01/04/2020
«Voglio bene all’Italia anche se mi fa male vederla così. Voglio bene all’Italia anche se è davvero malata, ma questo è un motivo per amarla di più.
La vedo tutt’altro che eterna e possente, la vedo fragile e assente, molto invecchiata: la vedo stanca e spaventata, la maledico, ma è una ragione di più per darle il mio fiato.
Perché l’Italia non è solo una Repubblica. L’Italia è mia madre. L’Italia è mio padre. L’Italia è il racconto in cui sono nato. L’Italia è la lingua che parlo, il paesaggio che nutre, dove sono i miei morti. L’Italia sono le sue piazze, le sue chiese, le sue opere d’arte, chi l’ha onorata.
L’Italia è la sua storia, figlia di due civiltà, romana e cristiana. L’Italia è il mio popolo senza eccezioni, quelli del Nord, quelli del sud, quelli di destra o di sinistra, i cattolici o i laici. L’Italia è il ragazzo che se ne va all’estero, l’Italia è l’immigrato che si sente italiano. L’Italia è la mia casa, è il ritorno, è l’infanzia, il cielo e la terra che mi coprirà.
E se qualcuno obietta che quell’amore concerne ogni patria e non solo la mia, ha ragione Perché nell’amor patrio di ciascuno c’è l’universalità della patria di ognuno. L’amore muove l’universo, ma si ama sempre e solo qualcuno.»[M.V.] 🇮🇹
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