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Mestre 1405- l’Anello di Pietra e d’AcquaNel tempo in cui la nebbia velava le campagne e le acque del Brenta mormoravano...
15/07/2025

Mestre 1405- l’Anello di Pietra e d’Acqua

Nel tempo in cui la nebbia velava le campagne e le acque del Brenta mormoravano storie dimenticate, la città di Mestre si serrava dentro un anello di pietra, oscuro e solenne. Una cinta muraria lunga un miglio, sorvegliata da diciassette torri, si ergeva contro i venti e gli eserciti, con i suoi merli aguzzi che trafiggevano il cielo grigio come lame silenziose.

Attorno, un fossato profondo e immobile, scavato con fatica umana, brulicava d’ombre e riflessi deformi. Dentro le mura, lungo il bordo interno, scorreva un percorso di ronda angusto, percorso da soldati in corazza, i cui passi risuonavano come presagi nelle notti di pioggia.

Tre porte principali si aprivano verso il mondo esterno: archi di pietra nera, attraversati da pellegrini e mercanti, ma chiusi in fretta al primo suono d’allarme. Su tutte svettava un monumento singolare: un torrione esagonale, severo e misterioso, che pareva uscito da un sogno alchemico o da un incubo di pietra.

Ma la vera vita della città scorreva invisibile, tra le vene d’acqua che l’attraversavano. Una rete idrica arcana, fatta di canali naturali e artificiali, serpeggiava sotto e sopra le strade, alimentando mulini e officine, ma anche lavatoi e pozzi, in un equilibrio sottile tra ingegno e natura.

Così era Mestre nel 1405: un cuore pulsante nascosto tra mura fredde, una creatura fortificata che respirava acqua e pietra, vegliata da torri e guidata dalla necessità di resistere, nella luce tremolante del passato.

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Sì, avete visto bene: quella che soffoca nella plastica è . L'attrice, insieme a Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Julianne Moore, Naomi Watts e Isabella Rossellini, ha voluto prestare il suo volto all'installazione ideata dal fotografo Fabrizio Ferri per sensibilizzare sul devastante impatto della sugli ecosistemi marini.

La mostra, che sarà visitabile a Milano fino al 27 aprile, è un'esperienza unica e immersiva che non lascia scampo. I visitatori saranno accompagnati in un percorso senza suoni, grazie a cuffie insonorizzate create da Marina Abramović, per amplificare il disagio e il senso di impotenza di fronte a una crisi che stiamo vivendo ogni giorno, ma che fatichiamo a vedere.

L’attrice premio Oscar, attiva in diverse battaglie ambientali, è stata la prima a sostenere l’iniziativa. “Non si tratta solo di salvare i delfini o le foche” ha dichiarato l’attrice, “ma di salvare noi stessi. Sono un essere umano e non capisco come le persone possano non essere attiviste”.

Per saperne di più: https://www.greenme.it/lifestyle/arte-e-cultura/breathtaking-volti-star-plastica-inquinamento/

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