08/09/2023
Ieri l’anfiteatro del parco di Piazzale Fiume 5, all’interno della Rassegna di Insolito Festival dell’Associazione Micro Macro con focus sulla danza, curata dalle direttrici artistiche Beatrice Baruffini e Alessandra Belledi ha accolto due meravigliose interpreti Silvia Gribaudi e Valentina del Mas e poi ancora Silvia Gribaudi (chiusura che mi sembra di avere intuito sia stata regalata a noi pubblico con una grande, enorme generosità).
Sono tornata a casa dopo questi tre assoli vibrante di felicità, come non mi sentivo da tempo, grazie al contatto col pubblico che Silvia e Valentina sono riuscite ad avere . Contatto che a me, personalmente, da spettatrice, con la danza contemporanea mancava.
Stamattina appena sveglia, mentre mia figlia mi chiede di fare colazione, mentre il latte insorge per ben due volte sui fornelli, molto meno paziente di mia figlia...Stamattina, appena sveglia Silvia mi ha portato a cercare i video di Anna Pavlova sulla morte del cigno. Grazie a Silvia ho potuto conoscere Anna, che oltre ad essere una meravigliosa danzatrice classica, nota ai più per le doti particolari del collo del piede, il fisico longilineo e minuto, mi sembra di intuire, fosse una vera pioniera della ricerca del movimento. Per interpretare il pezzo del cigno, su musica di Saint-Saëns, dal Carnevale degli Animali, aveva chiesto a Michail Fokine, il coreografo, prove e prove nel suo giardino di casa per stare il più possibile a contatto con i cigni ed osservarne gli atteggiamenti e le movenze. La sua interpretazione riuscì ad essere una tale commistione di tecnicità ed emozione, visse ed interpretò questo pezzo in maniera così intensa da renderlo al pubblico attraverso tutta la sua drammaticità. È dopo Anna che il pezzo non è più “il cigno”, ma “la morte del cigno”. È con Silvia che noi pubblico siamo partecipi, fin dal primo istante perché si mette a n**o (il suo n**o non è scontato, è suo, come lei, generoso), ci fa contare, ci rende parte del movimento, ci fa inspirare ed espirare e ripetere, ripetere tante volte, ci racconta di Anna e ci porta con sè, in modo che alla fine anche noi, tutti siamo con lei sospesi sulle punte e non vediamo l’ora di rifarlo. Il suo assolo, se non sbaglio, rientra in un progetto più ampio che si chiama Swans never die, che comprende altri pezzi tra cui Camilla Monga, Chiara Bersani e Phlippe Kratz...ma devo ancora fare i compiti e approfondire.
Valentina del Mas compare a noi sotto una finestra di luce, davanti a lei un piccolo vaso con una rosa, dietro di lei una sedia e dice che si è innamorata di Luisa e che ha deciso di farsi attraversare, trapassare, anzi Luisa è la sua trapassata...remota...prossima. Luisa è una persona fragile, Valentina non la racconta, diventa lei, attraverso movimenti precisissimi, minuziosi, cuciti, non per una mera esibizione tecnica, i movimenti di Valentina sono cuciti proprio come cuce Luisa, per non perdersi e non perdere i frammenti di sé. Luisa ama, ricorda, canta e quando canta il suo corpo diventa le parole, è una viaggiatrice, attraversa varie dimensioni arriva ad un crescendo coreograficamente reso gradualmente più ampio in maniera precisa e magistrale, ma io non faccio nemmeno più caso alla coreografia. Sono vibrante, siamo tutti vibranti, legati a doppio filo, ben stretto, tra questa vita che abbiamo appena conosciuto di Luisa, perché Valentina non c’è più, si è completamente donata a lei, noi persone e la scena.
Silvia ricompare con un’ultima generosa esibizione con uno sgargiante tubino e noi siamo già tutti suoi, non vediamo l’ora di alzarci, contare, urlare yes, fare i cigni, no quello era il pezzo prima, dietro i panni da persona normale (con tutte le accezioni positive che per me ha questo termine)...ma che panni, oltre le mutande e il reggiseno di microfibra verde pi***lo io vedo una velocità, una resistenza e un fiato che farebbero intimidire i danzatori più atletici e prestanti e soprattutto una capacità movimento e di racconto attraverso il corpo che ripeto...mi mancava da tempo. Grazie di conseguenza all’associazione Micro Macro e a Beatrice Baruffini per essersi occupata personalmente e con così tanta dovizia di questo focus danza. Grazie a Caterina Vaglio per avere condiviso con me questa bellissima esperienza ieri. Vi segnalo i prossimi appuntamenti perché sono imperdibili e invito tutti i miei allievi a prenotare i prossimi spettacoli e ad andarli a vedere.
https://www.associazionemicromacro.com/insolitofestival2023
Ora posso anche aprire le finestre, evitare che mi bruci la casa, confortare mia figlia della mia presenza e riprendere con la mia organizzazione dei corsi della scuola di danza, ma con una gioia e uno spirito diversi rivolti verso il mio lavoro. Grazie
Associazione Micro Macro