22/05/2026
Ricordiamo la nostra 𝗖𝗮𝗹𝗹 𝗳𝗼𝗿 𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝘀 ✏️
Il tema è la 𝗰𝘂𝗿𝗮.
Cosa ci rende umani, e cosa ci permette di restarlo? Una risposta, tra le molte possibili, continua a riaffiorare: la cura.
Cura intesa nelle sue molteplici accezioni: per i Latini definisce un “prendersi a cuore, un’azione che richiede una dedizione emotiva; per i Greci un “accorgersi, osservare consapevolmente”; per gli indiani è un aspetto della “saggezza”.j
Cura oggi significa riconoscere che l’altro esiste davvero, che la sua fragilità ci interpella e non può essere lasciata ai margini. Significa accettare che la vulnerabilità è una condizione intima e universale.
Prendersi cura è rispondere a un bisogno essenziale: continuare a vivere e trovare una via di guarigione quando qualcosa, nell’esistenza, si incrina o si spezza.
Oggi la cura sembra essere anche un gesto di resistenza. In un’epoca in cui molte forze spingono verso efficienza, prestazione e profitto, prendersi cura — di un corpo, di una persona, di una comunità, di un frammento di terra — significa scegliere un’altra misura del valore, sottrarsi alla logica dell’utile immediato.
La cura è un gesto individuale, e al contempo è una visione di società. E come tale richiede un lavoro collettivo, paziente, continuo.
Agli artisti chiediamo di attraversare questa tensione: in quali forme si manifesta oggi la cura? Dove resiste, anche con fatica, controcorrente?
𝗗𝗲𝗮𝗱𝗹𝗶𝗻𝗲: 𝟯𝟭 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