I Vagabondi

I Vagabondi cultura

13/07/2026
12/07/2026

PFIZER HA PUBBLICATO L’ELENCO DEGLI EFFETTI COLLATERALI DEL VACCINO COVID

1) Coagulo di sangue,
2) Insufficienza renale acuta,
3) Mielite flaccida acuta,
4) Anticorpi anti-spermatozoo positivi,
5) Embolismo del tronco encefalico,
6) Trombosi del tronco encefalico,
7) Arresto cardiaco (centinaia di casi),
8)Insufficienza cardiaca,
9) Trombosi ventricolare cardiaca…
10) Shock cardiogeno,
11) Vasculite del sistema nervoso centrale,
12) Morte neonatale,
13) Trombosi venosa profonda,
14) Encefalite del tronco encefalico,
15) Encefalite emorragica,
16) Epilessia del lobo frontale,
17) Psicosi epilettica,
18) Paralisi facciale,
19) Sindrome di distress fetale,
20) Amiloidosi gastrointestinale,
21) Crisi tonico-clonica generalizzata,
22) Encefalopatia di Hashimoto,
23) Trombosi vascolare epatica,
24) Riattivazione dell’herpes zoster,
25) Riattivazione del cancro…
26) Tumori turbo,
27) Epatite immuno-mediata,
28) Malattia polmonare interstiziale,
29) Embolismo della vena giugulare,
30) Epilessia mioclonica giovanile,
31) Danno epatico,
32) Basso peso alla nascita,
33) Sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini,
34) Miocardite,
35) Crisi neonatale,
36) Pancreatite,
37) Polmonite,
38) Morte fetale,
39) Tachicardia,
40) Epilessia del lobo temporale,
41) Autimmunità testicolare,
42) Ictus trombotico,
43) Diabete mellito di tipo 1,
44) Trombosi venosa neonatale,
45) Trombosi dell’arteria vertebrale,
46) Pericardite,
47) Sindrome della morte improvvisa del lattante.

Governi, Ordine dei Medici, Ursula von der Leyen, USA, FDA, SSI, Bill Gates, Fauci, WEF, OMS, tutte le istituzioni dicono che non lo sapevano.

(Avv. Alfonso Maria Avitabile)

13 GIUGNO 1983​Ci sono date che non possono essere semplicemente ricordate. Devono bruciare dentro.​Il 13 giugno 1983 a ...
13/06/2026

13 GIUGNO 1983

​Ci sono date che non possono essere semplicemente ricordate. Devono bruciare dentro.
​Il 13 giugno 1983 a Monreale la mafia ha colpito al cuore lo Stato, convinta di poter cancellare con il piombo la giustizia e la legalità. Ma i corpi cadono, le idee e l'esempio restano.

L'immagine non è una vecchia fotografia in bianco e nero da archivio è un monito perenne per tutti noi, per le nostre comunità e per i nostri giovani. ​Tre nomi impressi nella storia del nostro territorio:
​Capitano Mario D'Aleo, un comandante giovanissimo, subentrato a un altro martire, il Capitano Basile. Sapeva di essere nel mirino, ma ha guidato la Compagnia di Monreale a testa alta, spezzando i canali economici dei clan.

​Appuntato Giuseppe Bommarito: un uomo del nostro popolo, un lavoratore della legalità che conosceva il territorio palmo a palmo e non ha mai arretrato di un millimetro.

​Carabiniere Pietro Morici: un giovane che aveva scelto la divisa per servire il bene comune, stroncato nel fiore degli anni.

​La divisa come scelta di vita, non come lavoro.
​Questi uomini dell'Arma dei Carabinieri non stavano semplicemente svolgendo un turno di servizio. Stavano presidiando il confine tra la civiltà e la barbarie. Hanno difeso le nostre strade, le nostre piazze, le nostre famiglie e la dignità di una Sicilia che rifiutava e rifiuta di piegarsi al ricatto mafioso. ​Il legame profondo tra questi eroi e il territorio è vivo ogni volta che un cittadino può camminare libero, ogni volta che un giovane sceglie la strada dell'onestà invece della via facile del compromesso.

Guardate questi tre volti. La legalità di cui godiamo oggi non è piovuta dal cielo è stata pagata con il sangue e con il dolore di famiglie che non hanno più riavuto a casa i loro figli, i loro mariti, i loro padri.

