Teatro Mediterraneo Occupato

Teatro Mediterraneo Occupato Teatro, spazio concerti e arti visive, sala prove autogestita. Configurando un habitat in cui ci si ritrova necessariamente portati a modificare se stessi.

"Quando osservi uno spazio capisci come è effettivamente utilizzato, piuttosto che come supponi che sia effettivamente utilizzato” (Fred Kent)


Dal niente nasce il teatro. Il Teatro Mediterraneo Occupato è un luogo aperto promotore di un agire collettivo. Un luogo osmotico di creazione e di incontro in continua trasformazione. Il TMO è delle persone che se ne predono cura. Un gruppo aperto e non

identitario, che si riconosce nell'ambizioso processo di gestione collettiva ed auto-organizzativa di un centro permanente di produzione, formazione e ricerca, in cui pratiche decisionali partecipate e condizioni di utilizzo del bene sono strettamente legate. Il modello gestionale in cui ci riconosciamo è quello della discussione assembleare inclusiva ed aperta e basata sui principi e le pratiche del consenso e dell'autogoverno. Il TMO opera in collaborazione con gli altri teatri autogestiti in Italia e con tutte le realtà teatrali indipendenti, spazi informali ed istituzionali che decidono di riconoscersi nel processo. Crediamo in una forma alta di economia generale, intesa nel senso della messa in comune del tempo e dei saperi e dello scambio sovrabbondante e non subordinante tra i singoli di una comunità. Il TMO vive di queste eccedenze del sociale e del loro desiderio. Le attività del teatro si sostengono sulla base di libere donazioni e pratiche di autofinanziamento. Partendo dal principio che l'arte è di tutti, anche di chi non può pagarla, il TMO, in accordo con le pratiche degli altri teatri occupati in Italia, si riconosce nel principio di parità della banca del tempo ed indica un contributo di complicità o sottoscrizione non obbligatoria per gli spettacoli e i laboratori, sulla base di un criterio minimo di sostenibilità economica il cui fine esclusivo è quello di garantire il rispetto della dignità del lavoro e della ricerca delle compagnie – come forma di sostegno al reddito – e la manutenzione e possibilità di crescita dello spazio.

Perché si occupa uno spazio? Quali sono i diritti e i doveri legati a uno spazio occupato? Quali gli ostacoli?Abbiamo ri...
30/12/2020

Perché si occupa uno spazio? Quali sono i diritti e i doveri legati a uno spazio occupato? Quali gli ostacoli?
Abbiamo risposto a queste e ad altre domande scottanti e mai scontate che Barbe à Papa Teatro (grazie!) ci ha posto in questa interessante intervista.

Perché quindi è giusto protestare contro lo sgombero del Nuovo Cinema Palazzo? O perché, più in generale, è giusto difendere spazi occupati?

Il TMO piange la scomparsa dell'amico e artista Lelio Giannetto. Ci uniamo al cordoglio che in queste ore, come in una s...
19/12/2020

Il TMO piange la scomparsa dell'amico e artista Lelio Giannetto. Ci uniamo al cordoglio che in queste ore, come in una stretta lacerante, tocca il cuore di tutti quelli che hanno avuto la gioia e il privilegio di lavorare con lui. Grazie da tutti noi per l'affetto e il supporto che non ci hai mai fatto mancare.

16/11/2020
Chiunque abbia attraversato il TMO, e l’abbia fatto con attenzione, sa che non è un luogo convenzionale. È uno spazio po...
04/11/2020

Chiunque abbia attraversato il TMO, e l’abbia fatto con attenzione, sa che non è un luogo convenzionale. È uno spazio politico, nato da un’occupazione, con un atto di resistenza che è diventato il nostro agire in senso artistico. Resistere in tal senso non si traduce semplicemente nell’amministrare calendari o sale prove, bensì investendo sui concetti di autogestione delle compagnie, produzioni dal basso, sostenibilità della ricerca teatrale, sperimentazione culturale, creazione artistica, orizzontalità decisionale, partecipazione antifascista e antirazzista. In questi giorni, a poco meno di un mese dai sette anni di occupazione dello spazio, quasi fosse una sorta di paradosso, c’è il rischio che uno degli attori più coerenti che abbiamo conosciuto e visto maturare professionalmente perda in tribunale la possibilità di continuare a esprimere, attraverso il proprio attivismo politico, quei principi che oggi ci descrivono così bene. Sì, perché Chadli Aloui interpreta la scena come specchio riflesso di un’idea, la stessa che senza riscatto sociale non trova spazio oltre un palcoscenico. Chadli vive quella scena come la politica, lo sport, il teatro. E, chi l’ha visto all’opera saprà riconoscerlo, tiene simbolicamente insieme le sponde che limano i principi del TMO: un teatro che vada oltre la sua stessa coscienza di esistere e interpreti l’esistente.

Il 17 novembre il tribunale di Palermo deciderà se sottoporlo a sorveglianza speciale, un regime di dubbia validità costituzionale più volte contestato in seno alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulla cui base subirebbe pesanti limitazioni di libertà.

Leggete, condividete e firmate l’appello contro l’applicazione della misura di sorveglianza speciale per il giovane studente e lavoratore dello spettacolo palermitano da anni impegnato nelle battaglie sociali della sua città. Noi sosteniamo Chadli e la sua libertà.

L'IMPEGNO SOCIALE NON E’ PERICOLO SOCIALE.
NO ALLA SORVEGLIANZA SPECIALE PER CHADLI ALOUI
>> SOTTOSCRIVI L'APPELLO

Indirizzo

Via Martin Luther King (Fiera Del Mediterraneo), 6
Palermo
90142

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