Torre Matta di Otranto

Torre Matta di Otranto Scoperta pochi anni fa è stata riaperta al pubblico nel 2016. Nella prima fase di rinnovamento vennero utilizzate delle torri cilindriche, dette rondelle.

La Torre Matta è uno dei luoghi più suggestivi di Otranto, un doppio volume che mette a confronto la vecchia torre cilindrica con la più recente cortina muraria squadrata. La Torre Matta è uno dei luoghi più suggestivi di Otranto, tra gli edifici più complessi e di maggior interesse della città. Termina nella vertigine di un vuoto, un doppio volume che mette a confronto la vecchia torre cilindrica

con la più recente cortina muraria squadrata. La sua conformazione risponde alle esigenze di difesa dalle armi da fuoco emerse dopo l’attacco turco del 1480: nel corso degli scontri l’intera cortina muraria medievale della città fu devastata e rasa al suolo. Dopo la liberazione, nell’anno successivo, fu avviato un grande cantiere di ricostruzione della cinta muraria. In un secondo momento, le strutture divennero più simili a vere e proprie casematte e l’originaria rondella venne sostituita dal puntone più efficace nella logica del tiro difensivo. Per secoli la torre cilindrica è rimasta sepolta e sommersa di terra e detriti. Scoperta pochi anni fa, la Torre Matta è stata riaperta al pubblico nel 2016 a seguito della realizzazione di importanti interventi di restauro e recupero - finanziati con fondi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - con un articolato e paziente percorso di tutela e valorizzazione. Il percorso guidato dal progressivo e sorprendente svelarsi, ha portato alla luce uno spazio che conserva la suggestione di un viaggio nelle viscere della terra, una scoperta continua di stratificazioni storiche e architettoniche, in cui l’allestimento site specific di Visioni del Sud diventa un dispositivo da cui germogliano narrazioni audiovisive legate all’immaginario del Salento di primi Novecento. Un tuffo dalla Torre Matta nel mare delle memorie. Dal 24 maggio al 1° novembre 2017 la Torre Matta ospiterà la mostra "VISIONI DEL SUD. Fotografie di Giuseppe Palumbo Salento 1907 / 1959". Una mostra-laboratorio itinerante promossa da Istituto di Culture Mediterranee (ICM) che mira a far conoscere e valorizzare l’archivio fotografico di Giuseppe Palumbo, grande intellettuale e studioso di inizi Novecento, autore di una collezione di oltre 1700 immagini, donata dall’autore al Museo Sigismondo Castromediano di Lecce. Un’opera monumentale, dallo scorso anno oggetto di esplorazione, studio e rielaborazione da parte del laboratorio creativo Big Sur, a cui si deve l’ideazione del progetto espositivo che sarà inaugurato mercoledì 24 maggio all’interno del suggestivo spazio architettonico del torrione otrantino. Le installazioni fotografiche, che abitano gli ambienti della fortificazione sul mare, sono un’occasione per immergersi nell’immaginario di Giuseppe Palumbo, uomo di lettere e d’azione come dimostra la sua prolifica attività divulgativa. All’interno della mostra ricca di metapercorsi e approfondimenti, un focus specifico sarà dedicato alle Marine di Terra d’Otranto e all’installazione Sedici scatti luminosi, frutto di una ricerca accurata di immagini pescate nel mare magnum di immagini prodotte da Giu-seppe Palumbo in cinquant’anni di infaticabile attività. Sedici su millesettecentoquaranta, tra le im-magini più riuscite per composizione, varietà dei soggetti, a testimonianza del Salento della prima metà del Novecento e della sensibilità artistica di un autore dall’occhio attento, che mirava sempre a tutelare i beni comuni e della filosofia che muoveva la sua fotocamera. L’installazione rappresenta un approccio giocoso e non formale di intervento e valorizzazione degli archivi storici. Un incontro tra la pratica meccanica e chimica della fotografia di ieri e l’elaborazione cromatica digitale di oggi. Quasi un matrimonio pop, celebrato dal gusto personale dei curatori della mostra. Il calendario degli eventi promossi nell’ambito di Visioni del Sud sarà a breve diffuso sul sito dedicato all’evento espositivo www.visionidelsud.it

