Il cavaliere azzurro

Il cavaliere azzurro Letteratura dal 2012

(formerly known as Filosofia e poesia)

"No. Del rifiuto e del suo essere un problema essenzialmente maschile" di Lorenzo Gasparrini (effequ, 2019).Una lucida d...
07/04/2021

"No. Del rifiuto e del suo essere un problema essenzialmente maschile" di Lorenzo Gasparrini (effequ, 2019).

Una lucida disamina dei cortocircuiti che l'esercizio di libertà espresso dal "no" provoca nei soggetti, soprattutto maschili, che agiscono secondo un'educazione patriarcale. Gli uomini sono fin da piccoli educati a una normalità illusoria, a essere uomini solo se rispettano misure canoniche (donna, corpo, lavoro, status, potere ecc.), a una virilità mai raggiunta e sempre da dimostrare e dunque impossibile da raggiungere. In questa prospettiva il "no" libero diventa ostacolo, il soggetto che lo esprime diventa oggetto, il rispetto dei diritti altrui diventa violenza. L'uomo che non viene educato a "fallire" (nel lavoro, nella famiglia, nel sesso, nei sentimenti, nell'immagine canonica) non sarà mai libero, rimarrà relegato alla condizione paradossale di oppressore/oppresso (dallo stesso sistema che lo privilegia e consacra a modello). I femminismi che emancipano la donna possono però offrire all'uomo una nuova prospettiva entro ridefinire se stesso e finalmente ricercarsi, non più avere ma essere.

No. Del suo rifiuto e del suo essere un problema essenzialmente maschile.Colgo l'occasione per parlarvi del libro di Lor...
06/04/2021

No. Del suo rifiuto e del suo essere un problema essenzialmente maschile.

Colgo l'occasione per parlarvi del libro di Lorenzo Gasparrini edito da effequ una lettura che illumina e spiega magistralmente (senza mai giustificare) le dinamiche che avvengono nella psiche, nell'io del maschio patriarcale.

"Il rifiuto, il no, deve passare da ostacolo a strumento, da sgradita opposizione a veicolo di liberazione. Bisogna esercitarlo nel verso giusto; accettarlo come occasione critica e non schiacciarlo con un abuso; sfruttarlo come possibile meraviglia, comprensione diversa di una situazione e non scavalcarlo con indifferenza."

Link: https://www.instagram.com/tv/CNVctmCKfbE/?igshid=1jfrfx9avdo2q

06/12/2019

Qualche sera fa ho visto un film della serie Pirati dei Caraibi. Non è esattamente il mio genere preferito ma c’era quel bel figliolo...

28/11/2019

Bruma d’oro, l’Occidente illumina
la finestra. L’assiduo manoscritto
aspetta, già carico di infinito.
Qualcuno costruisce un Dio nella penombra.
Un uomo genera un Dio. È un giudeo
tristi gli occhi e citrina la pelle;
lo porta il tempo come porta il fiume
una foglia nell’acqua che declina.
Non importa. Il mago insiste e scolpisce
un Dio con geometria delicata;
dalla sua malattia, dal suo nulla,
continua a erigere un Dio con la parola.
Il più generoso amor gli fu largito,
l’amore che non chiede di essere amato.

