Un altro metro ancora

Un altro metro ancora di Katia Colica
diretto e interpretato da Gaetano Tramontana
musiche di Antonio Aprile

Un'altra ora ancora e si va in scena!
09/04/2017

Un'altra ora ancora e si va in scena!

di Katia Colica interpretato e diretto da Gaetano Tramontana Una produzione Spazio Teatro Sul finire del secondo conflitto mondiale, un giovane si trova a condurre un gruppo di sfollati –uomini, donne e bambini – attraverso un campo minato.Si offre quindi volontario per andare avanti e saggiare il t...

Pronti per altri cento passi. E cento passi ancora.Stavolta a Padova.Ore 19:00 "Un altro metro ancora"
09/04/2017

Pronti per altri cento passi. E cento passi ancora.
Stavolta a Padova.
Ore 19:00 "Un altro metro ancora"

La grandiosità del nostro mestiere esplode in questo spazio piccolino, dove puoi vedere da vicino cinquanta ragazzi alla...
21/01/2017

La grandiosità del nostro mestiere esplode in questo spazio piccolino, dove puoi vedere da vicino cinquanta ragazzi alla volta, sentire che respirano insieme a te, al momento giusto.
Puoi vedere da vicino la loro timidezza stupita quando dicono "non me l'aspettavo".
E ti convinci che se fanno domande non è perché vogliono ritardare il rientro in classe :-)
La grandiosità del nostro mestiere è che se pure ti azzoppa, trova il modo di farti volare.

UN ALTRO METRO ANCORA
di Katia Colica, diretto e interpretato da Gaetano Tramontana.
Stasera ore 21:00 alla sala SpazioTeatro.

"Dirò anche che questa cornice di devastazione e orrore all'improvviso, grazie a loro, diventa il più bello dei quadri. ...
18/01/2017

"Dirò anche che questa cornice di devastazione e orrore all'improvviso, grazie a loro, diventa il più bello dei quadri. E dirò anche che in questo attimo preciso, in mezzo a tutti gli attimi della mia breve vita, proprio adesso io imparo che la fedeltà esiste".

UN ALTRO METRO ANCORA di Katia Colica, diretto e interpretato da Gaetano Tramontana.
SABATO 21 ore 21:00 - Sala SpazioTeatro.

foto Aldo Valenti

Prossima replica MARTEDI' 19 LUGLIO ORE 21.00 al PARCO ECOLANDIA nell'ambito della rassegna MAGARIA 2016 - Il teatro al ...
16/07/2016

Prossima replica MARTEDI' 19 LUGLIO ORE 21.00 al PARCO ECOLANDIA nell'ambito della rassegna MAGARIA 2016 - Il teatro al parco.

Un uomo si trova a condurre un gruppo di sfollati attraverso un campo minato ripercorrendo la sua vita tra ironia e disincanto.

Il nostro promo video :)https://www.youtube.com/watch?v=X2jiACXDAbY
03/07/2016

Il nostro promo video :)

https://www.youtube.com/watch?v=X2jiACXDAbY

UN ALTRO METRO ANCORA Ballata sul bordo della vita di Katia Colica diretto e interpretato da Gaetano Tramontana musiche di Antonio Aprile con la partecipazio...

Note di regia: Gaetano TramontanaImmergendomi nella lettura del testo di Katia Colica con l’occhio rivolto alla messa in...
15/06/2016

Note di regia: Gaetano Tramontana
Immergendomi nella lettura del testo di Katia Colica con l’occhio rivolto alla messa in scena, ho colto una sorta di paradosso incarnato nel protagonista: il suo diventare “eroe per caso” (ma lo sarà poi, realmente? riuscirà a portare a termine non tanto il proprio viaggio quanto quello dei suoi casuali compagni?) non costituisce una mitopoiesi tradizionale che sfocia nel riconoscimento pubblico del valore dell’individuo, lui infatti, comunque vada, resterà uno sconosciuto, uno dei tanti numeri attraversati dalla guerra; forse qualcuno dei sopravvissuti a questa marcia che lui conduce se lo ricorderà, racconterà di lui ai propri figli e poi ai nipoti, ma il suo nome resterà sconosciuto, come infatti avviene nei ricordi della madre dell’autrice.