La Torre Matta sarà anche sede di un bookshop con le produzioni editoriali, curate dal laboratorio Big Sur, che riproducono alcune delle più belle immagini dell’archivio Palumbo. ORARI
Maggio / Settembre / Ottobre: ore 10.00-19.00
Giugno / Luglio / Agosto: ore 10.00-24.00

BIGLIETTI
Acquistabili presso il bookshop della Torre Matta e presso la biglietteria del Castello di Otranto. Intero: 5 €
Ridotto: 3 € per gruppi composti da almeno 10 persone, per bambini e ragazzi da 6 a 14 anni, scolaresche, possessori Otranto Card
Ingresso libero: minori di 18 anni in visita con i genitori, 0-6 anni, disabili e un accompagnatore, guida turistica con patentino (con gruppo), giornalisti accreditati

Foto di .it
30/07/2018

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Alcune immagini emozionanti scattate durante i lavori di recupero della Torre Matta. (per gentile concessione dell'ing. ...
24/08/2017

Alcune immagini emozionanti scattate durante i lavori di recupero della Torre Matta. (per gentile concessione dell'ing. Aldo Russo)

Pubblichiamo per gentile concessione dell'ing. Aldo Russo l'abstract della relazione del 'Progetto per la ristrutturazio...
24/08/2017

Pubblichiamo per gentile concessione dell'ing. Aldo Russo l'abstract della relazione del 'Progetto per la ristrutturazione, la fruizione ed il recupero della Torre matta'

RELAZIONE TECNICA

1. PREMESSA
Con la dizione Torre Matta si è soliti indicare una precisa porzione delle mura di Otranto individuata dalla parte di bastione verso mare presente sul lato sud della cortina e prospiciente il porto.
Tale struttura, accessibile direttamente da pubblica via, in origine di proprietà privata, è stata, in tempi relativamente recenti, acquisita al patrimonio comunale. Il vano esistente ed attualmente accessibile, viene sovente utilizzato quale spazio espositivo per mostre e manifestazioni culturali. Trattasi di ambiente monovano con volta a botte ricavato tra il nucleo della torre originaria ed appartenente alle opere di fortificazione di Otranto, successive alla guerra del 1480-81 ed parti di costruzione derivanti da rimaneggiamenti successivi. La cortina muraria esterna della struttura è stata oggetto in tempi recentissimi di lavori di restauro e recupero, tant’è che ad oggi, fortunatamente, questa parte dei Bastioni di Otranto versa in ottime condizioni statico-manutentive.
Oltre al vano accessibile descritto, tuttavia, esiste una ulteriore significativa porzione, nota sin dai tempi del restauro della cortina muraria, attualmente non accessibile, se non attraverso una porta tamponata negli anni.