​Quando incrociate una pattuglia per strada, quando vedete quella fiamma sul berretto, ricordatevi che dietro quella divisa c'è la stessa promessa solenne mantenuta da D'Aleo, Bommarito e Morici fino al sacrificio estremo.

​La mafia voleva il silenzio. Noi rispondiamo con la memoria, con l'orgoglio e con l'impegno quotidiano.
​Onore ai Caduti di Monreale.

Chi muore per la patria non muore mai.

Il Nonno Racconta:Sedetevi qui vicino a me, ragazzi. Oggi voglio raccontarvi una storia vera. Non è una favola con i dra...
11/06/2026

Il Nonno Racconta:

Sedetevi qui vicino a me, ragazzi. Oggi voglio raccontarvi una storia vera. Non è una favola con i draghi, ma parla di cavalieri moderni.

Cavalieri che non indossavano un'armatura splendente, ma una divisa con gli alamari e una fiamma sul cappello, la divisa dei Carabinieri.

​Tanto tempo fa, in una bellissima e difficile terra chiamata Sicilia, vivevano tre uomini straordinari. Tre militari onesti che avevano fatto una promessa grande, proteggere la gente e difendere la giustizia, a costo della vita.

​Il primo si chiamava Giuseppe Bommarito, ed era un Appuntato dell'Arma. Un uomo buono, un lavoratore instancabile, uno di noi. Accanto a lui c'era il suo capitano, un giovane ufficiale coraggioso di nome Mario D'Aleo, e un altro fedele collega, il carabiniere Pietro Morici.

​Quei tre uomini lavoravano a Monreale. In quegli anni, la mafia era forte e faceva paura, ma loro non si giravano dall'altra parte. Il Capitano D'Aleo, Giuseppe e Pietro indagavano, cercavano la verità e disturbavano i piani dei malavitosi. Sapevano di rischiare grosso, ma l'amore per il proprio dovere e per la propria terra era più forte della paura.

​Poi, arrivò quel terribile pomeriggio del 13 giugno 1983 a Palermo, in via Scobar. La mafia tese loro un agguato vigliacco. In un attimo, le vite di Giuseppe, del Capitano Mario e di Pietro furono spezzate. Volevano farli tacere per sempre. Volevano che la gente dimenticasse.

​Ma sapete una cosa, bimbi miei? Hanno fallito. Perché quando tre uomini giusti cadono per la giustizia, diventano come semi piantati nella terra. E da quei semi nascono fiori bellissimi che profumano di libertà.

​Guardate questa locandina. Mostra il sorriso fiero di Giuseppe Bommarito. A distanza di tanti anni, il 13 e 14 giugno 2026, ci riuniremo ancora una volta tra Palermo, Monreale e Balestrate per la 43ª Giornata della Memoria.

Ci saranno commemorazioni, momenti di preghiera, spettacoli dei ragazzi delle scuole e persino un torneo di basket per i più giovani.

​Ricordare il loro sacrificio non è solo un dovere, è un regalo che facciamo al nostro futuro. Perché finché racconteremo la storia di Giuseppe, di Mario e di Pietro, loro continueranno a camminare e a lottare insieme a noi."

Il corridoio del pronto soccorso era freddo, immerso in una luce al neon che accentuava la solitudine di quella sala d'a...
09/06/2026

Il corridoio del pronto soccorso era freddo, immerso in una luce al neon che accentuava la solitudine di quella sala d'attesa. Edoardo Marini, settantott’anni, con lo sguardo fiero di chi ha portato il peso di una divisa per una vita intera, stringeva i denti. Una morsa pesante gli schiacciava il petto, e quel formicolio sordo che dal braccio sinistro saliva verso il collo gli diceva chiaramente che non c'era tempo da perdere. Il suo cuore stava cedendo.
​Si avvicinò al bancone dell’accettazione con la compostezza e la dignità che l'Arma gli aveva insegnato a mantenere in ogni circostanza.
«Mi scusi...» disse, cercando di dare fermezza alla voce. «Ho un peso tremendo al petto. Non sento bene il braccio. Credo di avere un infarto in corso.»

​L’impiegato dietro lo sportello non si degnò nemmeno di sollevare lo sguardo. Continuò a digitare sulla tastiera, lasciandosi sfuggire un sospiro infastidito:

«Senta, vecchio mio, avrà esagerato con la cena. Si metta seduto e aspetti che la chiamiamo».
Lì accanto, il medico di turno, sentendo le parole dell'anziano, aggiunse con sufficienza: «Ormai basta un po' di reflusso gastrico e vi sentite tutti primari di cardiologia. Vada a sedersi e aspetti il suo turno».

