10/11/2020
𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐏𝐎 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐑𝐎𝐓𝐓𝐎 𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞
di Cristiane Geraldelli
10/11/2020
Confrontandosi corpo a corpo con un oggetto d’arte, sia un disegno, un dipinto, o un'installazione, lo spazio e il tempo del vedere sono aspetti imprescindibili agli spettatori per far scattare la scintilla e la potenza che ogni opera ci può offrire.
Questa certezza si è fatta ancora più forte da quando sono stata alla mostra personale di Lorenzo Pacini nello spazio di Hangart Studio a Pavia, l’ultimo sabato 31 ottobre di 2020, alla soglia del nuovo lockdown(1) e di un inevitabile e deludente congelamento, sprecando tutta quell'atmosfera creata per provocare l’osservatore.
La proposta di questa retrospettiva personale dell’artista fiorentino e dell'allestimento a cura di Simona Bartolena e Armando Fettolini, in collaborazione con Silvia Manazza, è comunque un'occasione preziosa per non lasciar morire il corpo e le percezioni, un po’ più addormentati in questi ultimi tempi che mai nessuno si sarebbe aspettato di vivere.
Con il proposito di ‘sbalordire il borghese’ - Épater le bourgeois è il titolo della mostra - già all'ingresso un’opera ci spinge a riflettere bene con il biglietto segna “Turno di Notte”. Siamo sicuri di voler entrare? Vogliamo veramente correre dei rischi?
I musei e le mostre sono da sempre luoghi ad alto rischio, intendo dire rischiosi ad un ampio senso: estetico, fenomenologico, filosofico e tanti altri. In mezzo ad una emergenza sanitaria, il rischio non solo acquisisce un senso in più, giacché il corpo è diventato ora il territorio della paura, ma purtroppo uccide qualsiasi possibilità di far vivere in pieno l’arte.
Ma l’arte non ne vuole sapere. Anzi… Ogni opera in quella mostra sembra appositamente gridare per la presenza di un CORPO. Libri, sedia, manichino, museruola, segnaletiche ed i titoli delle stesse, richiamano questo corpo per avere un primo rapporto percettivo e in seguito per farlo tuffare in un rapporto mentale tra gli strati che l’artista ci offre.
Le opere di Pacini diventano ancora più complesse quando si mettono in corrispondenza tra di loro creando delle reti di risonanze una nell’altra. Alcuni gruppi di lavori suscitano racconti, o semplicemente ci fanno pensare ad un orizzonte di parole, concetti e sensazioni che si collegano e ci portano in quell’altro mondo, quel che appare ad ogni personale sguardo, anche se galleggia, sfuma e non ci lascia definirlo in pieno.
Le segnaletiche rosse per terra con impronte di scarpe e di pecore, spinge ad un gioco di spostamenti e collegamenti tra le opere, mettendo però in discussione l’osservatore stesso. Siamo uomini o animali guidati? Un mondo arido, duro, ironico, iconico e paradossale, ma in certo senso anche un mondo di speranza, poiché il primo passo per salvarsi è sempre la consapevolezza e la coscienza.
Non ne voglio svelare molto, una esperienza così richiede la presenza, l’attenzione, fare delle riflessioni in loco, e così risvegliare e liberare il corpo, l’occhio e la mente. L’arte come oggetto immanente revoca lo status del corpo interrotto, e ci invita a percepire con tutti i nostri sensi, nel luogo del vedere(2), ciascuno comunque a proprio rischio, ovviamente appena possiamo tornare in totale ‘sicurezza’ alle nostre vite temporaneamente interrotte.
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(1)Lockdown della seconda ondata per un minimo di 15 giorni, dove la Lombardia è segnalata zona rossa dal 06/novembre/2020.
(2)Nel luogo del vedere ( ) è il moto della ricerca teorica-pratica in arti visive di Cristiane Geraldelli, artista e storica d’arte.
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Mostra: “Épater le bourgeois” Lorenzo Pacini
Hangart Studio - Via Bargiggia, 4 Pavia
dal 31 ottobre al 22 novembre 2020
Orari di apertura: da lunedì a venerdì 10.00-12.00 / 15.00-18.00
o sabato e domenica su appuntamento 334 9625953 oppure 335 678438
(possibilità di proroga post lockdown, stay tuned!)
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p.s.: in compagnia di Giulia Marinoni Marabelli