2. ELEMENTI STORICI
A seguito della guerra del 1480 l’intera cortina muraria medioevale di Otranto fu devastata e rasa al suolo. I turchi ebbero gioco facile di quelle mura nate per difendere la città dagli archi e le frecce, grazie all’utilizzo delle bombarde che aprivano grandi squarci nelle difese consentendo alle orde barbariche di invadere facilmente il centro abitato (e della intrinseca debolezza delle difese di Otranto erano ben consci gli armigeri spagnoli che, nottetempo, abbandonarono la città). Dopo la liberazione della città, nel 1481, fu avviato, pertanto, un grande cantiere di ricostruzione della cinta muraria, ispirata, stavolta, alle nuove armi di offesa che le potenze del tempo schieravano, ovvero le armi da fuoco.
Furono consolidate e ricostruite, con la consulenza degli architetti militari del tempo, Ciro Ciri e Francesco Di Giorgio Martini, le difese di tutte le principali città della Puglia (Gallipoli, Lecce, Acaya ecc..) con i principi di difesa allora in voga. Il sistema di difesa si basava sul tiro radente con bocche di fuoco su due o più ordini di batteria, aperte direttamente nelle torri e dirette a “spazzare” le cortine murarie con il loro tiro impreciso.
Inoltre le murature cominciarono ad essere a “scarpa” per meglio attenuare gli effetti delle bombarde nemiche. Nella prima fase di rinnovamento vennero utilizzate delle torri cilindriche (rondelle), caratterizzate ancora dalla presenza di beccatelli ed elementi ornamentali derivati direttamente dal precedente linguaggio architettonico. In una seconda fase (periodo ascrivibile al regno di Carlo V), le strutture diventano più simili a vere e proprie casamatte e l’originaria rondella viene sostituita dal puntone più efficace nella logica del tiro difensivo di tipo radente, preso atto che nella forma circolare della rondella esisteva un punto debole rappresentato dalla generatrice mediana della torre.
Otranto vive, nella sua cinta muraria, questa evoluzione tecnica importante, tant’è che nei primi anni del 1500 le originarie rondelle sul lato mare vengono tutte rivestite con cortine murarie idonee a farne puntoni e, contemporaneamente viene rinforzata la piazzaforte militare (il castello), con opere e strutture che a noi, oggi, hanno regalato la magnificenza della sala triangolare.
In particolare, proprio la Torre Matta cilindrica della prima fase è stata inglobata all’interno di un bastione quadrangolare nel ‘500, al fine di migliorare l’efficienza balistica dell’intero sistema difensivo. Ebbene, dal vano attualmente utilizzato quale sala espositiva, si accede direttamente ad un ambiente a tutt’altezza, che rappresenta la chiusura della cortina muraria attorno alla torre cilindrica originaria.
Della torre originaria si intravede la parte cilindrica sporgente con una serie di bellissimi beccatelli decorati con motivi tipici dell’epoca. All’interno di questo spazio è presente una grande quantità di detriti e materiale da riporto, riversato in epoca storica, che ci consente di intravedere gli originari fori scacciafumo. Dall’esterno del torrione è presente la porta di accesso originaria, anch’essa totalmente colma di materiale da riporto.

3. PROGETTO
Il progetto prospettato prevede il recupero di questi spazi e la realizzazione di ulteriori spazi espositivi integrati con quelli esistenti.
Otranto, come noto , è una città a forte vocazione turistica e consentire all’ospite di visionare le meraviglie architettoniche nascoste della sua cinta muraria è certamente risorsa ed occasione per l’intero comparto turistico che viene così arricchito di un ulteriore suggestivo elemento.
Inoltre, disporre di ulteriori aree espositive per attività culturali, mostre ed iniziative didattiche in genere, rappresenta elemento di riqualificazione dello stessa comunità locale che, in questo modo, troverebbe spazi di aggregazione ad oggi non disponibili in città. Non da meno è la considerazione che il recupero della Torre Matta si inserisce con forza nel processo di recupero del castello e della cortina muraria lato mare tutt’ora in atto e di prossima consegna.
Pertanto, in accordo con il P.O. FESR Puglia 2007/2013 Asse VI Azione 4.2.1 che prevede tra i criteri di assegnazione i seguenti.
1) Completamento per assicurare funzionalità e fruibilità pubblica di opere già avviate;
2) Grado di integrazione con altri interventi finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico
3) Sostenibilità organizzativa ed economica finanziaria dei progetti nella fase a regime
La proposta progettuale, con riferimento al punto 1) completa l’opera di recupero della cortina muraria esterna già avviata ed in parte completata, con riferimento al punto 2) integra gli interventi di valorizzazione e recupero del castello, con riferimento al punto 3) si evidenzia l’alta sostenibilità economica dell’intervento in quanto gli spazi espositivi derivati sono molto richiesti essendo posti in uno dei punti a maggiore frequentazione turistica dell’intero territorio.

