21/06/2026
Verso Il Solstizio d'Estate.
LITHA: SOLSTIZIO D'ESTATE
(5a parte)
Litha: Celebrazioni Rituali
Rituali del Fuoco al Solstizio d'Estate.
Erano quindi tanti i Falò accesi un po'ovunque in Europa nella notte del Solstizio d'Estate, poiché ritenuti simboli solari, e accenderli significava celebrare e rafforzare l'energia del Sole appunto, che da quel momento sarebbe andata via via declinando.
Un'altra interpretazione del Fuoco, era data dal suo valore purificatorio con cui, venivano scacciati gli spiriti maligni, entità malefiche che, dato il particolare momento di transizione, erano libere di vagare indisturbate sulla terra, poiché, come durante la notte del Solstizio d'Estate gli umani hanno libero accesso a dimensioni, a mondi soprannaturali, così, anche le creature che di quei mondi fanno parte hanno libero accesso al nostro di mondo.
Le altre notti di transizioni, in cui tra i due mondi si verifica questa sorta di fusione, sono la notte di San Giovanni, la notte di Halloween (Samhain) e la notte delle Calendimaggio, per questo, queste tre particolari notti vengono definite "LE NOTTI DEGLI SPIRITI".
Nella notte della vigilia di San Giovanni, la notte più breve dell'anno, in tutte le campagne del Nord Europa l'attesa del sorgere del sole era propiziata dai falò accesi sulle colline e sui monti, poiché era usanza che con il fuoco, si mettessero in fuga le tenebre e con esse gli spiriti maligni, e i demoni vaganti. Attorno ai fuochi si danzava e si cantava, e nella notte magica avvenivano prodigi : le acque trovavano voci e parole cristalline, le fiamme disegnavano nell'aria scura promesse d'amore e di fortuna, il Male si dissolveva sconfitto dalla stessa forza di cui subiva alla fine la condanna la feroce Erodiade, la regina maledetta che ebbe in dono il capo mozzo del Battista. Nella veglia, tra la notte e l'alba, i fiori bagnati di rugiada brillavano come segnali; allo spuntar del sole si sceglievano e raccoglievano in mazzi per essere benedetti in chiesa dal sacerdote. Ba****si nella rugiada o lavarsene almeno gli occhi al ritorno della luce era per i fedeli cristiani un gesto di purificazione prima di partecipare ai riti in chiesa.
Ricapitolando quindi, possiamo dire che tutte le tradizioni popolari europee per la notte del Solstizio d'Estate, prevedevano l'accensione di fuochi celebrativi, dai falò che si accendevano sulle colline, e intorno ai quali ci si riuniva in allegria, saltando sulle fiamme non appena queste si abbassavano, ballando danze sfrenate, accompagnate da canti al suono di mandorle e tamburelle
alle processioni notturne con fiaccolate e ruote infuocate gettate lungo i pendii, facendo rumore agitando campanacci per allontanare gli spiriti maligni,e scongiurare così eventuali nuove avversità.
In Scandinavia ad esempio, il falò del Solstizio era chiamato "fuoco di Baldur".
Baldur, figlio di Odino, era il giovane dio che veniva ucciso nel fiore degli anni e probabilmente nell'antichità si sacrificavano uomini per rappresentarne la morte. Forse Baldur era uno spirito della vegetazione, lo spirito della quercia celebrato da alcuni miti nordici e celtici. Infatti, le leggende narrano di una lotta eterna tra due opposte divinità, il Re della Quercia e il Re dell'Agrifoglio, dove il primo rappresenta il Dio dell'anno crescente (cioè della metà dell'anno in cui la luce solare prevale sulle tenebre notturne) e il secondo raffigura il Dio dell'anno calante (la metà dell'anno in cui la notte prevale sul giorno).
Se in inverno era il Re dell'Agrifoglio a soccombere, a Litha-Casmaran era il Re della Quercia a dover cedere di fronte all'avversario. E questo spiega perché i fuochi solstiziali erano alimentati con legno di quercia... la quercia fiorisce intorno a Casmaran e segna il passaggio tra anno crescente e anno calante.
La morte estiva del Re della Quercia aveva varie forme: bruciato vivo, accecato con un ramo di vischio o crocifisso su una croce a T.
L'idea di due divinità o di due re che combattono eternamente tra loro appare in molte culture. Ma se nelle mitologie più antiche il signore abbattuto risorgeva ogni anno, in modo che la luce e l'oscurità regnassero in equilibrio tra loro, in tutti questi miti più tardi, probabilmente per influenza dei culti solari legati alla regalità, la vittoria dei personaggi "luminosi" è sempre definitiva e la morte di quelli “oscuri” senza appello.
Nelle leggende riguardanti il duello eterno dei due re appare spesso una figura femminile che rappresenta la Dea, la quale non combatte, non si schiera e non soccombe ma costituisce un perno immobile tra le due figure, simbolo della Morte in Vita.
Infatti, anche se ora la terra è esuberante nella sua fertilità, è pur sempre uno zenith transitorio in cui la Natura presiede alla morte del Re della Quercia e all'insediamento del suo oscuro ma necessario gemello.
Un altro rito Solstiziale che riguarda il fuoco, prevede che si accenda un piccolo falò nel proprio giardino di casa, o anche all'aperto, la vigilia del solstizio, intorno al quale poi organizzare un piccolo festino con i propri amici, un altro ancora invece, prevede che si accendano delle candele rosse o dorate, e meditare sui significati della festa che si sta celebrando, ascoltando o suonando musica, leggendo poesie, sempre magari in compagnia di amici, o delle persone a noi care, e una volta giunta l'Alba, salutare il Sole dicendo
"Salute a te Sole nel giorno del tuo trionfo!" Sentiamo l'energia solare che pervade il mondo"
E ancora, un altro rito Solstiziale che necessitava del fuoco era il così detto "Rito dell'amore" i quale consisteva nell'accendere un fuoco, intorno al quale gli amanti si stringevano le mani, e si spargevano fiori gli uni sugli altri, per poi saltare sulle fiamme insieme. Questo secondo il rituale serviva a rafforzare il loro amore, mentre chi l'amore invece lo cercava, divinava.
Fonte
Gli ultimi pagani e la festa de Solstizio.