14/08/2026
Cari Tartiniani,
vi abbiamo colpevolmente trascurati. Abbiamo privilegiato la passione della ricerca alla cora della disseminazione e vi prego di scusarci per questo; ma ora vorrei in piccola parte rimediare.
Segnalo alcune pubblicazioni che non dovrebbero sfuggire a chi si occupa di musica del Settecento.
Ormai da quasi due anni è uscito per Baerenreiter il primo volume dei 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐎𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 di Giuseppe Tartini pubblicati da Michel-Charles Le Cène ad Amsterdam nel 1728 (con ogni probabilità all’insaputa di Tartini). I sei concerti per violino solo e orchestra d’archi sono stati curati da Sofia Teresa Bisi che ha esaminato attentamente tutte le fonti (o, come si preferisce dire, i testimoni). Si tratta di concerti storicamente importanti perché segnano la prima apparizione di Tartini sulla scena editoriale europea. La tormentata storia di queste sei opere è ottimamante raccontata dalla Bisi, che ha studiato la trasmissione di questi concerti per anni, arrivando finalmente a stabilirne la costituzione dei testi più convincente. Dicendo: ‘primo volume di concerti’ si implica che ve ne siano altri ed è infatti così, ma con qualche interessante complicazione. Dall’esame dei testimoni emerge che il piano originario di Le Cène comprendeva due volumi di sei concerti ciascuno (procurati indipendentemente da Tartini grazie a copie di reperite comunque indirettamente - pratica tanto diffusa quanto legittima, non esistendo al tempo una regolamentazione del diritto d’autore). Il progetto di Le Cène cambiò in conseguenza di un contatto diretto col Tartini e infine i volumi pubblicati furono tre (libro primo, secondo e terzo per un totale di 18 opere). Ma l’affasciante storia degli altri due volumi verrà raccontata in ogni dettaglio dai curatori dei prossimi volumi…abbiate pazienza!
Merita una particolare attenzione la più recente (2026) importantissima pubblicazione delle 𝐒𝐨𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐞 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐨 data in luce dallo stesso Le Cène nel 1734 (Baerenreiter 2026).
Si tratta della raccolta più importante per la diffusione dello stile maturo e il consolidamento della fama di Tartini in Europa. Il curatore Juan Mariano Porta ci ha lavorato per più di un decennio arrivando a chiarire una serie notevolissima di dettagli storici. Fra questi la straordinaria diffusione della raccolta, grazie non solo alla prima uscita ma anche a svariate ristampe realizzate da diversi editori che avevano comperato le lastre di Le Cène dopo la sua morte (1743). Amplissima anche la diffusione manoscritta come prova l’elenco delle fonti coeve descritte da Porta. Non ultimo fra i meriti del curatore l’aver reperito la prima testimonianza storica dell’identificazione della sonata “Didone abbandonata” con la numero 10.
Si annuncia anche la pubblicazione di una versione ‘pratica’ di questa edizione, comprendente una realizzazione del basso continuo.
Segnaliamo infine la pubblicazione della pregevole biografia Giuseppe Tartini-Genio dell’arco (Zecchini 2025) di Mirko Schipilliti. Insieme con i tre volumi (in inglese) dedicati a Tartini dall'editore Peter Lang fra il 2022 e il 2025 si offre oggi agli studiosi una quantità di materiali scientifici di prim’ordine che ridisegnano in larga parte il profilo storico e critico del Piranese.
Come al solito, raccomando di non fare di Tartini un mito o l’ennesimo feticcio: si tratta ‘solo' un compositore fra i maggiori della storia musicale europea medio-ettecentesca (e scusate se è poco…).
Un cordiale saluto
(S.D.)
P.S. A breve l’edizione delle 𝐃𝐨𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐢𝐧𝐟𝐨𝐧𝐢𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 a cura di F. Lanzzellotti e di tutta la 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐚𝐜𝐫𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 a cura di P. Da Col e C. Casarin (sempre Baerenreiter).
P.P.S.
E Buon Ferragosto a tutti!