Jorge Luis Borges, Baruch Spinoza

25/11/2019

Mentre dormivi nella tua culla, la Luna, che è il capriccio in persona, guardò dalla finestra e disse: «Questa bambina mi piace».
Discese languidamente la sua scala di nuvole, e passò senza far rumore attraverso i vetri. Poi si stese su di te con la morbida tenerezza di una madre, e depose i suoi colori sulla tua faccia. Così le tue pupille sono rimaste verdi, e le tue guance straordinariamente pallide. Contemplando quella visitatrice i tuoi occhi si sono così bizzarramente ingranditi; e lei ti ha così teneramente serrato la gola che ti è rimasta per sempre la voglia di piangere.
Nell'espansione della sua gioia, la Luna continuava a riempire tutta la stanza di un'atmosfera fosforescente, di un veleno luminoso; e tutta quella viva luce pensava e diceva: «Subirai eternamente l'influsso del mio bacio. Sarai bella a modo mio. Amerai ciò che io amo e ciò che mi ama: l'acqua, le nuvole, il silenzio e la notte; il mare immenso e verde; l'acqua informe e multiforme; il luogo in cui non sei; l'amante che non conosci; i fiori mostruosi; i profumi che fanno delirare; i gatti che si beano sui pianoforti e che gemono come donne, con voce roca e dolce.
«E sarai amata dai miei amanti, corteggiata da chi mi fa la corte. Sarai la regina di chi ha gli occhi verdi, di coloro a cui ho stretto la gola con le mie carezze notturne; di coloro che amano il mare, il mare immenso, tumultuoso e verde, l'acqua informe e multiforme, il luogo in cui non sono, la donna che non conoscono, i fiori sinistri che somigliano ai turiboli di una religione ignota, i profumi che turbano la volontà, e gli animali selvaggi e voluttuosi che sono gli emblemi della loro follia».
Ed è per questo, maledetta e cara bambina viziata, che io ora sono ai tuoi piedi, e cerco in tutta la tua persona il riflesso della temibile Divinità, della fatidica madre, dell'intossicante madrina di tutti i lunatici.

Charles Baudelaire, Piccoli poemi in prosa

Carteggio Cioran-Eliade in arrivo 😍
25/11/2019

Carteggio Cioran-Eliade in arrivo 😍

«Io sono votato alla sterilità, al frammento, all’abbozzo. Finora sono riuscito a camuffare le mie carenze; sarà lo stesso in futuro? Ne dubito. Non puoi immaginare fino a che punto tutto mi sembra impossibile e irrealizzabile. In realtà sto perdendo la scarsa fiducia che avevo in me stesso, se già non l’ho perduta. Tutto mi pesa, tutto mi stanca. Scrivere mi sembra un’attività inconcepibile, un’infrazione flagrante e insensata alla certezza che ho dell’inanità universale. Ho scalzato tutte le mie illusioni, le ho sbeffeggiate, e adesso eccomi costretto a vivere i miei sarcasmi, a trarne le conseguenze pratiche – vittima di una visione risibile. Sono nel pieno della saggezza, giacché non vivo più in contrasto con le mie idee. Come rimpiango i tempi in cui una frase ben tornita mi consolava di qualsiasi insuccesso! Ma a che pro continuare a lamentarmi? Bisognerebbe poter pregare.»

Lettera di Emile Cioran a Mircea Eliade del 23 aprile 1963, tratta da “Una segreta complicità”
A cura di Massimo Carloni e Horia Corneliu Cicortaş
Dal 28 novembre in libreria

24/11/2019

Alle soglie della morte l'imperatore Adriano, con parole piene di malinconia e di rimpianto prende congedo dalla propria anima, ospite e compagna del corpo cui era solita dare diletto, che ora se ne andrà, solitaria ed evanescente, tra le ombre di un Ade freddo e desolato. Né del tutto morta, né ...

15/11/2019

Perché il mio verso così poco aspira
A varietà di forme e a cambiamenti?
Perché col tempo non tengo di mira
Sistemi nuovi e inediti ingredienti?
Perché sempre lo stesso e sempre uguale
Scrivo inventando quel ch’è già invecchiato,
Così che ogni parola la mia firma
Quasi porti con sé marchio d’origine?
Oh tu lo sai, scrivo sempre di te.
Dolcezza mia, solo di te e d’amore,
Di nuova veste le antiche parole
Vesto spendendo ciò che fu già speso:
E come il sole è sempre nuovo e vecchio
Così il mio amore dice quel che è detto.

William Shakespeare, Sonetti.

Dostoevskij nasceva l'11 novembre 1821.Tutto nel suo mondo vive esattamente al confine con il proprio contrario. L’amore...
11/11/2019

Dostoevskij nasceva l'11 novembre 1821.

Tutto nel suo mondo vive esattamente al confine con il proprio contrario. L’amore vive al confine con l’odio, lo conosce e lo comprende, e l’odio vive al confine con l’amore e anch’esso lo comprende (l’amore-odio di Versilov, l’amore di Katerina Ivanovna per Dmitrij Karamazov; in una certa misura tale è anche l’amore di Ivan per Katerina Ivanovna e l’amore di Dmitrij per Grušen’ka). La fede vive al confine con l’ateismo, si vede in esso e lo comprende, e l’ateismo vive al confine con la fede e la comprende. E questo è forse il tema fondamentale degli ultimi tre romanzi di Dostoevskij. L’elevatezza e la nobiltà d’animo vivono al confine con l’abiezione e la viltà (Dmitrij Karamazov). L’amore per la vita coesiste accanto alla sete di autodistruzione (Kirillov). La purezza e la castità comprendono il vizio e la sensualità (Alëša Karamazov).

Noi, naturalmente, semplifichiamo e volgarizziamo alquanto l’assai complessa e sottile ambivalenza degli ultimi romanzi di Dostoevskij. Ma nel mondo di Dostoevskij tutti e tutto debbono conoscersi l’un l’altro e sapere l’uno dell’altro, debbono incontrarsi, debbono entrare in contatto, incontrarsi faccia a faccia e parlare l’uno con l’altro. Tutti debbono riflettersi e illuminarsi reciprocamente attraverso il dialogo. Perciò tutto ciò che è separato e lontano deve essere condotto in un solo “punto” spaziale e temporale.

Michail Bachtin, Dostoevskij. Poetica e stilistica

21/10/2019

Ciascun personaggio di Kafka si trova rinchiuso nella barzelletta della propria vita come un pesce in un acquario; e la cosa non lo diverte affatto. Perché una barzelletta è divertente solo per chi è davanti all’acquario; la kafkianità, invece, ci fa entrare nelle viscere di una barzelletta, dentro l’orrore del comico. Nel mondo della kafkianità, il comico non rappresenta il contrappunto del tragico (il tragicomico), come avviene in Shakespeare; non è lì per rendere più sopportabile il tragico grazie alla leggerezza del tono; non accompagna il tragico, no, lo distrugge sul nascere, privando così le vittime della sola consolazione in cui possano ancora sperare: quella che si trova nella grandezza (vera o supposta) della tragedia”.

Milan Kundera, L’arte del romanzo

10/10/2019

BREAKING NEWS: The Nobel Prizes in Literature for 2018 and 2019

The Nobel Prize in Literature for 2018 is awarded to the Polish author Olga Tokarczuk “for a narrative imagination that with encyclopedic passion represents the crossing of boundaries as a form of life.”

The Nobel Prize in Literature for 2019 is awarded to the Austrian author Peter Handke “for an influential work that with linguistic ingenuity has explored the periphery and the specificity of human experience.”

Olga Tokarczuk was born 1962 in Sulechów in Poland, and today lives in Wrocław. Her parents were teachers and her father also functioned as school librarian. In the library she read pretty much everything she could get hold of and it was here that she developed her literary appetite. After studies in psychology at the University of Warsaw she made her debut as a fiction writer 1993 with ‘Podróz ludzi Księgi’ (‘The Journey of the Book-People’). Her real breakthrough came with her third novel ‘Prawiek i inne czasy’ 1996 (‘Primeval and Other Times’, 2010). The novel is an excellent example of new Polish literature after 1989, resisting moral judgement and unwilling to represent the conscience of the nation. Instead it shows a remarkable gift of imagination with a high degree of artistic sophistication.

The magnum opus of Tokarczuk so far is the impressive historical novel ‘Księgi Jakubowe’ 2014 (‘The Books of Jacob’). Once more the writer changes mode and genre, and has devoted several years of historical research in archives and libraries to make the work possible. Tokarczuk has in this work showed the supreme capacity of the novel to represent a case almost beyond human understanding.

Peter Handke was born 1942 in a village named Griffen, located in the region Kärnten in southern Austria. This was also the birthplace of his mother Maria, who belonged to the Slovenian minority. From 1961 he studied law at the University of Graz but broke off his studies a few years later when his debut novel ‘Die Hornissen’ (1966) was published. Together with the play ‘Publikumsbeschimpfung’ (‘Offending the Audience’, 1969), he certainly set his mark on the literary scene.

More than fifty years later, having produced a great number of works in different genres, he has established himself as one of the most influential writers in Europe after the Second World War. His bibliography contains novels, essays, note books, dramatic works and screenplays. His works are filled with a strong desire to discover and to make his discoveries come to live by finding new literary expressions for them.

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Press release: https://bit.ly/2pgsLyQ
2018 bio-bibliography: https://bit.ly/30L5zWv
2019 bio-bibliography: https://bit.ly/2M6KRuI

Indirizzo

Padua

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