15/07/2026
“In ricordo del collega architetto Adriano Verdi, persona di alto valore morale e civile”
È con orgoglio che ricordiamo ADRIANO VERDI come un eccellente rappresentante della nostra
categoria: iscritto al n. 150 dell’Albo dal 1970, ha degnamente svolto la propria attività non perdendo di vista il ruolo sociale che la nostra professione comporta, interpretata con grande senso di responsabilità civile. Il suo percorso professionale è stato caratterizzato dalla capacità di prefigurare scenari e temi che nel tempo si sono dimostrati sempre più attuali, esprimendo una visione lungimirante.
Come progettista, ha fondato la sua attività sullo studio della storia, sull’analisi dei manufatti dove
interveniva ma anche quella dei luoghi dove essi si collocavano, perché il progettare è un gesto che richiede innanzitutto conoscenza.
La sua attività era rivolta principalmente al restauro che non interpretava come un processo di conservazione ma che, anzi, praticava con un processo progettuale raffinato, fondato sulla conoscenza dell’esistente e sull’interpretazione di come attribuire nuova vitalità a luoghi e spazi.
Tra le sue opere, significativo rimane il progetto di riqualificazione e valorizzazione del "Liston" nel
centro storico di Padova: l’esigenza del rifacimento dei sottoservizi diventa l’occasione per riportare sulla pavimentazione le tracce e i depositi della storia della città, le sue antiche fondazioni e i suoi limiti, una rappresentazione discreta ma incancellabile della memoria storica.
Importante anche il ruolo assunto nella conformazione di un importante centro, dal punto di vista architettonico, della nostra provincia: nel recupero dell'ex Jutificio di Piazzola sul Brenta ha
valorizzato storia e cultura, ha, con coraggio e convinzione, affrontato il tema dell’archeologia
industriale e messo in atto con anticipo un percorso di “rigenerazione” sapendo dare un nuovo valore a manufatti che avevano perduto la funzione per cui erano stati creati, con un intervento che ha incrementato il valore della nuova architettura progettata.
Alla sua attività progettuale ha affiancato quella divulgativa, fondamentale per stabilire il ruolo che
l’architetto dovrebbe assumere nella società, quindi non solo professionale ma anche culturale. Su tutto, la fondazione, la presidenza e l'assidua promozione del Comitato Mura di Padova sono esempi di partecipazione per la scoperta e la valorizzazione dei nostri monumenti.
Lo ricordiamo nella sua veste di relatore nella lezione che ha tenuto in Sala Zairo per gli architetti nel 2025: il tema era quello delle Mura di Padova ma i contenuti si sono ampliati e hanno dimostrato la sua ampiezza di visione: le Mura come elemento fisico e funzionale del tessuto urbano della città, fondamentale come nel caso di Padova, diventano anche metafora del “limite”. Ciò che separa due entità, che distingue un dentro e un fuori, che è anche “confine” oltre al quale c’è una città diversa o qualcosa di diverso dalla città.
Profondo conoscitore delle Mura, come ha saputo ben illustrare nelle sue attente analisi e nei suoi studi ma sostenitore dei “ponti” come elementi che mettono in comunicazione, che creano relazioni tra luoghi e connessioni tra persone. Così lo ricordiamo, con la sua mitezza e una grande modestia, lasciandoci un patrimonio di cultura e ricerca che, come Ordine, ci impegneremo a mantenere vivo.
Arch. Gloria Negri
Presidente Ordine Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova