Schola Cantorum Soli Deo Gloria

Schola Cantorum Soli Deo Gloria Schola Cantorum La direzione del coro è stata affidata al musicista, compositore, organista, tenore e direttore di coro Salvatore Di Blasi.

La Schola Cantorum Soli Deo Gloria nasce nel Novembre del 2015 per volere di Don Giuseppe Di Giovanni, parroco della Parrocchia di San Basilio Magno a Palermo. Da qualche anno la presenza del nuovo parroco Don Luciano Fricano, Direttore dell’Ufficio Liturgico della Diocesi di Palermo, ha contribuito notevolmente e con nuovo slancio alla cura di tutti gli aspetti liturgici delle celebrazioni. La Sc

hola Cantorum anima la Santa Messa domenicale delle ore 11,30 e tutte le festività e solennità che riguardano la parrocchia. Si tratta di giovani e adulti, studenti e professionisti, uniti dal desiderio di compiere un cammino spirituale e culturale, che amano il canto e la musica sacra. Il suo organico è composto da 4 voci ed il repertorio spazia dalla polifonia classica eseguita con l’organo o semplicemente a ca****la. Particolare rilievo è riservato all’esecuzione del Canto Gregoriano, attualizzato con l’alternarsi di strofe in polifonia di recente composizione. Si eseguono canti di autori appartenenti alla tradizione e di autori contemporanei come Mons. Giuseppe Liberto, Sgarlata e lo stesso Maestro Salvatore Di Blasi che, con fervida e instancabile energia, compone settimanalmente. L’attività canora così ricercata, eseguita con precisione e attenzione nel rispetto dei dettami liturgici, costituisce uno stimolo e una luce nuova nel panorama della musica sacra per centinaia di cori che operano nel settore dell’animazione liturgica. Evento particolare e distintivo è il Concerto “Popolo mio che male ti ho fatto”, contenente i canti della Settimana Santa, il quale costituisce una vera e propria meditazione. La manifestazione nasce a Bagheria nella Chiesa del Santo Sepolcro e viene eseguita in giro per la diocesi di Palermo da almeno 20 anni. Il Coro Polifonico è, dunque, tutto questo: potenza delle Parola, forza della musica e suggestione del canto. Nell'armonia delle voci, nella profondità̀ degli animi e nella passione della loro esecuzione scaturita dalla fede c'è la caparbietà̀ del testimoniare la gioia di vivere e amare.

𝗘̀ 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗲𝘀𝘂̀.𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗲𝗻𝗻𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟭.𝟯𝟬𝗔𝘂𝗴𝘂𝗿𝗶 🕊✴️❤
05/04/2026

𝗘̀ 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗲𝘀𝘂̀.
𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗲𝗻𝗻𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟭.𝟯𝟬
𝗔𝘂𝗴𝘂𝗿𝗶 🕊✴️❤

Solenne Veglia di Pasqua 2026! Cristo è davvero Risorto ❤🕊
05/04/2026

Solenne Veglia di Pasqua 2026!
Cristo è davvero Risorto ❤🕊

✝️ Liturgia della Passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo
03/04/2026

✝️ Liturgia della Passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo

Giovedì santo, celebrazione della cena del Signore ore 18.00Parrocchia San Basilio - Palermo Salvatore Di Blasi
03/04/2026

Giovedì santo, celebrazione della cena del Signore ore 18.00
Parrocchia San Basilio - Palermo
Salvatore Di Blasi

✝️ 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐈𝐎 𝐂𝐇𝐑𝐈𝐒𝐓𝐈“𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐦𝐢𝐨, 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐭𝐢 𝐡𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨?”𝑁𝑒𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑒𝑡𝑡𝑖𝑚𝑎𝑛𝑎 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎, 𝑢𝑛 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑠𝑎 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠...
26/03/2026

✝️ 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐈𝐎 𝐂𝐇𝐑𝐈𝐒𝐓𝐈
“𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐦𝐢𝐨, 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐭𝐢 𝐡𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨?”
𝑁𝑒𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑒𝑡𝑡𝑖𝑚𝑎𝑛𝑎 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎, 𝑢𝑛 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑠𝑎 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑃𝑎𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑀𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝐶𝑟𝑖𝑠𝑡𝑜.

