigorosamente al maschile) “interiorizza il senso del limite”.
Il termine “genere” è quasi del tutto assente (compare ancora meno che nella precedente bozza) e fa riferimento esclusivamente al divario da superare per bambine e ragazze nelle materie scientifiche. Accanto all'assenza delle questioni di genere, appare però ancora più grave la retorica e scivolosa idea di educazione al rispetto, fondata sui sacri principi guida di fraternità e bona fides, “parametro per valutare la lealtà e l’onestà delle relazioni”, che annulla ogni idea di educazione al genere e alle differenze, mentre resta, in un’ottica essenzialista, binaria ed eteropatriarcale, la necessità di allenare “bambine e bambini a ‘capirsi’ nella complementarità delle rispettive differenze”, unita a una melensa e vuota “educazione del cuore” al posto dell’educazione sessuo-affettiva.
E se si può ti**re un sospiro di sollievo per l’eliminazione dal testo definitivo della “triste patologia” come definizione della violenza maschile contro le donne, il contrasto alla violenza (di genere e non solo) scompare completamente dalle indicazioni dove non compare praticamente mai anche il termine bullismo o bullismi.
Non ci aspettavamo niente diverso, le modalità di consultazione, confronto e stesura del documento avevano già indicato in modo chiaro la linea seguita. A noi sta continuare a batterci, fuori e dentro la scuola, per difendere una scuola pubblica laica e plurale.
https://www.mim.gov.it/documents/20182/0/INDICAZIONI_NAZIONALI_7_7_2025.pdf/63802aed-f9f4-dd6e-f427-c45aa9222f31?version=1.0&t=1751893295452