18/12/2025
Per il momento, dato alcune lamentele, a me ancora non comprensibili, eviterò di pubblicare foto o nomi su questo restauro.
Si, restauro, perché ovviamente, come sempre, faccio si vedere le problematiche cui ci si può trovare davanti, ma poi anche come vengono affrontate e risolte.
Quindi ho cercato di fare del mio meglio per cercare di spiegare cosa faremo disegnandolo (le proporzioni non sono perfette😅) perché ritengo fondamentale documentare e condividere questi interventi per fare in modo che queste barche e questo mestiere possano NON morire fra 20 anni, questo é come sempre il nostro solo e unico obbiettivo.
Prima di tutto l’unica cosa marcia trovata é stata la stoppa, la chiglia in olmo che sta in acqua ormai da quasi 90 anni risulta per forza di cose un po’ sofferente nella parte esterna a contatto con l’acqua, ma non é marcia. Sono i comenti sia sopra che sotto che si sono allargati e il calafataggio ormai non riesce più a tenere. L’acqua penetra durante le veleggiate, quando la barca é inclinata (preciso che si parla di quantità di acqua limitatissime), perché ovviamente il piombo che pesa approssimativamente 9 tonnellate (più o meno un terzo dell’intero peso della barca) se non é ben chiuso e ha gioco si muove.
Quindi vagliando i possibili interventi stiamo valutando di sfondare la parte esterna della chiglia tanto quanto lo spessore del fasciame e inserire un tassello per tutta la lunghezza della chiglia, incollato, avvitato, quartabonando il piombo per far entrare questa tavola/tassello in modo che tutto torni a combaciare bene in pressione e che il piombo non abbia più modo di muoversi.
Adesso che la parte esterna della chiglia é stata sverniciata e i comenti puliti da stucco e stoppa lasceremo che si asciughi un po’ durante le feste.