26/04/2016
E' arrivata la prima recensione critica della videoinstallazione di C999 da parte del massmediologo Paolo Melegari.
Un vero onore, spero che vi possa interessare.
OPUS
2 Aprile – 15 Maggio 2016 Galleria San Ludovico
“essere uno con il tutto, questo è il vivere degli dei; questo è il cielo per l’uomo”
(Holderlin)
Che potenza le leggerissime coincidenze sincroniche di Opus, la nuova “fatica in-divenire” di C999.
I corpi per essere “celesti” devono immergersi, morire in acqua per rinascere in cielo.
Questa rinascita per acqua mi ha richiamato subito i versi immortali dedicato a Fleba in Fenicio da T. S. Elliot, nella sua Terra Desolata-Morte per Acqua:
“Mentre affiorava e affondava, attraversò gli stadi della maturità e della gioventù sprofondando nel vortice”
“Ogni volta che scendiamo in profondità, viene coinvolta l’anima” ci ricorda J. Hillman, nel suo “Il sogno e il mondo infero”, ma qui l’anima più che essere coinvolta mi sembra assalita, rapita (estasiata?): è un assalto irresistibile di fonti e correnti che, agendo contemporaneamente e pre-potentemente, ci trascinano in un mondo altro.
Le psicologie del profondo ci hanno abituato ad identificare i corpi d’acqua, il mare e le piscine, nell’inconscio più profondo, intimo e universale insieme: che la “forza” di quest’opera stia nella capacità di comunicare direttamente all’inconscio di ciascuno? Senza dimenticare o sminuire la potenza estetica delle correnti artistiche e delle fonti filosofiche.
Correnti molto evidenti e immediatamente dichiarate: il tempo sospeso, a ritroso nella numerologia iniziale, dell’arte occidentale più classica, michelangiolesca e correggesca, che si fonde con la fuga in avanti, iper tecnologica, dell’oper-azione mai uguale a se stessa e che si potrà svelare (forse?) solo alla fine di TUTTO, il prossimo 15 maggio, chiusura dell’evento.
Più velate le fonti filosofiche, dalla simbologia ermetica dove l’opera, anche la più caotica, ha un suo significato e contenuto ben preciso da decifrare, latente ma presente, a quella romantica, dove il messaggio è per il mondo personale, tutto interno all’autore.
E in questa circolarità delle quattro (4) fonti, dove le profondità acquatiche incontrano le volte celesti e il fuoco dell’anima il faber materico della tecnologia, il post moderno alchimista C999 fondendo un unicim archetipico, si ritrova “profondamente” romantico, tanto in lui è forte l’ambizione, che peraltro raggiunge benissimo, di sostituire alla narrazione simbolica classica un’arte moderna, per forma e contenuti, con la stessa potenza e immediatezza comunicativa degli antichi miti.
Al pari quindi di certo post rock sinfonico ed esoterico voglio volentieri definire finalmente l’arte di C999 vera Post Art.
Paolo Melegari