CAV Sportello di Ascolto per le Donne

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27/11/2024

La sua storia come atto politico.
Lei è Francesca Ghio, 31 anni, ed è la consigliera genovese che, durante un intervento sul 25 novembre, ha voluto parlare del tema in prima persona.
“Avevo 12 anni, ero un’adolescente della Genova bene, e sono stata violentata fisicamente e psicologicamente tra le mura di casa mia, ripetutamente, per mesi”.
Autore della terribile violenza un uomo, un dirigente di una piccola azienda.
Francesca oggi è una giovane madre di una bambina che ha meno di un anno.
“Mi sono persa nei suoi occhi, ho pensato che come ogni martedì avrei partecipato al solito ‘teatro’. (il consiglio comunale di Genova cade di martedì, ndr) Ci si trova a fare teatro su discorsi del genere sentendo una sorta di apatia che è normalizzare tutti i problemi, sia su questo tema, come su altri, pensiamo al genocidio. Restano le cadenze per ogni problema della società: il 25 novembre, l’8 marzo. Raccontando quello che ho subito ho voluto togliere apatia e mettere empatia, usare la storia come atto politico”.   
E poi prosegue:
“Un atto dovuto per il ruolo che ricopro, doveroso ancora di più perché sono qua dentro, spesso mi sento inutile a scaldare la sedia e non avere un impatto, ma non avrei potuto non farlo, ogni anno ho pensato di raccontarlo e quest’anno mi sono detta che non avrei potuto procrastinare. Ho passato tutte le fasi della mia vita, oggi si chiude il cerchio, l’ho raccontato a persone a cui non l’avevo mai confessato, compresa mia madre”.
Come Gisèle Pelicot Francesca ha scelto di dire.
La vergogna deve passare dall’altra parte.
Dalla parte di questo signore che si sarà riconosciuto nelle sue parole e che forse per un attimo sentirà la miseria umana di chi compie gesti simili.
La sua testimonianza è straordinariamente potente.
Grazie Francesca.

25/11/2024

Oggi Alessandro Impagnatiello è stato condannato all’ergastolo e a tre mesi di isolamento diurno.
Lo ha deciso la Corte di Assise al termine del processo di primo grado per omicidio volontario pluriaggravato, interruzione di gravidanza non consensuale e occultamento di ca****re.
La Corte, inoltre, ha condannato Impagnatiello, impassibile durante la lettura del verdetto, a risarcire con provvisionali da 200mila euro ciascuna il padre e la madre di Giulia e con 150mila euro a testa il fratello e la sorella della vittima.

Questa foto ci aveva commosso: due donne che si abbracciano.
Sono le 18.20 del 27 maggio 2023.
Una è proprio Giulia Tramontano. È incinta.
L’altra è la che, ignara di tutto, frequentava il suo stesso uomo, proprio Alessandro Impagnatiello.
Giulia ha appena raccontato all’altra tutta la verità.
Più tardi verrà uccisa con 37 coltellate. E già da tempo il compagno la stava avvelenando con veleno per topi.
Questo è il momento prima.
Un momento che c’è stato.
Ed è stato immensamente importante poterlo raccontare.
Ora che Giulia non c’è più.
Per questo abbiamo scelto questa immagine per la notizia. Perché le relazioni fra donne sono una chiave importante per trasformare questa radice del male.

25/11/2024

Indirizzo

Loc. Valle, Palomonte (Sa)
Palomonte

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:30
Giovedì 14:30 - 17:30
Venerdì 09:30 - 12:30

Telefono

+39800983816

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