LA FAVOLA DI BU: Per stupire non bisogna dare alla gente ciò che vuole, ma quello che ancora non sa di volere. È questo il principio che muove Mirella, testa, cuore e mano di Bu.Lab una realtà artigianale che dal cuore di Ostia Antica si dirama in tutta Roma, riempiendo appartamenti e locali commerciali di creazioni ad hoc sapientemente rielaborate. Recuperare oggetti ormai da buttare inventandon
e un nuovo utilizzo è l’obiettivo, realizzato attraverso tecniche di restauro antiche e moderne che si miscelano dando vita a veri e propri pezzi unici. Quella di Mirella, detta Bu, è una storia d’arte a tutti gli effetti. Nata tra le sagome delle Cornici D’arte dell’ azienda di famiglia con quasi un secolo di attività alle spalle, negli anni ha fatto sue le migliori tecniche di produzione artigianale, rigorosamente eseguite a mano. Dalle dorature realizzate con lamine d’oro zecchino, dal restauro d antiquariato alle lavorazioni Shabby Chic, passando per l’home restyling di gran moda negli ultimi anni. Perché avere in casa un pezzo d’arredamento unico nel suo genere è obiettivo di molti. In uno scenario, come quello attuale, che corre velocissimo verso l’omologazione, vedere la propria idea prendere forma trasforma l’artigiano in una sorta di mago. Amore, passione e dedizione per un lavoro tramandato dal papà Edoardo che, dopo la parentesi londinese, l’ha accompagnata tra le f***e trame della tradizione artigiana tra pennelli, stucchi, colori e carta vetrata. Una nuvola di polvere dalla quale ritornano a nuova vita armadi inutilizzati, tavoli dimenticati, porte invisibili e pareti neutre. Tutto nel rispetto eco-sostenibile, perché il trend del momento è il riciclo e Bu l’ha sposato in pieno. Perché tutto ha diritto a una seconda possibilità, oggetti inclusi. E l’occhio dell’artista vede in un cumulo di “ciarpame” lo spazio potenziale su cui imprimere le proprie idee e fantasie. Si parte da qualcosa che attira l’attenzione, un dettaglio, un materiale, una forma per arrivare all’oggetto finito che molto spesso è completamente diverso dall’idea di partenza. Un’ispirazione infinita spinta dalla passione perché…“Un uomo che lavora con le sue mani è un operaio; un uomo che lavora con le sue mani e il suo cervello è un artigiano; ma un uomo che lavora con le sue mani, il suo cervello e il suo cuore è un artista”, come sosteneva San Francesco.