3.1. PROGETTO DI RESTAURO CONSERVATIVO
Sostanzialmente gli interventi di recupero previsti hanno un carattere estremamente leggero e reversibile con il massimo rispetto delle cortine murarie esistenti.
La prima fase dei lavori comporterà la rimozione a mano, con criteri di tipo archeologico del materiale di risulta presente ed accumulato nel corso dei secoli.
Alla base della colmata presente, ovvero a quota fossato, si verificherà l’eventuale presenza di resti archeologici diffusi. Infatti, il vano della “Torre Matta”, che racchiude l’originaria rondella quattrocentesca, insiste su un area caratterizzata da una forte antropizzazione, documentata storicamente sin da tempi antichissimi: non è un caso che il così detto “Cantiere 2”, in cui si sono ritrovati i resti delle antiche mura tardoromane della città, è sito a circa 300 metri in linea d’aria dalla torre.
Al termine di questa prima delicatissima fase dei lavori, sarà perfettamente visibile l’intero vano nella sua interezza e, pertanto, verranno integralmente riportate alla luce le cortine murarie interne.
Tale situazione è il preludio per la seconda fase dei lavori, consistente in una leggera pulizia dei paramenti murari con microsabbiatura controllata eseguita con microsabbiatrice. Si specifica che i paramenti comunque appaiono ad una prima analisi in buone condizioni e pertanto l’opportunità di questo intervento sarà valutata metro per metro. A seguire si procederà con la revisione dei paramenti murari e con l’eventuale sarcitura di piccole lesioni con la scarificatura e stilatura, ove necessario, dei giunti con malta idraulica a basso contenuto di sali. Il trattamento delle cortine murarie del nuovo vano si conclude con l’applicazione di un protettivo a base di resine polisilossaniche di tipo traspirante e reversibile.
A differenza del vano casamattato, la Torre Matta già oggi accessibile, presenta rilevanti problemi di umidità di infiltrazione che hanno determinato la comparsa negli ultimi mesi di macchie, alterazioni cromatiche e mu**hi su gran parte delle cortine murarie e della volta lato ingresso.
In questo ambiente, pertanto, l’intervento prospettato riguarda in primo luogo l’eliminazione della causa di umidità e successivamente l’applicazione di specifico biocida. A tal fine verranno sigillati con prodotti poliuretanici ad alto modulo elastico i punti di infiltrazione di acqua meteorica, attualmente presenti sul terrazzo di copertura sovrastanti gli ambienti e dal quale si hanno le copiose infiltrazioni.
Le murature interne saranno disinfestate da mu**hi mediante rimozione meccanica con spatole e pennelli a setole rigide e l’applicazione a spruzzo o a pennello di un prodotto a base di Ipoclorito di litio in soluzione acquosa all’ 1-2%.
Soltanto dopo aver sanato le murature sarà eseguire la pulizia delle cortine murarie anche con microsabbiatura, analogamente a quanto previsto per il vano casamattato.
Per quanto concerne l ’attuale pavimento, realizzato in battuto di cemento circa 20 anni or sono e che versa in cattivo stato di conservazione, si prevede una levigatura superficiale (levigatura comunque non “a specchio”) e l ’integrazione della porzione mancante con materiale uguale ma con caratteristiche cromatiche leggermente differenti dall’esistente.
Analogamente alla parte casamattata, all’operazione di pulitura delle cortine murarie, seguiranno le fasi di revisione ed eventuale stuccatura e stilatura dei paramenti con successiva protezione.
Inoltre si prevede l’eliminazione della superfetazione rappresentata dalla muratura realizzata negli anni ’80-’90 per restringere la porta di ingresso. A tal fine si prevede la demolizione della muratura ed il ripristino dell’arco originario, che sarà chiuso da un infisso a vetri e legno.
Sarà mantenuta la grande vetrata con telaio metallico prospiciente la cortina muraria lato bastioni, provvedendo esclusivamente alla sostituzione del vetro con un nuovo a maggiore tenuta termica.
Per quanto concerne il varco di collegamento tra le due parti della struttura, si provvederà alla realizzazione di un profilato in acciaio strutturale corten che collegherà ad anello e farà funzione da architrave (attualmente assente), gli stipiti laterali e la soglia di base, rinforzando anche da un punto di vista sismico questa parte.
Tutte queste operazioni saranno comunque attuate sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, al fine di meglio garantire la buona riuscita del restauro.

