18/10/2026
IN ATTESA DI PARMA TORINO
Tra le varie componenti che ruotano attorno alla squadra di calcio di una città, ed in particolare attorno al nostro Parma, un ruolo importante lo ricoprono le testate giornalistiche e la stampa locale in senso lato.
Se una volta era sufficientemente chiaro individuare chi si occupava di raccontare le gesta della squadra del nostro Parma, oggi questo è un attimino più complesso.
Quando non c’era internet vi erano una sola emittente locale televisiva e radiofonica (in realtà per alcuni anni hanno convissuto due emittenti televisive che si accavallavano coi palinsesti, ma cambia poco) ed un solo giornale ed i loro inviati erano il tramite tra la società ed i tifosi a cui riferivano di allenamenti a porte aperte, conferenze stampa più o meno improvvisate ma non per questo meno foriere di notizie buone o cattive, e di chiacchierate più o meno informali a seguito delle quali ci si faceva una idea di come andassero le cose in seno alla squadra.
Oggi, invece, assistiamo al proliferare di testate on line con cui collaborano diversi professionisti della stampa locale ma anche parecchi signori nessuno, così come siamo anche noi, che grazie ad un monitor, ad un microfono, ad una spiccata abilità nell’uso degli strumenti della rete e dei social in particolare dispensano opinioni e dissertano con una perfetta padronanza del linguaggio di tutto ciò che riguarda la nostra squadra; e la cosa ci fa enormemente piacere perché, bene o male che sia, a noi interessa che il nostro Parma venga seguito e del nostro Parma se ne parli, piuttosto che parlare di Milan, Inter e Juventus.
Perciò è con incommensurabile piacere che oggi celebriamo tra tutti la figura di Gabriele Majo, collaboratore a più riprese del Parma Calcio con incarico di responsabile ufficio stampa e comunicazione che lo hanno visto referente nei confronti della nostra collettività, e del mondo calcio in generale, per svariati anni a partire dal 2004 fino al termine del 2023.
Curiosando sulla testata giornalistica di cui è direttore responsabile, nell’articolo in cui si presenta a chi ancora non lo conoscesse a fondo, tra cui noi, emerge una figura poliedrica e votata a diverse esperienze lavorative, a cui il nostro si è approcciato sin dalla tenera età; lui, ad esempio, ha iniziato a collaborare con la prima radio libera italiana, quella della nostra città, alla tenera età di 11 anni quando noi, suoi coetanei, giocavamo a sinalcoli e con le figurine dei calciatori.
Non ci meraviglia perciò il fatto che, dopo oltre cinquanta anni di lavoro, prenda qualche strafalcione nel momento in cui tira in ballo i Vecchi Inutili quali simpatizzanti del “tycoon coevo“ (mo co vol dir???), in primo luogo perché in quello che è il nostro gruppo (un gruppo, ricordiamo ancora una volta, che non esiste in quanto ognuno di noi si fa gli affari propri, allo stadio come nella vita di tutti i giorni) i pareri sono alquanto discordanti riguardo alla figura del nostro presidente, e vanno da chi lo detesta per principio a chi pur non condividendone talune scelte non gli spara addosso m***a ad ogni minima occasione così, per sport ; poi perché la cuffia indossata da KK ed esibita nella fotografia proposta sul Stadiotatdini.it gli è stata regalata da un nostro amico che ha incontrato casualmente il presidente a spasso per la città, e sebbene la cosa ci abbia fatto piacere non è stata una iniziativa voluta ma una cosa simpatica che è venuta fuori così, spontaneamente, in cui non vediamo nulla di criticabile; in ultima istanza, perché noi gli abbiamo SI regalato, dopo avere condiviso la decisione in sei o sette davanti ad una pizza al Veliero e dopo avere bevuto alcune birre, forse qualcuna di troppo…, un cappellino con visiera, ma NON un cappellino qualsiasi ma quello con il NUMERO 1. Perché fino a prova contraria lui della nostra squadra è il numero 1, e questo è un dato di fatto insindacabile. A prescindere da quello che succede a Des Moines.
Venendo ai contenuti dell’articolo in cui siamo stati tirati in ballo, non troviamo scandalosa l’idea di rendere disponibile da parte della società la struttura dello stadio Tardini per eventi che esulano dal discorso partita, nel nostro piccolo ne abbiamo le potenzialità. In un incontro organizzato lo scorso giugno abbiamo potuto verificare la cosa di persona, insieme ad una ottantina di persone provenienti da varie parti d’Italia che hanno apprezzato la nostra ospitalità in una location accattivante e che non tutti possono avere nelle rispettive città. Ma è evidente che chi ha il dente avvelenato nei confronti della società vede con malcelata ironia anche questa iniziativa di cui possono usufruire circoli, aziende, associazioni interessate ad organizzare eventi all'interno dello stadio ; e di ciò, ce ne rammarichiamo.
Eravamo rimasti alle tre pappine prese lo scorso sabato a Milano… riusciremo a migliorare la nostra classifica nella partita col Torino, nella serata di domani, nella sfida che chiude il settimo turno di campionato?
Lo sapremo tra poco più di ventiquattro ore.