The Girl in The Gallery

The Girl in The Gallery Storica dell’arte e divulgatrice | Vi accompagno alla scoperta del mondo dell’arte.

From Milan to Hong Kong, via Los Angeles and New York ✈️At Hauser & Wirth - Art Gallery in Hong Kong,  presents ‘Lucio F...
09/10/2026

From Milan to Hong Kong, via Los Angeles and New York ✈️

At Hauser & Wirth - Art Gallery in Hong Kong, presents ‘Lucio Fontana: Spatialism. Pioneering the Contemporary’, the final chapter of an international project launched in 2020 in collaboration with Fondazione Lucio Fontana

It began with Fontana’s Spatial Environments in Los Angeles, followed by his sculptures in New York. Now, in Hong Kong, the focus turns to his ‘Buchi’ (Holes) and ‘Tagli’ (Cuts), and the radical idea that transformed the surface of a painting into a space beyond the canvas.

The exhibition is accompanied by a monograph on Fontana in Simplified Chinese, edited by Barbero, featuring a selection of the artist’s writings translated into Chinese for the first time.

Alongside his works, Chinese readers can now discover Fontana’s own words and the ideas behind his artistic vision.

📍 Hauser & Wirth, Hong Kong
Until 19 December 2026.

Quanto delle nostre scelte dipende dall’approvazione degli altri?Nel 1904 Cézanne ha 65 anni. Per buona parte della vita...
08/10/2026

Quanto delle nostre scelte dipende dall’approvazione degli altri?

Nel 1904 Cézanne ha 65 anni. Per buona parte della vita non l’hanno capito. È stato deriso, rifiutato, escluso. Ora, però, le cose sono cambiate. La sua pittura ha trovato collezionisti, estimatori e un posto nelle esposizioni parigine.

Ed è proprio allora che scrive in una lettera a Louis Aurenche: «L’approvazione degli altri è uno stimolo, del quale talvolta è bene diffidare».

Aveva impiegato una vita a cercare il proprio modo di dipingere. Quando finalmente gli altri cominciavano a dargli ragione, lui ricordava a se stesso di non fidarsi troppo.

Non è un cattivo consiglio. Il giudizio degli altri qualche volta ci migliora. Qualche altra ci rende soltanto più simili a quello che gli altri vorrebbero.

Il difficile, naturalmente, è capire quando. Cézanne se lo chiedeva già nel 1904. Noi, per complicarci la vita, abbiamo inventato anche i like ❤️



Paul Cézanne’s atelier in Aix-en-Provance
📸 Travel Folk

Sto pensando a Frank McCourt che in ‘Ehi, prof!’ racconta di aver cominciato la propria carriera mangiando un panino lan...
01/10/2026

Sto pensando a Frank McCourt che in ‘Ehi, prof!’ racconta di aver cominciato la propria carriera mangiando un panino lanciato da uno studente attraverso l’aula. Rischiò di essere licenziato il primo giorno. Non esattamente l’esordio previsto nei manuali di pedagogia. Eppure, dopo trent’anni di insegnamento, aveva capito una cosa: in una classe non è sempre facile stabilire chi stia insegnando a chi.

Si ricomincia 👩‍🏫
!

📸 Robert Doisneau, Le dita piene d’inchiostro, Paris, 1956

An autumn of exhibitions, around the world 🍂 🌎 Choose your destination. I’ll give you an art recommendation.Your turn. W...
29/09/2026

An autumn of exhibitions, around the world 🍂 🌎
Choose your destination. I’ll give you an art recommendation.

Your turn. Where are we going this fall? ✈️

Questa storia comincia con una mail 📧«Ciao Cristina, io e mio fratello stiamo organizzando una mostra di nostro padre, i...
24/09/2026

Questa storia comincia con una mail 📧

«Ciao Cristina, io e mio fratello stiamo organizzando una mostra di nostro padre, il pittore Giancarlo Staffoni. In vita, per il suo carattere schivo, non ha mai esposto un quadro. Alla sua morte ne abbiamo ereditati un centinaio.»

Un pittore. Cento opere. Nessuna mostra.
Sono andata a Brescia.

Staffoni (1943–2024) era figlio di un mugnaio, faceva l’impiegato, amava la montagna. Ma soprattutto dipingeva, studiava, frequentava artisti, gallerie e per tutta la vita l’Associazione Artisti Bresciani. Esporre, però, era un’altra faccenda.

«Quando avrò finito tutti i quadri farò la mostra direttamente a Boston. Oppure al Guggenheim», scherzava in famiglia.

Intorno al 1990 accadde però qualcosa che cambia la lettura di tutto ciò che viene dopo: Staffoni distrusse quasi interamente la propria produzione precedente e ricominciò. È da questa cesura che nasce il pittore che conosciamo oggi. La realtà viene sottoposta a un ordine severo di rette, angoli e campiture di colore. Le forme si semplificano, i piani si incastrano, il colore rimane netto e distinto.

