Il Sogno di Ilse è un percorso onirico e sensoriale che affonda le proprie radici nella concezione, artistica e umana, del complesso mondo pirandelliano. E l’attraversa, per evolversi in un’esperienza polisemantica, vitale e vissuta, tesa a sperimentare il tessuto multiforme dell’arte e dell’anima umana. Di qui, Maschere N**e, primo capitolo di un percorso artistico - musicale, visivo, emotivo e i
ntrospettivo - intrinsecamente connesso a quanto il nome stesso, nel suo nucleo simbolico, intende suggerire: un sogno, quindi, una panacea visiva e sonora, fatta di voci (e di silenzi) e di immagini (e riflessi), come un dipinto che inglobi il desiderio e il tormento della vita. Vibrante esalazione che vivifica e, assieme, ingabbia anime e corpi alla stessa natura, oscura e tortuosa, del sogno. Ne scaturisce un’opera in fieri, una strada che è, al tempo, la più misteriosa e la più umana tra gli uomini: quella del sogno, delle maschere, delle luci e delle tenebre. Un mondo composito, fatto non solo di suoni, ma anche di immagini, colori, racconti, visioni, immersioni nella psyche, fino a una concezione rituale e catartica dell’arte che, nel ricercare il logos insito nella parola, esplora connotati di mistica profonda. Policroma si offre l’ispirazione letteraria: dalla tradizione del romanzo maledetto di Oscar Wilde, alla favola noire di Edgar Allan Poe; dall’epica omerica, alla mitologia nordica, fino alla lirica e alla tradizione dell’inno cletico e del culto misterico; dai reami fantasy di Tolkien, al vampirismo Stokeriano, fino alle atmosfere gotiche dei romanzi novecenteschi di Anne Rice. Ilse nasce dalla memoria di un incompiuto capolavoro del metateatro pirandelliano,che porta il titolo de "I Giganti della Montagna". Amante e vittima dell’eterno scontrarsi e fondersi della Maschera con l’Uomo e della Forma con la Vita,si configura come affascinante e controversa guida attraverso un mondo incantato, fatto di sogni e apparizioni. Tra maghi, fantasmi, folli e dannati, sognatori e semplici teatranti, va svelandosi un Giardino Selvaggio ove l'arte e la vita si fondono, per dar luogo ad una prospettiva nuova eppure antica, illimitata, tesa, tra l’esaltazione dionisiaca e la ricerca estetica apollinea, alla scoperta della coscienza umana, della sua dimensione terrena, spirituale e infera.
“Voi attori date corpo ai fantasmi perché vivano - e vivono! Noi facciamo al contrario: dei nostri corpi, fantasmi: e li facciamo ugualmente vivere. I fantasmi... non c'è mica bisogno d'andarli a cercare lontano: basta farli uscire da noi stessi!”
L.