27/04/2026
🇮🇹I COSACCHI DEL FRIULI
Parliamo di Cosacchi del Don, Georgiani, Cosacchi del Kuban che combattevano con la Germania Naz*** che occuparono parte della Carnia durante la Seconda Guerra Mondiale
Le azioni partigiane, e l'esistenza stessa dei "banditen" , costringevano i tedeschi a impiegare forze che viceversa erano essenziali al fronte per contrastare l'avanzata degli Alleati.
Quindi il comando germanico decise di affidare il controllo della parte settentrionale del Friuli ai cosacchi comandati dal vecchio generale zarista Pëtr Nikolajeviç Krasnov; a queste divisioni si aggiunsero le truppe dell'Ataman (comandante, autorità) Timofej Ivanoviç Damanov e la Russkaja Osvoboditelnaja Armja, agli ordini di Andrej Vlasov, un generale dell'Armata Rossa preso prigioniero dai tedeschi e passato dalla loro parte (per una trattazione più approfondita: in questo sito il saggio di Pieri Stefanutti Quando Hi**er consegnò il Friuli ai cosacchi e, nel sito della scuola, il bel progetto realizzato dall'Istituto Marchetti di Gemona; interessante anche uno stralcio del lavoro svolto anni fa -
Queste tre armate erano composte da circa 22.000 (ma nella primavera del '45 arriveranno a 40.000) Cosacchi, Circassi, Georgiani , Russi e altre etnie; imprecisa, quindi, anche se di uso corrente, la semplice definizione di "cosacchi". Da notare che in Carnia essi erano generalmente chiamati mongui, mongoli, per via dei tratti asiatici di alcuni gruppi e anche perché il termine richiamava le antiche vicende dei predatori provenienti dall'oriente.
A queste popolazioni Hit** aveva promesso che tale parte del Friuli sarebbe stata la loro nuova patria, che prese appunto il nome di Kosakenland in Nord Italien.
Non si trattava, dunque, semplicemente di un esercito di occupazione, ma di soldati con al seguito le famiglie e tutti i loro averi; disponevano di veicoli a motore ma soprattutto di 6-7.000 cavalli e decine di cammelli, con cui dilagarono nelle vallate; da notare che i soldati a cavallo potevano spostarsi molto rapidamente anche dove i veicoli a motore non erano in grado di muoversi, potendo quindi contrastare più efficacemente dei tedeschi i gruppi partigiani che si erano insediati sulle montagne.
La gente di Carnia rimase sconvolta da quest'invasione, che rischiava davvero di trasformarsi in insediamento permanente. Infatti i cosacchi si installarono nelle abitazioni, cacciandone i proprietari o costringendoli ad una forzata coabitazione: in particolare tutti gli abitanti di Alesso, Bordano e Trasaghis (all'incirca 7.000 persone) furono costretti ad abbandonare i paesi; ovunque (e in particolare a Cadunea, Cedarchis, Illegio, Invillino, Sutrio) vi furono saccheggi e violenze, e tra questi episodi suscitò particolare turbamento l'uccisione del parroco di Imponzo, don Giuseppe Treppo, intervenuto in difesa di una ragazza che stava per essere stuprata.
L'occupazione fu tanto più crudele in quanto la popolazione carnica, che già non viveva certo in condizioni agiate, era stremata dalle privazioni e dai lutti provocati dalla guerra; vedersi poi togliere anche i pochi prodotti della terra (patate, fagioli, granturco, ortaggi; per non parlare del fieno, visto che un cavallo mangia mediamente dai 10 ai 20 Kg di foraggio al giorno) era veramente terribile.
Occorre però notare che, malgrado le ovvie differenze di cultura, mentalità, religione, molti dei mongui erano pur sempre di origine contadina, e quindi in varie circostanze legate soprattutto al lavoro agricolo ci furono momenti di convivenza pacifica e addirittura di serenità .
⬜️Fonte:
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