La costruzione dell’eroe che il testo narra è una costruzione tutta interna alla carne e alla mente del protagonista, è lui stesso che in scena percorre un doppio cammino: la marcia attraverso il campo minato e contemporaneamente il viaggio attraverso la propria storia personale, recuperando a sé stesso una dignità che non credeva di avere mai avuto.
Il suo corpo all’inizio del racconto è già a pezzi, è già frammentato da un passato di guerra, ecco perché l’eventuale ordigno che potrebbe farlo saltare in aria non farebbe in fin dei conti un grave danno, ed ecco perché si propone come avamposto del sacrificio riconoscendo agli altri e non a sé un valore degno di continuare a vivere.
Ma passo dopo passo, metro dopo metro, seguendo un istinto assolutamente aleatorio, è come se questa marcia facesse chiarezza nella sua storia, disegnando un terzo cammino che può rappresentare il suo futuro.
Allora anche lui, nonostante il suo passato, si scopre degno di un futuro come tutti gli altri, come quella fila di disgraziati che si porta dietro.

È qui che scatta il reale atto eroico: il protagonista si offre volontario e parte in testa al gruppo perché sente di non avere niente da perdere a differenza dei suoi compagni; la marcia lo porta piano piano a rivedere tutto di sé; percepisce quindi che anche lui è “degno di un futuro migliore” che rischia di perdere se mette il piede nel posto sbagliato; continua però a guidare lui la fila, senza mai mettere in dubbio la cosa, con lo stesso atteggiamento disincantato che lo ha guidato per tutta la vita; dimostrando prima di tutto a sé stesso che il valore dell’individuo non sta negli atti platealmente eroici o negli atteggiamenti estremi, bensì nella forza di volontà e nell’altruismo.

Lavorando oggi a questa storia, recuperando fuori e dentro di me immagini utili alla messa in scena, è impossibile non pensare alle marce di sfollati o profughi che quotidianamente ci raggiungono ormai non solo attraverso i media.
Questo testo parla anche di loro, perché le guerre non sono soltanto quelle dichiarate e combattute da eserciti che si fronteggiano, ma in ogni momento, chiunque di noi può ritrovarsi catapultato in una dimensione di senzaterra, circondato da un paesaggio desolato, a fare i conti col proprio passato, con un presente tutto da decifrare, per inventarsi un futuro che non avrebbe mai immaginato.

foto di Aldo Valenti

Nota dell’autore: Katia ColicaLa drammaturgia è completamente ispirata a una storia vera che ha coinvolto mia madre, da ...
15/06/2016

Nota dell’autore: Katia Colica

La drammaturgia è completamente ispirata a una storia vera che ha coinvolto mia madre, da bambina.
Il protagonista, tutt’oggi, è rimasto anonimo: un giovanissimo ribelle che è fuggito dall’esercito fascista e che ha guidato un gruppo di famiglie sfollate lungo un campo minato, salvando loro la vita e assumendosi la responsabilità di essere il primo della fila rischiando di saltare in aria.
Quest’opera vuole celebrare le centinaia di piccoli combattenti della resistenza, quegli eroi diversi, poco riconoscibili o consueti, lontani dall’immaginario collettivo. Giovani eroi che col loro esempio hanno aperto nuove strade alla politica e alla società civile (da qui i riferimenti a Peppino Impastato) e che non avranno mai nome.
Il testo teatrale, seppur ambientato nell’epoca dell’ultimo conflitto bellico mondiale, è una finestra sulla condizione umana attuale: la complessità delle scelte, il coraggio e la codardia, la solitudine e il senso di solidarietà si mescolano dentro gli stati d’animo del personaggio, incrociandosi più volte attorno a un nodo centrale che è il dramma della condizione delle vittime di tutte le guerre. L’opera, pertanto, cambia declinazione in maniera sottaciuta, universalizza attualizzando la tragedia che pur collocata in un contesto preciso potrebbe svolgersi ovunque e in ogni epoca.

Indirizzo

Vicolo Del Portello 12
Padua
35129

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