Circolo culturale Angelo Tenchio

Circolo culturale Angelo Tenchio Circolo culturale, con sede ad Oggiono, dedicato alla memoria dell'artista comasco Angelo Tenchio.

06/09/2026

Chi lo attende lo sa: il nocino non è una bevanda frettolosa.
È un distillato di attesa, di alchimie lente e silenziose. Si lascia che l’alcol abbracci il verde acerbo, che la notte lo penetri, che le spezie raccontino le loro storie.

Giorno dopo giorno, la luce del solstizio si addensa, si fa ombra liquida. Il nocino diventa scuro come l’inchiostro, eppure in ogni sua goccia brilla un riflesso d’estate, un frammento di tramonto intrappolato nella bottiglia.

Così, quando l’inverno stringe la terra e il sole è solo un’idea lontana, basta un sorso per ricordare che la luce, se sai dove cercarla, si nasconde anche nel buio più profondo.

06/09/2026

🌳 Nessuno applaude una radice.
Non ha fiori.
Non porta frutti.
Non viene fotografata.
Rimane sotto terra, invisibile.
Eppure, quando arriva il vento, è proprio lei a decidere se l'albero resterà in piedi.
Il 6 settembre è dedicato a tutto ciò che nella nostra vita non si vede, ma ci sostiene. 🌿✨

🜂 🌳🌿 𝟔 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟔 – 𝐈𝐥 𝐑𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐚𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐍𝐚𝐬𝐜𝐨𝐬𝐭𝐀
Tempo di radicamento, stabilità e forza silenziosa ✨

Settembre ci mostra soprattutto ciò che è sopra la Terra.
Frutti maturi.
Grappoli.
Campi.
Foglie che lentamente iniziano a cambiare.
Ma sotto tutto questo esiste un mondo che non vediamo.
Le radici.
Durante la crescita hanno cercato acqua.
Hanno attraversato terreni duri.
Hanno aggirato pietre.
Si sono ramificate.
Sono scese più profondamente.
Tutto senza essere viste.
La pianta può mostrare al mondo soltanto ciò che riesce a sostenere attraverso ciò che ha costruito nel buio della terra.

Ed è una lezione importante.
Perché anche noi siamo spesso concentrati sulla parte visibile della vita.
Risultati.
Successi.
Casa.
Lavoro.
Relazioni.
Aspetto.
Ciò che gli altri possono vedere.
Ma quasi nessuno vede le nostre radici.
Le volte in cui abbiamo ricominciato.
Le rinunce fatte per proteggere qualcosa.
Le giornate in cui abbiamo continuato anche senza entusiasmo.
Le persone che ci hanno sostenuto.
Le abitudini che ci tengono in equilibrio.

I valori ai quali torniamo quando tutto diventa confuso.
Queste sono le nostre radici.

🌿 𝐋𝐚 𝐬𝐚𝐠𝐠𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜e

Una radice non domanda:
“Mi stanno vedendo?”

Domanda:
“Sto sostenendo ciò che deve crescere?”

Forse dovremmo farci più spesso la stessa domanda.
Non tutto ciò che facciamo deve essere riconosciuto.
Non ogni progresso deve essere mostrato.
Non ogni fatica deve ricevere approvazione.
Esistono lavori interiori che hanno valore proprio perché costruiscono qualcosa che vedremo soltanto più avanti.
Imparare a mettere un confine.
Risparmiare.
Prendersi cura del corpo.
Studiare.
Mantenere una promessa fatta a noi stessi.
Allontanarsi lentamente da ciò che ci destabilizza.
Coltivare una relazione sana.
Riprendersi dopo una delusione.
Sono radici.
E qualche volta la crescita più importante della nostra vita avviene proprio dove nessuno può guardare.

𝐆𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨:
"𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞,
𝐥'𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐚𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐫𝐚𝐦𝐢
𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐫𝐥𝐨.
𝐒𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐚 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨
𝐡𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐮𝐢."

