Amunì, nato in seno al bando MigrArti '17 e ‘18 del MibAct,è un progetto di formazione per le arti sceniche e i mestieri dello spettacolo dal vivo artistico e tecnici, rivolto a richiedenti asilo, rifugiati, migranti economici, studenti stranieri, italiani di seconda generazione e a chiunque abbia vissuto la condizione di migrante almeno una volta nella vita, con l'obiettivo di creare una Compagni
a Multietnica capace di autodeterminarsi! Nel 2018 vince il Premio MigrArti al Miglior Spettacolo con “VOLVER”
Dal 2019 è sostenuto dall’ Otto per mille della Chiesa Valdese
Dal 2020 è sostenuto dalla Fondazione Alta Mane Italia
Amunì vuole riflettere e dilatare quel momento in cui ogni migrante, di ogni tempo e luogo, decide di partire per sete di conoscenza, necessità di fuga, bisogno di cercare altrove una possibilità. Amunì è un termine che nella lingua siciliana significa “andiamo”: un' espressione che indica contemporaneamente la proposta ad andare e l'accettazione di questa: a domanda “amunì?” si risponde “amunì!” . Amunì indica il movimento interno ed esterno di ogni persona che si muove verso un obiettivo da raggiungere o realizzare. Il Progetto Amunì vuole riflettere e dilatare all’infinito in un iperspazio scenico, quel preciso momento in cui ogni migrante di ogni tempo e luogo, decide di partire e lasciare la propria terra di origine alla ricerca o conquista di un sogno, laddove questo può declinarsi in sete di conoscenza, necessità di fuga, desiderio di scoprire e di scoprirsi, bisogno di cercare altrove una possibilità. Consideriamo questo come il comune denominatore di ogni tipologia di migrante, prima che questi venga classificato dalle politiche legislative in materia, dalla burocrazia, dai confini, dalle frontiere, dalle barriere culturali ecc... e vogliamo sviluppare questa riflessione con la volontà di scardinare il significato stesso del termine migrante dalla comune accezione mainstream, verso un nuovo significato, forse antico. Occorre dunque riconoscere la mobilità di tutti e di ciascuno come un diritto umano inalienabile. Ogni altro aspetto, ivi compreso il concetto di sicurezza, troppe volte e impropriamente invocata, deve essere coerente con tale impostazione. Allo stesso modo ogni soluzione legislativa, amministrativa, organizzativa, comportamentale non può non partire dal presupposto che bisogna riconoscere il diritto umano alla mobilità di tutte le persone (..)