24/11/2025
VENERDI’ 28 NOVEMBRE, ore 21.00
presso la Sala Polivalente San Carlo, Via P. G. Guarneri 22 – Padova,
si terrà il Concerto VOCI SENZA CONFINI
Nel Mondo ci sono donne a cui è vietato farsi sentire a cui è imposto il silenzio Il 22 agosto 2024,
il governo talebano ha approvato una legge, emanata dal ministero per la "Prevenzione dei vizi e la
Promozione delle virtù", che vieta alle donne, di cantare e recitare poesie in pubblico, dato che,
secondo i talebani, la voce di una donna è considerata un aspetto intimo e deve rimanere privata.
In questo concerto, quattro gruppi vocali (Cantimigranti, Cantamilmondo, Voci Ribelle (CDP), 5tet
Azadi e Hiua - Udik). uniscono le forze per affermare un diritto inalienabile: il canto come espressione
di vita, di libertà, di resistenza e la voce diventa ponte, solidarietà, memoria. Un viaggio corale che
attraversa lingue, suoni e culture per abbracciare le sorelle afghane, portando in scena la bellezza e la
forza di ciò che non si può spegnere: il diritto di esprimersi e di far sentire la propria voce.
Dopo l’introduzione di questa legge, numerose afghane, sia nel paese che all’estero, hanno risposto alle
nuove regole condividendo video online in cui cantano apertamente, in segno di sfida. La maggior parte
delle donne appare nei video coperta dal burkha, per proteggere la propria identità.
Da qui il desiderio di fare qualcosa che potesse dar voce a queste donne ed a questa protesta, e quindi
l’idea di un concerto.
Il 22 agosto 2024, il governo talebano ha approvato una legge, emanata dal ministero per la
"Prevenzione dei vizi e la Promozione delle virtù", che vieta alle donne, di cantare e recitare poesie in
pubblico, dato che, secondo i talebani, la voce di una donna è considerata un aspetto intimo e deve
rimanere privata. (Questa restrizione si inserisce in un quadro ben più ampio di limitazioni imposte alle
libertà femminili dal regime talebano e che nel corso della serata ci saranno presentate da 2 donne
testimoni dirette). Dopo l’introduzione di questa legge, numerose afghane, sia nel paese che all’estero,
hanno risposto alle nuove regole condividendo video online in cui cantano apertamente, in segno di
sfida. La maggior parte delle donne appare nei video coperta dal burkha, per proteggere la propria
identità.
Leggendo questa notizia ci è venuto da pensare che se succedesse a noi che ci impedissero di
cantare... ci mancherebbe il fiato! E subito dopo abbiamo pensato: ma cosa possiamo fare?
Da qui il desiderio di fare qualcosa che potesse dar voce a queste donne ed a questa protesta, e quindi
l’idea di un concerto. Noi siamo dei gruppi vocali e cantiamo, e allora CANTIAMO FORTE anche per chi
non può farlo e per far sentire loro che siamo vicini e che vogliamo far conoscere e sostenere la loro
protesta!
In questo concerto, quattro gruppi vocali uniscono le forze per affermare un diritto inalienabile: il canto
come espressione di vita, di libertà, di resistenza e la voce diventa ponte, solidarietà, memoria. Un
viaggio corale che attraversa lingue, suoni e culture per abbracciare le sorelle afghane, portando in
scena la bellezza e la forza di ciò che non si può spegnere: il diritto di esprimersi e di far sentire la
propria voce.
E così, un passo alla volta, è nata questa serata che mette insieme (per la prima volta) 3 cori padovani,
che hanno storie e caratteristiche diverse, come sentirete direttamente. Vi accorgerete subito che non
siamo professionisti, né abituati a stare sul palco o ad organizzare eventi, che pochissimi di noi sanno
leggere la musica ma che tutti 3 i cori sono dei cori inclusivi, che condividono semplicemente la voglia di
star bene insieme cantando e, in questo caso, usando le nostre voci per esser solidali con chi non può
usarle.
Infine abbiamo coinvolto in questo concerto anche un quartetto di donne kurde, da anni in Italia, nato per
dare voce alle donne kurde, afghane e a tutte le donne che vengono zittite e che vivono in contesti di
conflitto, dove vengono private della loro dignità e dei loro diritti fondamentali.
Alternate con i cori ci saranno le testimonianze di due attiviste afghane, facenti parte del Women
Economy Social and Sport Development Organization e una rappresentante del Cisda, associazione che
da decenni sostiene le donne afghane
E’ una serata che sembra avere un buon profumo! Buon ascolto!