​Edoardo non replicò. Un Carabiniere non elemosina l'attenzione di chi non sa cosa significi il dovere. Lui, che aveva passato decenni sulla strada, che aveva affrontato la criminalità e protetto i cittadini nei momenti più bui del Paese, rimase in silenzio. Ma quell’arroganza gratuita, quell'indifferenza burocratica, gli bruciò dentro più del dolore fisico. Era l'umiliazione di sentirsi invisibile proprio lì, nel momento del bisogno.

​Ma la grande famiglia dell'Arma non lascia mai indietro i suoi uomini.
​A pochi metri di distanza, sulle sedie d’attesa, c’era Matteo, un giovane Carabiniere in servizio effettivo che aveva accompagnato un collega per un controllo. Matteo aveva visto e sentito tutto. Ma, soprattutto, il suo sguardo era caduto sull'anziano: nel taschino della camicia, Edoardo custodiva con cura la tessera d'iscrizione dell'Associazione Nazionale Carabinieri, e dalle chiavi che stringeva tra le mani nodose faceva capolino il piccolo stemma metallico della Benemerita.

​A Matteo salì il sangue alla testa. Si alzò con decisione, uscì dalla sala d'attesa e compose immediatamente il numero del suo Comandante di Compagnia.
«Capitano, sono il Carabiniere Esposito. Devo riferirle un fatto grave che sta accadendo qui al pronto soccorso centrale.»

Il ragazzo raccontò la scena nei minimi dettagli: il malore dell’anziano, lo scherno del medico, il silenzio dignitoso del veterano. «Capitano, è un nostro Maresciallo in congedo, un socio dell'ANC. Non posso tollerare che venga trattato così.»

​Dall’altra parte del telefono, il tono del Capitano mutò all'istante, diventando fermo come l'acciaio: «Resta lì, vigila su di lui. Attivati subito con la sezione locale dell'ANC per i primi supporti. Io chiamo il Comando Provinciale».
​La segnalazione risalì la catena gerarchica in pochi minuti, muovendo contemporaneamente sia la linea territoriale dell'Arma che la rete dell'Associazione. Quando il Colonnello sentì il nome del Maresciallo Marini, scattò in piedi sulla sedia: «Edoardo Marini? Il Maresciallo che negli anni d'piombo ha affrontato i conflitti a fuoco a viso aperto e ha salvato la vita al suo appuntato sotto tiro? Quell'uomo è la nostra storia!».

​Il Comando non p***e un istante. Fu attivato il Nucleo di Volontariato dell'ANC insieme a una pattuglia del Nucleo Radiomobile in servizio operativo. Il Colonnello ordinò: «Prendete l'ambulanza di supporto, fate ve**re il nostro medico militare di presidio. Quel Maresciallo sta male ed è stato umiliato. Andiamo a riprenderlo e a restituirgli l'onore che merita. Muoversi!».

​Nel frattempo, in sala d'attesa, la vista di Edoardo cominciava ad appannarsi e il respiro farsi sempre più corto. Il medico di guardia stava ancora commentando la questione con l'impiegato quando, improvvisamente, le porte scorrevoli del pronto soccorso si aprirono con decisione.
​Il rumore che seguì fece calare un silenzio assoluto nell'intera struttura.
Passi fieri, uniti, cadenzati.
​I volontari dell'Associazione Nazionale Carabinieri, con le loro uniformi e i tesserini ben in vista, fecero il loro ingresso affiancati dai militari dell'Arma in servizio attivo. Una colonna di uomini uniti dallo stesso giuramento. Senza dire una parola, si disposero su due file perfette, creando un corridoio d'onore e una barriera di protezione attorno alla sedia del vecchio Maresciallo.

Il medico di guardia p***e ogni colore dal viso davanti a quel dispiegamento di divise e di sguardi severi.
​Il Comandante della Compagnia, insieme al Presidente della sezione ANC, avanzò lungo il corridoio, si fermò a un metro da Edoardo e portò la mano destra alla visiera nel saluto militare più solenne.
«Maresciallo Marini, il Comando Provinciale e tutti i colleghi dell'Associazione Nazionale Carabinieri la salutano. Siamo qui per lei, Signore.»

