12/07/2026
Yucca fest puoi vivertelo in piazza tutti i giorni o circumnavigandolo con circospezione; la piazza è rettangolare quindi è un’isola, o una zattera, qualcosa che galleggia e che era lì prima di te, ma per far sì che esista ancora serve che tu ci approdi almeno una volta. Yucca lo abitiamo noi, dalle quattro del pomeriggio quando non ha ancora una forma precisa: cominciamo dai suoni, li facciamo ambientare, li dosiamo, li lasciamo decantare. Dopo un po’ prepariamo il cibo, facciamo l’hummus, c’è a chi viene più naturale e c’è chi ha bisogno di una mano. Poi portiamo fuori le cose pesanti: tavoli, panche, la spina della birra, i cestini, ma anche le preoccupazioni, la voglia di sorseggiare già qualcosa di fresco, il dispiacere di esserci p***e il concerto della sera prima. Le scartoffie, il nostro fardello emotivo, l’attesa dell’amica che arriva fra qualche ora. Nel frattempo quasi senza farci caso abbiamo aperto la casetta del bar, piccola o meno piccola ma sempre caratteristica. Ad un certo punto c’è già qualcun in piazza che ha sete, ci guarda, allora noi diciamo: ok siamo aperte! E così lo siamo davvero.
Ogni volta chiudere la serata è un sollievo ma anche una chiamata alla nostalgia: adesso sono passate quattro settimane e a noi restano tutte in mano, da metabolizzare e rimescolare. Portiamo dentro tutto quello che avevamo messo fuori, ma non siamo mai pronte ad andare a casa, lo facciamo staccandoci piano come se fossimo noi il cerotto e piazza Gasparotto la nostra stessa pelle.
Yucca fest lo abitiamo ma mai come proprietarie. Camminiamo piano tutti i giorni come se fosse una casa nuova in cui ci siamo appena trasferite: ci siete voi e ci rendiamo conto che abitare insieme è un’arte e una tecnica, una cosa non esclude l’altra qua dentro (o qua fuori?).
Quest’anno c’è chi di noi si sente già un’onda più lontano, perché le cose cambiano in continuazione e noi possiamo solo continuare a scegliere cosa chiamare casa.
Grazie per questo yucca fest che avete reso sempre nuovo, eppure così familiare. Noi abbiamo bisogno di tutto: dell’avventura e del ritornare ad un posto sicuro. Questo è ancora il nostro posto sicuro.