25/11/2020
Maestro e sperimentatore, Pablo Picasso dimostra in tutto il corso della sua carriera uno spiccato interesse per la grafica, dall’incisione all’acquaforte, dall’acquatinta alla litografia, realizzando opere esemplari sia dal punto di vista tecnico che iconografico per esprimere una grande varietà di contenuti.
Un incessante desiderio di esplorazione, appropriazione e innovazione contraddistingue questi lavori, nei quali non mancano componenti autobiografiche che si uniscono a temi letterari, classici, mitologici, erotici.
L’interesse di Pablo Picasso (Malaga, 1881 ‒ Mougins, 1973) per la grafica risale agli anni di Barcellona, quando, appena diciottenne, eseguì le sue prime stampe; ma fu soltanto a Parigi, fra il 1904 e il 1905, che vi si dedicò in maniera puntuale. “Distratto” però dalla sviluppo del Cubismo insieme al collega Georges Braque, la grafica rimase ai margini della sua produzione fino agli Anni Trenta, quando vi rientrò con forza come campo d’azione indipendente dove sviluppare soggetti svincolati dalla pittura. La celebre serie Vollard Suite (1930-37) fu la prima a qualificare Picasso come grafico in senso compiuto, e non solo per questioni sperimentali; per quattro decenni le incisioni e le stampe furono la quinta ideale dove omaggiare il gentil sesso e, occasionalmente, la pittura sp****la ed europea del Cinquecento.