04/03/2021
Il nostro Leonardo quel giorno pianse...
Il 3 marzo 1928 è una data triste per tutti gli “innamorati” dei Navigli. In questa data il Ministero dei Lavori Pubblici approvò la copertura della Cerchia dei Navigli e dei canali connessi: Naviglio della Martesana da Porta Nuova alla Conca dell'Incoronata, il Naviglio di San Marco, il Naviglio Vallone e il laghetto di San Marco.
Con “Cerchia dei Navigli” si intende il fossato difensivo allagabile delle mura medievali di Milano, il cui tratto dalla Darsena a San Marco era stata trasformata in Naviglio, ovvero in un canale navigabile. Per tale motivo era anche conosciuto come Naviglio Interno. Lungo 6,5 km e largo 9 m nella sua parte navigabile[1],fu quindi completamente interrato in ottemperanza al Piano Beruto, primo piano regolatore generale di Milano, datato 1884. Quasi cinquant'anni per avviare i lavori che però, una volta iniziati, furono rapidissimi e Milano smise di essere "città d'acqua".
La Cerchia dei Navigli, nel complesso, era un anello d'acqua che racchiudeva il centro storico medievale di Milano, da cui il nome.
I giornali del 1929, controllati dal regime fascista, accolsero con articoli di giubilo la decisione di chiudere la cerchia interna ed è’ bene ricordare che le motivazioni igieniche che portarono alla copertura erano determinate dagli scarichi abusivi e che sarebbe bastato costruire una rete fognaria più efficiente.
La copertura della cerchia e del “Vallone” avvenne tra il 1929 e il 1930: con la loro scomparsa si creò un anello di strade che ne prese il posto e il nome: la "Cerchia dei Navigli" stradale in cui non c’era più posto nemmeno per gli ultimi mulini ad acqua.
Dopo la copertura della Cerchia si procedette con la copertura del Naviglio di San Marco, e dell'omonimo laghetto, nel 1935.
La terza fase, i lavori di copertura della Martesana nel tratto di Melchiorre Gioia avviene tra la fine degli anni 50 e l’inizio degli anni 60 e, in questo clima, iniziò a farsi strada l'idea di chiudere la Darsena che era allora per tonnellaggio delle merci il sesto porto d’Italia.
Con la scomparsa del traffico fluviale prima la Martesana, nel 1958,e poi il Pavese, nel 1965, vennero declassati da via di trasporto a canale irriguo.
E’ bene ricordare che questi fiumi artificiali, costruiti e voluti dai milanesi, un tempo avevano forgiato l'anima della città. Ma erano diventati una cosa di cui vergognarsi dopo averli violentati. Da arterie di civiltà e di ricchezza erano diventati una cloaca che era meglio nascondere alla vista. Da allora il dialogo della città con la sua anima di acqua si è interrotto ed è bene restituire ai tratti che rimangono la dignità che meritano perchè nel nostro Passato c'è tantissimo Futuro.
In foto i lavori di copertura della Cerchia dei Navigli lungo l'attuale via Visconti di Modrone, allora via San Damiano iniziati nel 1929
Vi ricordiamo che Simone sarà ospite con la ex vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e con Umberto per parlare della storia e del futuro dei Navigli. Questo il link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-milano-riparte-dai-navigli-143717542037