🌒 𝐈𝐥 𝐑𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐚𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐍𝐚𝐬𝐜𝐨𝐬𝐭a
Trova un albero.
Se non puoi uscire, utilizza una pianta che hai in casa.
Osservala.
Questa volta, però, non concentrarti sulle foglie.
Guarda il punto in cui il tronco o il fusto incontra la terra.
Pensa a ciò che continua sotto.
A quello che non puoi vedere.
Poi prendi un piccolo foglio.
Scrivi al centro:
“Ciò che mi tiene in piedi.”

Sotto scrivi tre radici della tua vita.
Potrebbero essere:
🌿 una persona
🌿 un valore
🌿 un'abitudine
🌿 una capacità
🌿 la famiglia
🌿 il tuo lavoro
🌿 la tua indipendenza
🌿 una passione
🌿 una promessa fatta a te stesso
🌿 la capacità di ricominciare

Scegline tre.
Non quelle che sembrano più importanti agli altri.
Quelle che senti davvero tue.
Poi prendi un piccolo sasso.
Tienilo nel palmo.
Il sasso rappresenta ciò che rimane stabile.
Appoggia il foglio sotto il vaso oppure, se sei all'aperto, tienilo semplicemente tra le mani vicino all'albero.
Metti entrambi i piedi bene a terra.
Respira lentamente tre volte.
A ogni respiro pensa a una delle tue radici.

Alla prima:
“Riconosco.”

Alla seconda:
“Nutro.”

Alla terza:
“Resto.”

Poi chiediti:
“Quale delle mie radici sto trascurando?”

La risposta è la parte più importante del rito.
Perché una radice può essere forte.
Ma ha comunque bisogno di essere nutrita.

✨ 𝐈𝐥 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭o
Oggi fai qualcosa per una delle tue radici.
Se è una persona, chiamala.
Se è il corpo, prenditene cura.
Se è una capacità, esercitala.
Se è una promessa, rispettala.
Se è la casa, occupati di un piccolo spazio.
Se è la tua indipendenza, compi un gesto che la rafforzi.
Se è la tranquillità, proteggi almeno mezz'ora dal rumore.
Non serve fare molto.
Le radici crescono lentamente.
Ma crescono perché ricevono continuamente qualcosa.

✨ 𝐎𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧e 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐚𝐝𝐢𝐜e

Pronuncia lentamente:
"𝐎𝐧𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐯𝐞𝐝𝐞.
𝐋𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐢.
𝐋𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨.
𝐋𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞.

𝐂𝐡𝐞 𝐥𝐞 𝐦𝐢𝐞 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐡𝐢𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞.
𝐂𝐞𝐫𝐜𝐡𝐢𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚.
𝐂𝐡𝐞 𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞
𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐢 𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐞𝐝𝐢."

Poi appoggia per qualche istante entrambe le mani sulla terra o sul vaso.
Nient'altro.

🌙 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧e

Il 6 settembre ci ricorda che non dobbiamo sempre crescere verso l'alto.
Ci sono momenti in cui dobbiamo crescere verso il basso.
Diventare più profondi.
Più stabili.
Più difficili da sradicare.
Prima di chiederti quale sarà il prossimo ramo, il prossimo fiore o il prossimo frutto, chiediti:
“Come stanno le mie radici?”
Perché arriveranno giorni di sole.
Ma arriverà anche il vento.
E quando accadrà, non sarà ciò che mostri al mondo a tenerti in piedi.
Sarà tutto ciò che, pazientemente, hai costruito dove nessuno poteva vederlo.

🌳🌿🪨✨

Le Streghe di Fenix Official ©️

05/09/2026

L'origine della lavanda in una storia persiana

Il Re di Persia promise un giorno in sposa la figlia ad un sultano dell'Asia, e per prepararla all'importante matrimonio la affidò ad un dotto ma giovane insegnante affinché la istruisse in tutte le arti. I due si innamorarono, e la notte precedente le nozze si diedero appuntamento in giardino per un ultimo abbraccio: gli dei, mossi a compassione, li fecero salire in cielo tramutati in stelle. Al mattino si trovò, nella stanza della fanciulla, una piantina nuova, mai vista: sottile come lei e coi fiori del colore degli occhi di lui. Tutti capirono.
E quella pianta fiorita era la lavanda.

