Salvatore Delogu

Salvatore Delogu Questo è il mio piccolo spazio virtuale espositivo. Buona visione �

La cavità scura che attraversa il corpo, visibile frontalmente, introduce un senso di vuoto interiore, quasi una ferita ...
14/04/2026

La cavità scura che attraversa il corpo, visibile frontalmente, introduce un senso di vuoto interiore, quasi una ferita o un’assenza. Può essere letta come metafora della crisi tra fede e realtà, o del fallimento del raziocinio di fronte alla forza dell’illusione.

Prete, polistirolo cemento e ferro, 75 cm x 27 cm x 28 cm, 2026.

Un lungo bastone ricurvo in ferro accompagna la figura, richiamando chiaramente il ruolo del prete. Eppure non viene imp...
03/04/2026

Un lungo bastone ricurvo in ferro accompagna la figura, richiamando chiaramente il ruolo del prete. Eppure non viene impugnato con decisione: è inclinato, quasi instabile, come se anche l’autorità morale stesse vacillando.

Un dettaglio che parla chiaro, non siamo davanti a una guida sicura, ma a una figura che prova a riportare Don Chisciotte alla ragione… senza avere davvero il controllo.

Il prete, polistirolo, cemento e ferro, 75 cm x 27 cm x 25 cm, 2026.


#

Il “prete” di Don Chisciotte non è guida, ma presenza fragile. Seduto, consumato, svuotato: non impone, non corregge.Te...
03/04/2026

Il “prete” di Don Chisciotte non è guida, ma presenza fragile. Seduto, consumato, svuotato: non impone, non corregge. Tenta di riportare alla ragione, ma la sua voce si incrina nella materia stessa.

Qui la razionalità non salva. Osserva, resiste, e lentamente si lascia attraversare.
Anche chi prova a contenere la follia, finisce per abitarla.


E proprio in quell’immaginare si fa cavaliere — fragile, precario, ma irriducibile al peso del reale.Don Chisciotte, pol...
31/03/2026

E proprio in quell’immaginare si fa cavaliere — fragile, precario, ma irriducibile al peso del reale.

Don Chisciotte, polistirolo, cemento e ferro, 105 cm x 28 cm x 24 cm, 2026.

L’elmo sottile, quasi improvvisato, non protegge davvero — è segno più che difesa. La lancia accennata non è arma, ma di...
31/03/2026

L’elmo sottile, quasi improvvisato, non protegge davvero — è segno più che difesa. La lancia accennata non è arma, ma direzione. Anche il disco arrugginito, forse scudo, sembra già consumato da battaglie che esistono solo nella sua visione.

Questo Don Chisciotte giovane non combatte ancora: immagina.

Don Chisciotte, polistirolo, cemento e ferro, 105 cm x 28 cm x 24 cm, 2026.



🎨

Il giovane don Chisciotte appare ruvido e incompiuto, come se la materia stessa esitasse a definirlo. Non è ancora l’ero...
30/03/2026

Il giovane don Chisciotte appare ruvido e incompiuto, come se la materia stessa esitasse a definirlo. Non è ancora l’eroe, ma il momento prima: quando si sceglie di esserlo.

Il suo corpo scavato non mostra forza, ma tensione; il gesto non conquista, ma tende. È qui che nasce il cavaliere: non nell’armatura, ma nell’ostinazione a credere.

Don Chisciotte, polistirolo, cemento e ferro, 102 cm x 28 cm x 23 cm, 2026.

🎨

La morte, allora, si contrappone a questo discorso in modo ambiguo. Da un lato è dissoluzione totale: il corpo si sgreto...
20/03/2026

La morte, allora, si contrappone a questo discorso in modo ambiguo. Da un lato è dissoluzione totale: il corpo si sgretola, l’illusione non regge più. Dall’altro lato, è anche una liberazione dalla rigidità del ferro, dalla fissità dell’ossessione. Se la follia di Don Chisciotte era movimento — inseguire mulini, creare nemici, immaginare imprese — qui tutto si arresta. Il gesto si congela, la materia si spegne.

La scultura ci suggerisce che tra follia e morte non c’è opposizione netta: la prima è un tentativo estremo di restare vivi, la seconda è il punto in cui anche quel tentativo si esaurisce. E in quel corpo eroso, quasi indistinguibile dal blocco che lo ingloba, resta solo una traccia: l’eco di una battaglia che non era contro i mulini, ma contro il vuoto.

Don Chisciotte, polistirolo, cemento e ferro, 110 cm x 34 cm x 28 cm, 2026.



🎨

Il ferro diritto, rigido e ossidato, introduce una linea verticale che contrasta con la decomposizione del cemento. È in...
19/03/2026

Il ferro diritto, rigido e ossidato, introduce una linea verticale che contrasta con la decomposizione del cemento. È insieme lancia e sostegno, arma e stampella: simbolo di una volontà che resiste, ma ormai irrigidita, incapace di piegarsi alla realtà. L'elmo, sottile e metallico, sembra quasi scivolare via, come un’idea che non riesce più a stare in equilibrio.

Qui la morte non è un evento improvviso, ma un processo lento, sedimentato nella materia stessa. Non c’è dramma eroico: c’è un logoramento silenzioso, una perdita progressiva di consistenza. Don Chisciotte non combatte più i mulini a vento; sembra piuttosto confuso con essi, trasformato in una struttura immobile, consumata dal tempo.

Don Chisciotte, polistirolo, cemento e ferro, 110 cm x 34 cm x 28 cm, 2026.


Il Don Chisciotte appare come un corpo che sta scivolando fuori dalla vita. Il cemento, ruvido e corroso, richiama alla ...
18/03/2026

Il Don Chisciotte appare come un corpo che sta scivolando fuori dalla vita. Il cemento, ruvido e corroso, richiama alla materia in disfacimento: la carne appare fragile, quasi friabile, come se il tempo avesse eroso non solo il corpo ma anche l'identità.

La figura emerge a fatica da una massa verticale, quasi un blocco tombale da cui non riesce più a liberarsi. Il volto è indistinto, consumato, e la mano che stringe il lungo bastone di ferro arrugginito è scheletrica, più gesto che forza.

Don Chisciotte, polistirolo, cemento e ferro, 110 cm x 34 cm x 28 cm, 2026.

Don Chisciotte della Mancia non è soltanto un racconto epico o epistolare. È un’indagine profonda nella malattia mentale...
18/02/2026

Don Chisciotte della Mancia non è soltanto un racconto epico o epistolare. È un’indagine profonda nella malattia mentale, un viaggio nelle follie comuni, nella battaglia infinita tra corpo e mente, tra realtà e finzione, tra uomo e natura.

In questo progetto ogni scultura diventa un’analisi: di personaggi, di storie, di momenti. Ogni forma incarna una precisa relazione di causa ed effetto.

La materia diventa così il luogo visibile del conflitto. Perché ogni lotta, per esistere, ha bisogno di una forma.

"Toro", polistirolo, cemento, ferro e vite, 42 cm x 34 cm x 18 cm, 2026.


🇳🇱

Indirizzo

Nuoro

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Salvatore Delogu pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Salvatore Delogu:

Condividi

Digitare