​Edoardo sollevò lentamente la testa. Rivedere quegli alamari, risentire quel senso profondo di rispetto e di fratellanza che non si cancella con l'età, riaccese una scintilla antica e potente nei suoi occhi stanchi. Provò ad accennare un saluto, a raddrizzare la schiena come un tempo, ma il Capitano lo trattenne poggiandogli una mano sulla spalla con un'infinita, fraterna delicatezza.
«Riposo, Maresciallo», gli sussurrò. «Oggi la linea la teniamo noi. L'Arma non dimentica i suoi padri.»

​In quel momento entrarono i sanitari militari con la barella. Il medico del pronto soccorso, balbettando e visibilmente scosso, cercò di frapporsi: «Ma... ma cosa state facendo? Ci sono le precedenze del codice, c'è una lista d'attesa...».
​Il Capitano si voltò di scatto, piantando i suoi occhi in quelli del medico. La sua voce fu una lama fredda nel silenzio irreale della sala:
«La vostra lista d'attesa e il vostro rispetto sono venuti meno nel momento in cui avete insultato un uomo che ha servito, difeso e protetto questo Stato rischiando la vita ogni giorno, mentre voi eravate ancora sui libri di scuola. Se il Maresciallo Marini subirà una qualunque conseguenza per il vostro ritardo ingiustificato, risponderete di omissione di soccorso e comportamento lesivo direttamente alla Procura della Repubblica e alle autorità competenti. Abbiamo finito.»

​Il medico e l'impiegato fecero un passo indietro, ammutoliti e rimpiccioliti dall'autorità e dalla fermezza di quelle parole.
​I sanitari sollevarono Edoardo con una cura solenne e devota. Mentre la barella si avviava verso l'uscita, tutti i Carabinieri presenti — in servizio e in congedo — si irrigidirono sull'attenti, rivolgendo il saluto più fiero al loro vecchio leone.

Edoardo Marini non era più un anziano invisibile confuso nella folla di una corsia d'ospedale; era un simbolo vivente dell'Arma, protetto dalla sua stessa grande famiglia, consapevole che finché ci sarà qualcuno a portare quegli alamari e quel simbolo sul petto, nessun Carabiniere sarà mai lasciato indietro da solo.

Lo Spirito del Volontariato ANC​In questo zaino non ci sono semplicemente divise o attrezzature operative. C’è molto di ...
05/06/2026

Lo Spirito del Volontariato ANC

​In questo zaino non ci sono semplicemente divise o attrezzature operative. C’è molto di più.

Ci sono valori radicati, il coraggio delle scelte quotidiane, la forza dell'impegno e quell'umiltà silenziosa che guida chi si mette al servizio degli altri.

​Ogni servizio, ogni chilometro percorso e ogni mano tesa ai cittadini più fragili richiedono pazienza e, soprattutto, un profondo amore per il prossimo.

​È così che la grande famiglia dell’Associazione Nazionale Carabinieri continua a vivere e a fare la differenza.

Non a parole, ma con l'esempio, la legalità e la concretezza di ogni singolo gesto.

Sciacca, vince la solidarietà. Grande successo per l'evento del Cuore nel segno della legalità e della memoria​Sciacca (...
31/05/2026

Sciacca, vince la solidarietà. Grande successo per l'evento del Cuore nel segno della legalità e della memoria

