11/11/2025
SAN MARTINO
LA CHIESA, LA RUGA E IL FIASCO DI VINO
Oggi si festeggia S. Martino vescovo di Tours uno dei santi più venerati soprattutto nel Medioevo.
In Offida San Martino identifica un "locus" urbano ben definito e preciso che ogni offidano che si rispetti conosce; un luogo che assume le valenze di quartiere senza in realtà esserlo; una piccola comunità all’interno della più ampia offidana di cui gli abitanti si riconoscono facenti parte.
LA CHIESA: una piccola chiesetta era ancora presente nel Catasto Pio-Gregoriano, l’edificio occupava gran parte della piazzetta che all’epoca non aveva tale definizione urbanistica. In assenza di documenti sulla demolizione è probabile che quest’ultima sia collegata alla politica del neonato Stato italiano di risanamento dei costipati tessuti storici urbani per fini igienici e di ridimensionamento del potere territoriale della Chiesa che all’epoca costellava i centri abitati di chiese e oratori.
LA RUGA: una rua collega l’attuale Piazza Marconi con Via Garibaldi, la rua più stretta di Offida e probabilmente d’Italia. Spesso si associa l’origine del termine “ruetta” al francese “ruelle” (vicolo) ma in realtà entrambi derivano dal latino “ruga” nel significato di solco, di cui rua è una variante ridotta. Il termine è ancora in uso a Venezia (ruga giuffa, ruga rialto, ruga dei oresi) e veniva utilizzata per indicare una strada lineare e stretta, appunto come il solco di un aratro.
IL FIASCO DI VINO: una piccola statua del Santo veglia sulla piazzetta; S. Martino è raffigurato non nella più conosciuta iconografia di soldato romano a cavallo che taglia il proprio mantello per donarlo ad un povero ma nella sua versione vescovile, un’immagine in cui di solito il Santo è accompagnato da un’oca, per comprendere la presenza del pennuto dobbiamo però fare una piccola digressione storica. Leggenda vuole che delle oche starnazzanti tradirono il Santo mentre cercava di nascondersi in un pollaio per evitare di essere nominato vescovo. S.Martino muore l’8 novembre 397,tre giorni dopo si svolge il funerale che diventa quindi la ricorrenza ufficiale del Santo. Ma l’11 novembre coincideva con i festeggiamenti del capodanno contadino in cui si mangiava e beveva abbondantemente e siccome le oche avevano svelato il nascondiglio, l’oca divenne, suo malgrado, la protagonista culinaria dei festeggiamenti, come lo è ancora oggi in molte regioni italiane. Forse proprio per ovviare a questa assenza iconografica che, durante una delle cene che si svolgevano in questa piazzetta, di fianco alla statua venne messo un fiaschetto di vino (ancora visibile fino a qualche anno fa) rendendo il Vescovo di Tours un po’ meno solo e un po’ più Offidano.