31/08/2026
GRAZIE
Il FFM ’26 si è concluso con un’emozione unica e straordinaria: la voce di Elena Alberti Nulli che ha restituito alla poesia il suo corpo, il suo respiro, la sua memoria.
È stato un momento che ha raccolto idealmente tutto il senso di queste due giornate. Un omaggio alla poesia che, attraverso le parole di Elena, ha saputo disegnare la terra bresciana nelle sue sfumature, nella sua grana, nelle sue ombre, nei suoi tramonti.
Perché la bellezza, a volte, si deposita lentamente nelle parole. E le parole diventano libri, diventano memoria, diventano emozione.
Diventano un modo per riconoscere ciò che siamo. Ma un festival, prima ancora di essere un programma, degli ospiti, degli artisti e delle idee, è fatto di persone.
Per questo il primo grazie voglio rivolgerlo a voi.
GRAZIE AL NUMEROSO PUBBLICO CHE HA PARTECIPATO ALLA SESTA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL FUMETTO DA MARCIAPIEDE.
Grazie a chi è venuto ad ascoltare i relatori, a chi si è fermato davanti a una mostra, a chi ha guardato un disegno, ascoltato una poesia, seguito una conversazione, assistito a uno spettacolo.
Grazie a chi è arrivato per curiosità e a chi è tornato perché aveva trovato qualcosa. Grazie a chi ha posto una domanda, a chi ha condiviso un pensiero, a chi ha semplicemente ascoltato.
Il pubblico non è semplicemente la parte finale di un evento.
È parte dell’evento.
È ciò che rende vivo un incontro.
È lo sguardo che restituisce senso a ciò che abbiamo preparato.
È la presenza che trasforma uno spazio in un luogo.
E in questi due giorni, a Ome, quella relazione è accaduta.
Per questo voglio ringraziare profondamente anche tutti coloro che hanno scelto di esserci, di attraversare il Festival, di condividere con noi tempo, attenzione e curiosità.
E insieme a voi, grazie agli artisti, ai relatori, agli ospiti e a tutte le persone che hanno dato voce e forma a questa sesta edizione.
Grazie al gruppo Proòm a cantà, al poeta Armando Azzini, allo chef Gianmario Portesani, alla fumettista Serena Visini, a Tarcisio Peli e Danilo Ravarini, a Clara Bonomi e al Gruppo Barca di Carta, alla bibliotecaria Margherita Belladonna, a Milena Berta e Alessandro Pedretti – MOLOM, all’artista Rodolfo Garofalo e Clotilde Castelli, a Pietro Arici, al giornalista Pietro Gorlani e al prof. Carlo Alberto Romano, a Michela Forzanini e Gigi Moia della Coop. Mongolfiera, al dott. Flavio Pizzamiglio, a Piergiorgio Cinelli e Giovanni Pintossi.
Grazie a tutti coloro che hanno portato sul marciapiede il proprio talento, la propria voce, il proprio sapere, la propria sensibilità.
E grazie alla Vice Sindaca Bianca Maiolini e al Sindaco Alberto Vanoglio, per aver accompagnato e sostenuto questa esperienza.
Sono state due giornate nelle quali abbiamo provato a essere viaggiatori, esploratori, persone capaci di tenere gli occhi aperti.
Ma forse avere gli occhi aperti non è ancora sufficiente.
Come scrive Marcel Proust:
«Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.»
Nuovi occhi con cui guardare il mondo.
Nuovi occhi con cui riconoscere ciò che ci circonda.
E, prima di tutto, nuovi occhi con cui guardare noi stessi.
È questo, forse, il viaggio che il Festival prova ogni anno a intraprendere.
Un viaggio senza una meta definitiva, fatto di incontri, parole, immagini, persone e domande.
Un viaggio che non avrebbe alcun senso se qualcuno non decidesse di percorrerlo insieme a noi.
E quest’anno, ancora una volta, siete stati in tanti a camminare insieme a noi.
Avete riempito gli spazi, avete dato vita alle parole, avete fatto dialogare gli artisti con il territorio, avete trasformato un programma in un’esperienza condivisa.
E allora il grazie più grande è proprio per questo:per esserci stati.
Pietro