​Sciacca (AG) – Una serata straordinaria all'insegna dello sport, dello spettacolo e del grande cuore della Sicilia. Lo Stadio Comunale "Luigi Gurrera" di Sciacca ha aperto le sue porte per l'attesissimo appuntamento con la solidarietà, un evento calcistico speciale dedicato alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ha visto scendere in campo la Nazionale del Cuore Attori e Cantanti insieme alle rappresentanze di Magistrati, Carabinieri e glorie locali. ​L'iniziativa, oltre a lanciare un forte messaggio di legalità e coraggio civile, ha sposato un'importante causa benefica. Il ricavato dell'evento e le donazioni raccolte saranno infatti devoluti a sostegno dei progetti della Caritas del Carmine e dell'associazione AVULSS di Sciacca, impegnata quotidianamente nel supporto e nell'assistenza alle persone con disabilità motoria.
​Ospite d'onore d'eccezione, che ha illuminato la serata con la sua presenza, la leggenda del calcio italiano ed ex portiere della Juventus e della Nazionale, Stefano Tacconi. ​Dietro la perfetta riuscita di una manifestazione di tale portata, con spalti gremiti e una massiccia affluenza di pubblico, c'è stato come sempre il lavoro silenzioso e fondamentale della macchina della sicurezza e dell'assistenza.
​A garantire lo svolgimento sereno dell'evento e il corretto flusso degli spettatori è stata la presenza sul campo e sugli spalti delle unità del Nucleo di Volontariato e Protezione Civile dell'Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) di Partinico. Con le loro caratteristiche divise rosse e blu e la consueta professionalità, le donne e gli uomini dell'ANC di Partinico hanno vigilato sull'evento e fornito supporto logistico, confermandosi un punto di riferimento imprescindibile per la comunità e un esempio tangibile di cittadinanza attiva e spirito di servizio.
​Tra sorrisi a bordo campo, maglie azzurre targate con il tricolore, premiazioni finali e scatti fotografici ravvivati dall'entusiasmo dei più piccoli, la serata ha dimostrato ancora una volta come il calcio possa trasformarsi nel veicolo perfetto per unire le persone attorno a cause nobili. ​Sciacca e l'intera provincia hanno risposto "presente" alla chiamata della solidarietà, firmando sul terreno del Gurrera il gol più importante della stagione.

Borgetto (PA)  si stringe nel ricordo del Carabiniere Antonino Fleres.​– Una giornata di profonda commozione, memoria st...
28/05/2026

Borgetto (PA) si stringe nel ricordo del Carabiniere Antonino Fleres.

​– Una giornata di profonda commozione, memoria storica e onore militare. La comunità di Borgetto (PA) si è riunita per commemorare il Carabiniere Antonino Fleres, tragico esempio di dedizione al dovere e sacrificio. Alla solenne cerimonia hanno preso parte le massime autorità civili e militari, insieme a una nutrita rappresentanza delle associazioni d'arma del territorio.
​Tra i presenti, ha spiccato la sentita partecipazione dei soci dell’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) - Sezione di Partinico (PA), che ha voluto rendere omaggio alla memoria del commilitone caduto, riaffermando il legame indissolubile che unisce l'Arma in servizio e quella in congedo.Accanto ai militari dell'Arma e ai rappresentanti dell'ANC di Partinico, fieri con il tricolore e il labaro della sezione, hanno sfilato e presenziato anche esponenti di altre forze dell'ordine. Infatti la partecipazione dei militari della Guardia di Finanza e delle autorità civili locali, a testimonianza di una memoria condivisa da tutte le istituzioni dello Stato.
​La commemorazione di Antonino Fleres non rappresenta soltanto un atto formale, ma un monito per le giovani generazioni sul valore della legalità e del sacrificio personale per il bene della collettività. I soci dell'ANC di Partinico, guidati dallo spirito di corpo che li contraddistingue, hanno sottolineato l'importanza di mantenere vivo il ricordo di chi ha pagato con la vita la fedeltà alle istituzioni e la difesa dei cittadini. ​La cerimonia si è conclusa tra il silenzio d'ordinanza e gli applausi dei cittadini presenti, uniti nel ricordo di un eroe del quotidiano che Borgetto e tutto il comprensorio di Partinico non intendono dimenticare.

Presentato a Sciacca il "Triangolare del Cuore"​Sciacca (AG) – Questa mattina, nella cornice istituzionale del Comune di...
26/05/2026

Presentato a Sciacca il "Triangolare del Cuore"