La lettura del Passio secondo Matteo sarà accompagnata e intrecciata con i canti, autentico patrimonio della Settimana Santa della Chiesa Cattolica:

🎵canto gregoriano puro della Settimana Santa,

🎵 Inni della Santa Croce di Monsignor Giuseppe Liberto

🎵 Il canto del Comandamento dell'Amore,
della Lavanda dei piedi,
e le Lamentazioni di Cristo morente di Salvatore Di Blasi

Esecutori:
Schola Cantorum Soli Deo Gloria
della Parrocchia San Basilio - Palermo
Salvatore Di Blasi, direttore

Un’esperienza spirituale e musicale profonda, dove la liturgia diventa musica, e trova la sua perfetta dimensione nel suggestivo Monastero Santa Caterina d'Alessandria di Palermo.

𝐋𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐨
𝟑𝟎 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟗:𝟎𝟎
𝐌𝐨𝐧𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐂𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐝’𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐢𝐚 – 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨

Con il patrocinio di Chorus Inside Sicilia - Federcori
Chorus Inside International

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
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🙏🏼
02/03/2026

🙏🏼

⛔ Il termine “animazione liturgico-musicale” è teologicamente e liturgicamente improprio, e vi diremo senza zucchero perché è diventato così popolare: suona moderno, rassicurante, e soprattutto evita di dire la verità, che è molto più esigente.

La è questa: la musica nella liturgia non “anima” nulla. Serve.

1. La liturgia è già viva, non ha bisogno di essere “animata”

La liturgia, secondo la dottrina della Chiesa Cattolica, è azione di Cristo stesso, non uno spettacolo da ravvivare.

Lo afferma chiaramente la costituzione Sacrosanctum Concilium:
> “La liturgia è azione sacra per eccellenza.”

Se è azione di Cristo, capisci bene che pensare che il coro debba “animarla” implica, anche involontariamente, che senza di noi sarebbe morta. Un’idea discretamente arrogante, anche se spesso inconsapevole.

Il coro non dà vita alla liturgia.
La liturgia dà senso al coro.

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2. Il termine corretto è “servizio”

San Pio X, nel motu proprio Tra le sollecitudini (1903), è cristallino:
> La musica sacra è parte integrante della liturgia solenne.

Non è decorazione.
Non è intrattenimento.
Non è animazione.

È ministero.

Il direttore, il coro e l’organista esercitano un servizio liturgico, al pari del lettore o dell’accolito.

La parola chiave è:
servire, non animare

Perché chi anima sta davanti.
Chi serve sta dentro.

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3. “Animazione” introduce una mentalità spettacolare

Il concetto di animazione deriva da ambiti estranei:

animazione turistica

animazione sociale

animazione dello spettacolo

Il suo scopo è:

coinvolgere

intrattenere

suscitare emozione

Ma la liturgia non ha come scopo primario l’emozione.

Ha come scopo:

la gloria di Dio

la santificazione dei fedeli

Se il coro diventa animatore, rischia di diventare protagonista.

E quando il protagonista diventa il coro, Cristo è già stato spinto di lato. Succede più spesso di quanto molti abbiano il coraggio di ammettere.

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4. Il termine corretto: ministero musicale liturgico

Le espressioni teologicamente corrette sono:

servizio del canto liturgico

ministero musicale

coro liturgico

schola cantorum

Non animazione.

Perché il coro non è lì per “far cantare la gente”.

È lì per:

rendere più degna la liturgia

sostenere la preghiera

dare forma sonora al mistero

A volte anche nel silenzio.

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5. Il direttore non è un animatore, è un ministro

Il direttore:

non è un capovillaggio con le mani alzate.

È il custode di:

disciplina

stile

sacralità

La sua autorità è liturgica, non scenica.

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Sintesi brutale, ma vera:

“Animazione liturgica” è un termine nato quando si è iniziato a pensare alla Messa come a qualcosa da rendere interessante.

Ma la Messa non deve essere interessante.

Deve essere vera.

E quando è vera, non ha bisogno di animatori.