Continuerà a dipingere così per oltre trent’anni, fino alla malattia. Quando non riuscirà più a stare davanti alla tela, continuerà a inventare immagini in un altro modo: scrivendo racconti fantastici e grotteschi.

Oggi, finalmente, i suoi dipinti sono all’AAB Associazione Artisti Bresciani. Proprio nelle stanze che Staffoni aveva frequentato per una vita senza mai esporne uno.

Il Guggenheim può aspettare.
Brescia aveva già aspettato abbastanza.

📍 Giancarlo Staffoni. La forza espressiva di rette, colori e geometrie.
🗓️ 19 settembre - 7 ottobre 2026
AAB - Brescia
a cura di Luciano Anelli

In collaborazione con *Ad

Entre el mar y el delirio | por la Costa Brava con Salvador Dalí 🦞
20/09/2026

Entre el mar y el delirio |
por la Costa Brava con Salvador Dalí 🦞

Come nasce una collezionista?Peggy Guggenheim cominciò a Londra, nel 1938, aprendo una galleria mentre l’Europa si prepa...
17/09/2026

Come nasce una collezionista?

Peggy Guggenheim cominciò a Londra, nel 1938, aprendo una galleria mentre l’Europa si preparava a chiudere parecchie altre cose, compresa la ragione. Esponeva Kandinsky, Arp, Tanguy, artiste donne e surrealisti: tutta gente che le istituzioni britanniche guardavano con la prudenza riservata alle novità e agli ospiti inattesi.

La sua galleria non fu un grande affare commerciale. Fu qualcosa di più raro: un’idea giusta arrivata in anticipo. Peggy non si limitò a comprare opere; riconobbe il proprio tempo prima che diventasse storia. E mentre il fascismo spiegava quale arte fosse lecita, lei mostrava quella libera.

La mostra “Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista” racconta anche questo: che per comprare un quadro basta il denaro, mentre per costruire una collezione occorre un’idea. Peggy Guggenheim ebbe entrambi, ma soprattutto ebbe l’accortezza di mettere il primo al servizio della seconda.

E anche le presentazioni con Peggy sono state fatte ✔️


Peggy Guggenheim Collection

13/09/2026

Il 10 febbraio 2008 tre uomini armati entrano in un museo di Zurigo. Pochi minuti dopo, quattro capolavori sono scomparsi. Tra questi, un Cézanne da cento milioni di euro. Ricostruiamo il furto? 🕵🏻‍♀️

Mystery in The Gallery è la rubrica in cui vi parlo di furti, falsi e altri segreti che avvolgono il mondo dell’arte.

04/09/2026

Un Cézanne da cento milioni, la mafia serba e un produttore di film a luci rosse che non è mai esistito. Cosa potrebbe andare storto? 🔎

Mystery in The Gallery è la rubrica in cui vi parlo di furti, falsi e altri segreti che avvolgono il mondo dell’arte.

A Pantelleria ho scoperto una cosa che avrei potuto sapere da anni, se solo avessi avuto l’accortezza di interrogare ciò...
02/09/2026

A Pantelleria ho scoperto una cosa che avrei potuto sapere da anni, se solo avessi avuto l’accortezza di interrogare ciò che mettevo nel piatto: il cappero è un fiore 🌺

O, più precisamente, è un fiore al quale non viene consentito di diventarlo. Se nessuno lo raccoglie, quel piccolo bocciolo verde si apre in una corolla bianca e viola e diventa uno dei fiori più belli dell’isola. Ma a Pantelleria lo raccolgono prima, uno per uno, spesso quando è ancora buio, prima che il sole renda troppo duro lavorare nei campi.
La cosa sorprendente è quanto lavoro serva per produrre qualcosa che noi facciamo sparire in un boccone.

Alle Stufe di Khazzèn questa storia è finita dentro un vecchio dammuso ed è diventata il Museo del Cappero. Ci sono gli attrezzi dei contadini, le fotografie, le rocce dell’isola, i profumi e un anno intero di lavoro raccontato attraverso le stagioni.

Da anni degli amici panteschi mi regalano piccoli sacchetti di capperi raccolti dalla loro famiglia. Li ho sempre messi nel pesce, nella pasta, nell’insalata senza pensarci troppo.

Adesso so che dentro quel sacchetto ci sono albe, mani, schiene piegate, famiglie e un sapere tramandato da generazioni. Forse, per capire un’isola, non servono sempre i grandi monumenti. Qualche volta basta guardare quello che la sua gente mette a tavola 🍽️

Indirizzo

Pergine Valsugana

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