​Sciacca (AG) – Questa mattina, nella cornice istituzionale del Comune di Sciacca, è stata presentata ufficialmente la conferenza stampa di un grande evento che unisce sport, memoria e solidarietà.
Il "Triangolare del Cuore".
​L'appuntamento calcistico è fissato per il prossimo 30 maggio 2026, alle ore 18:30, presso lo Stadio "Luigi Gurrera" di Sciacca. La manifestazione, patrocinata dal Comune e supportata da diverse realtà associative, vede in prima linea il supporto logistico e operativo delle organizzazioni di volontariato. Tra queste, spicca la partecipazione attiva del Nucleo di Volontariato dell'Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) della sezione di Partinico, presente con i propri rappresentanti istituzionali per testimoniare la vicinanza dei volontari in congedo dell'Arma ai valori della legalità e del supporto sociale. ​Un match nel segno del ricordo
​Il torneo sarà disputato in memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle scorte, figure simbolo della lotta alla criminalità organizzata ed eroi della storia italiana. Sul manto erboso del "Luigi Gurrera" si sfideranno tre formazioni d'eccezione in un appassionante triangolare:
​La Nazionale del Cuore Attori e Cantanti
​I Magistrati Palermo
​Le Glorie Sciacca Calcio / Forze dell'Ordine
​Durante la conferenza è stata mostrata in anteprima la maglia ufficiale dell'evento: una divisa azzurra che richiama l'orgoglio nazionale e i valori della legalità, personalizzata per l'occasione con i loghi dei partner e delle associazioni coinvolte. Sul tavolo dei relatori spiccavano inoltre i grandi trofei calcistici che verranno assegnati alle squadre partecipanti al termine dei match.
​Il cuore di Sciacca per la beneficenza
​Il "Triangolare del Cuore" non sarà solo una giornata di sport e forte impatto civile, ma rappresenterà una fondamentale occasione di sostegno economico per il tessuto sociale regionale. Gli organizzatori hanno infatti confermato che l'intero ricavato della manifestazione sarà devoluto in beneficenza a tre importanti realtà associative attive nel territorio:
​AVULSS Sciacca (Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali dei Servizi Socio-Sanitari)
​Caritas Parrocchiale del Carmine
​Associazione "Teniamoci per mano" ONLUS
​La macchina organizzativa è già a pieno regime per garantire una straordinaria cornice di pubblico. L'invito delle istituzioni e delle associazioni, come il Nucleo ANC di Partinico pronto a dare il proprio contributo alla riuscita dell'evento, è quello di riempire gli spalti dello stadio il 30 maggio: un piccolo gesto che si trasformerà in un grande aiuto concreto, nel segno del claim che accompagna la manifestazione: "Chi segna, sogna!".

BALESTRATE, MEMORIA E AMBIENTE: LA COMUNITÀ SI UNISCE NEL SEGNO DELLA LEGALITÀ​In occasione del 34° anniversario della s...
23/05/2026

BALESTRATE, MEMORIA E AMBIENTE: LA COMUNITÀ SI UNISCE NEL SEGNO DELLA LEGALITÀ

​In occasione del 34° anniversario della strage di Capaci, la comunità di Balestrate si è ritrovata questa mattina per un’intensa giornata dedicata alla memoria attiva e alla cittadinanza responsabile. L’evento, che ha visto una straordinaria sinergia tra istituzioni, forze dell’ordine e mondo scolastico, ha messo al centro i giovani e la cura del territorio sotto il tema guida: "La Legalità tra sostenibilità e rispetto dell'ambiente. Imparare, crescere e prendersi cura insieme del mondo che abitiamo". ​Il corteo e i momenti di riflessione hanno visto la partecipazione delle massime autorità civili e militari del comprensorio. In prima fila, a rappresentare lo Stato e la vicinanza delle istituzioni ai cittadini, erano presenti il Sindaco di Balestrate insieme ai Sindaci e rappresentanti dei Comuni limitrofi, che hanno preso parte alla cerimonia indossando la fascia tricolore.
​Particolarmente significativa la presenza dell’Arma dei Carabinieri, presidio fondamentale di legalità sul territorio, rappresentata dal Comandante della Compagnia Carabinieri di Partinico Cap. Mattia Rognoni e dal Comandante della Stazione Carabinieri di Balestrate. Accanto a loro, a testimonianza del profondo legame tra le forze dell'ordine in congedo e il tessuto sociale, ha presenziato il Presidente dell'Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) di Partinico, Salvatore Bommarito.
​I veri protagonisti della mattinata sono stati gli studenti dell'Istituto Comprensivo "Rettore F. Evola". I ragazzi hanno colorato la piazza con i loro cartelli, dando vita ai "petali del rispetto" e ricordando, con profonda commozione, i nomi dei martiri della giustizia: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Mario D'Aleo, Antonino Montinaro, Emanuela Loi e Agostino Catalano.
​L'iniziativa ha dimostrato concretamente come il ricordo dei drammatici fatti del 1992 non sia una sterile ricorrenza, ma un dovere morale che si rinnova nel quotidiano, unendo la lotta alle mafie alla tutela dell'ambiente e della legalità democratica. "Le loro idee camminano sulle nostre gambe": una frase che oggi, a Balestrate, ha trovato nuova linfa grazie alla straordinaria rete creata tra scuola, cittadinanza e istituzioni.

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