3.2. PROGETTO DI FRUIZIONE
Gli ambienti, terminate la fasi di scavo archeologico e di recupero e restauro dei paramenti, risulteranno essere perfettamente idonei per ospitare mostre e piccoli convegni/incontri, in sinergia anche con le attività previste nel vicino castello.
Infatti, nella Torre Matta potranno aversi mostre anche di tipo permanente anche durante i mesi invernali, in cui si immaginano attività anche di tipo ludico, dirette esplicitamente alla popolazione locale, al fine di favorire l’aggregazione e la socialità all’interno di un monumento a forte carattere evocativo e storico.
Pertanto, l’accesso al piano terra avverrà dalla porta esistente presente e visibile all’esterno sul lato Ovest del torrione. Il progetto prevede anche una piccola sistemazione esterna del piazzale di accesso con illuminazione, pavimentazione in pietra con fasce in pietrame da fiume sciolto, e delle panchine in pietra.
Al fine del superamento della grande altezza presente tra il piano calpestio lato “porta a mare” e quello lato “bastioni”, si prevede la realizzazione di una struttura in acciaio, indipendente dalla struttura muraria storica (essendo completamente staccata dalle cortine murarie interne) e concepita in modo da aumentare la superficie espositiva, consentendo la visone totale della rondella interna e delle valenze scenografiche del vano. A completare il sistema si prevede un ascensore panoramico interno per il superamento delle barriere architettoniche, che sarà del tipo senza extracorsa inferiore (per evitare scavi alla base) e senza vano macchina (tipo oleopneumatico con armadio).
Inoltre si prevede la realizzazione di un setto in muratura di pietra leccese, a secco, con all’interno perni di acciaio di fissaggio, al quale ammorsare la scala di servizio realizzata con gradini sbalzo in grigliato zincato. Il pavimento delle superfici così ricavate sarà in vetro opalino alternato a listoni di legno marino. I parapetti saranno in acciaio corten con tiranti in acciaio, mentre la scala sarà dotata di protezione a vetro.
Le fondazioni delle strutture saranno con plinti a secco (ovvero senza utilizzo di cls gettato in opera) ammorsati su tre micropali (diametro fi 20)di fondazione.
Il percorso di accesso dalla base del torrione lato mare sino alla sommità, rappresentata dai bastioni Pelasgi, è ulteriore elemento di arricchimento dell’offerta turistica e culturale di Otranto, anche con riferimento alla possibilità di far riscontrare direttamente al turista la storia dell’architettura militare del ‘500, grazie alla sovrapposizione degli interventi occorsi nei secoli. A latere, anche se non previsti nel presente progetto, il sistema sarà dotato di cartelli esplicativi e divulgativi al fine di fornire piena comprensione degli eventi e dei contesti storici all’interno del quale i monumenti si sono sviluppati.
L’intervento trova la sua valenza proprio nella capacità di autosostenersi grazie ad programma di gestione oculato che abbracci gli aspetti sociali, turistici, divulgativi e culturali, che torva, nell’autofinanziamento, elemento di risorsa per la conservazione del bene così recuperato.
Non da sottovalutare la possibilità che offre, questa proposta, per la soluzione dell’annoso problema della barriera architettonica rappresentata dalla scala a servizio della porta a mare che collega direttamente l’area portuale con il centro storico. L’ascensore previso all’interno della torre e concepito specificatamente per le persone su sedia a ruota, rappresenta infatti elemento di collegamento tra la parte “bassa” della città e la parte “alta”, direttamente sui bastioni.
La persona disabile potrà così circuitare lungo tutto l’anello del centro storico di Otranto con un elevato grado di autosufficienza.
Sempre allo scopo di garantire la piena fruibilità delle aree a persona con ridotte capacità motorie si intende ristrutturare il modulo bagni già presente e renderlo idoneo anche per persona disabile.
Nell’ottica di garantire l’accesso a quante più parti possibile del centro storico, in questa sede si propone la sostituzione della gradinata esterna su viabilità pubblica con rampa di pendenza pari all’8%, sempre realizzata in basoli calcarei recuperando le pietre esistenti.
Gli impianti elettrici a servizio saranno tutti realizzati con canaline metalliche a vista ed incassate nella struttura metallica a soppalco. Inoltre si prevede una illuminazione a led a luce calda con corpi illuminati posti sempre nell’ambito delle strutture metalliche previste. Il complesso, pertanto, sarà dotato di impiantistica di servizio a norma, compreso impianto di sistema di allarme, realizzato con le medesime modalità.

Indirizzo

Via Immacolata, 43
Otranto
73028

Telefono

3471040009

Sito Web

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