05/09/2026

Sii la strega che sei nata per essere: magica, felice, selvaggia e libera

(Foto dal profilo instagram cuphotographybysilkejuelicher)

05/09/2026

Una protezione profumata

In queste giornate di fine settembre, fra pioggia e sole, fiorisce il rosmarino, ed è bellissimo.
Inebriamoci del meraviglioso profumo che si spande al solo sfiorare gli aghi, innaffiandoli. E portiamo questo incanto con noi: possiamo coglierne un rametto fiorito ed apputtandolo sopra il cuore, magari in un piccolo breve o in una taschina interna, ed in questo modo terremo lontano il male che, col progredire delle ore di buio, si farà sempre più insidioso

05/09/2026

13 agosto 1390: la sentenza contro Sibilla e Pierina per essere andate al Gioco di Diana

Dopo un processo durato alcuni mesi viene emessa la sentenza contro queste due donne ripetutamente accusate di stregoneria: durante l'estate - in una data imprecisata - saranno arse sul rogo in piazza sant'Eustorgio in Milano. I loro interrogatori sono importanti perché segnano un momento fondamentale della caccia alle streghe: durante il loro primo arresto nel 1384 erano state accusate di sostenere il falso, contrario alla dottrina cristiana, ovvero di andare in corpo al Gioco di Diana. Ma 6 anni dopo l'accusa é capovolta, e vengono uccise per aver partecipato a quel che prima era considerata una superstizione diabolica. Oltre a questo cambio di prospettiva, grazie alle parole delle due donne possiamo entrare in un "sabba" lombardo del XIV secolo. Ci raccontano che chiamavano la Signora "Madonna Oriente" e si riunivano ogni settimana, nella notte fra giovedi e venerdi: salutavano la Domina Ludi con una riverenza, e lei rispondeva 《State bene, brava gente》. Nella Compagnia vi erano anche animali, e uomini oltre che donne - sia vivi che morti. Molto interessante il modo per far rivivere gli animali mangiati durante il banchetto dai convenuti, atto che Sibilla e Pierina descrivono minuziosamente e che implica l'uso rituale del sambuco. Ci raccontano inoltre del "giro" che facevano, e condividono con noi le parole codificate da rivolgere alla Signora qualora la si incontrasse in altre notti - e tanti altri particolari che ci mostrano una viva immagine di quello che era essere una strega nel milanese 600 anni fa
Ricordiamo Sibilla di Zanni e Pierina de Bugatis 💚

(Foto dal web: incisione raffigurante due streghe tempestarie nell' atto di eseguire un rituale volto a far piovere)

05/09/2026
05/09/2026

🌿BELLADONA : Pericolosa Bellezza 🖤

La belladonna è uno dei fiori più temuti ma anche amati dell’antico folklore.
Il suo nome parla di bellezza, eppure la pianta è considerata estremamente tossica: è questa contraddizione a renderla così potente.
Bellezza e pericolo che crescono dalla stessa radice.
Conosciuta come deadly nightshade, è stata legata a streghe, visioni, stati alterati e conoscenze proibite.
In medicina veniva usata con cautela per calmare dolori e spasmi, ma una dose sbagliata portava allucinazioni, delirio, paralisi.
Per questo la belladonna è diventata una pianta di confine:
tra cura e danno,
tra medicina e veleno,
tra visione e follia,
Le sue bacche scure e i fiori viola-neri hanno una bellezza inquietante: attirano lo sguardo prima che la mente ricordi il pericolo.
Si diceva che aprisse porte proibite: alla trance, al volo dello spirito, alla vista nascosta.
Ma la belladonna non insegna magia imprudente.
Insegna rispetto.
Ci ricorda che alcune forze della natura sono sacre proprio perché non sono sicure.
Che la bellezza non sempre è gentile.
Che l’oscurità non è vuota.
E che la conoscenza fa sempre la differenza fra sofferenza e cura.
Fonte testo Hex and Shadow Chronicles
Immagine IA

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