Ha bisogno di servitori che hanno coltivato i talenti del buon Dio e conoscitori delle norme liturgiche per offrire vera musica, corpo ed anima nella Santa Messa al buon Dio, creatore di ogni vera bellezza..

24/02/2026

DOMINE IN AETERNUN CANTABO
Canto di Comunione del tempo quaresimale di Salvatore Di Blasi

Schola Cantorum Soli Deo Gloria
Parrocchia San Basilio - Palermo



17/02/2026

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
PER LA QUARESIMA 2026

Ascoltare e digiunare.
La Quaresima come tempo di conversione

Cari fratelli e sorelle!

La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.

Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione.

Ascoltare

Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.

Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7). L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù.

È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa». [1]

Digiunare

Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.

Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio dilata l’anima, ne aumenta la capacità». [2] Il digiuno, compreso in questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.

Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio». [3] In quanto segno visibile del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché «solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana». [4]

Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.

Insieme

Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio, quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge e, praticando il digiuno, si dispose alla confessione di fede e all’adorazione, in modo da rinnovare l’alleanza con Dio (cfr Ne 9,1-3).

Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.

Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore.

Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.

Dal Vaticano, 5 febbraio 2026, memoria di Sant’Agata, vergine e martire.

LEONE PP. XIV

https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/lent/documents/20260205-messaggio-quaresima.html

17/02/2026

Ceneri - Inizio Quaresima
𝐺𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝐷𝑖𝑔𝑖𝑢𝑛𝑜 𝑒𝑑 𝐴𝑠𝑡𝑖𝑛𝑒𝑛𝑧𝑎
👉 09.00: Confessioni
🙏 10.00: Messa con imposizione delle ceneri
👉 16.30: Confessioni
👉 17.30: Rosario
🙏 18.00: Messa con imposizione delle ceneri

𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐂𝐞𝐧𝐞𝐫𝐢: inizio del cammino quaresimale. 𝐶𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑆𝑎𝑙𝑚𝑜 50 𝑝𝑟𝑒𝑔ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜: “𝑃𝑒𝑟𝑑𝑜𝑛𝑎 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑐𝑐𝑎𝑡𝑜, 𝑆𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑒; 𝑐𝑟...
17/02/2026

𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐂𝐞𝐧𝐞𝐫𝐢: inizio del cammino quaresimale.
𝐶𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑆𝑎𝑙𝑚𝑜 50 𝑝𝑟𝑒𝑔ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜: “𝑃𝑒𝑟𝑑𝑜𝑛𝑎 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑐𝑐𝑎𝑡𝑜, 𝑆𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑒; 𝑐𝑟𝑒𝑎 𝑖𝑛 𝑚𝑒 𝑢𝑛 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑝𝑢𝑟𝑜.”

Alle ore 18,00 Parrocchia San Basilio - Palermo nella santa Messa i canti saranno:
• Attende Domine, gregoriano elab Salvatore Di Blasi (introito)
• Salmo Responsoriale e Lode a Te o Cristo di Salvatore Di Blasi
•Canto imposizione Ceneri di Salvatore Di Blasi
•Accoglici Signore (Offertorio) di Salvatore Di Blasi
• Sanctus (Missa pro Defunctis)
• Agnus Dei (Missa pro Defunctis)
• Chi medita (Comunione) di Salvatore Di Blasi
•Stabat Mater Dolorosa, gregoriano

Bagheria Bequadro

01/02/2026

🎭✨ 𝑨𝑼𝑫𝑰𝒁𝑰𝑶𝑵𝑰 𝑨𝑷𝑬𝑹𝑻𝑬 ✨🎶
Il Coro Lirico “LAUDATE DOMINUM” – Bagheria apre le selezioni per cantanti lirici professionisti.

Un percorso serio, una realtà storica, un’esperienza unica.
📍 Ogni lunedì – ore 20:30
Teatro Butera del Palazzo Butera di Bagheria

📲 Info e iscrizioni: Salvatore Di Blasi, maestro del coro
333 205 0785

Indirizzo

Via Filippo Paruta, 10
Palermo
90131

Telefono

+393332050785

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