Tessere a Nule

Tessere a Nule Rete di iniziative per Nule e Goceano: cultura, tradizioni, attività educative e accoglienza

Sono davvero felice di aver intrecciato la mia parte nella comunicazione visiva del progetto “T’Essere – ESISTERE – non ...
18/03/2026

Sono davvero felice di aver intrecciato la mia parte nella comunicazione visiva del progetto “T’Essere – ESISTERE – non finito – finito”.

Dico “intrecciato” perché anche chi progetta immagini, scrive e m***a contenuti lavora come al telaio, tirando un filo, sistemando una trama, cercando il ritmo giusto perché ogni elemento tenga insieme gli altri.

Lavorando insieme, T'ESSERE Esistere Non finito Finito ha realizzato una buona visibilità su stampa e in televisione, regionale e nazionale. E sui social abbiamo raccontato una storia autentica, fatta di persone, gesti e memoria: contenuti che continueranno a vivere anche nel blog del sito, perché le cose costruite bene meritano durata.

In queste settimane abbiamo fatto vibrare nell’aria "Sa Fressada", il simbolo della vita dei tappeti di Nule. La risposta è stata potente: oltre 360.000 visualizzazioni organiche, senza sponsorizzazioni.

La tessitura digitale con ordito e trama di immagini, parole, audio, memoria, è andata oltre il tempo dell’incarico, perché il materiale prodotto è stato ampio e stratificato con audiovisivi, testi originali, traduzioni e adattamenti di contenuti provenienti da archivi e banche dati legate alla storia di Nule. È il percorso che seguiamo in ogni progetto con il Direttore Artistico Angelo Ziranu: studiare, ascoltare, intervistare, valorizzare la comunità. Sempre.

Oggi questo lavoro è, come un tappeto, arrivato al “taglio”, è online, sulle pagine social e sul sito. È già memoria ed è una buona base di informazioni.

Ringraziamo tutti per la collaborazione, per la cura e per aver scelto di lavorare insieme con un unico cuore, quando competenze diverse si muovono nella stessa direzione, la trama si vede. E resta.

Cuore e pettine che batte sul telaio sono la musica di Nule… che continua.

Marina Bertozzi – Comunicazione e Marketing | NYA Design

Espone a “T’ESSERE – Esistere, non finito, finito” un’eccellenza del legno: B&B Bitti Arredamenti, falegnameria artigian...
16/03/2026

Espone a “T’ESSERE – Esistere, non finito, finito” un’eccellenza del legno: B&B Bitti Arredamenti, falegnameria artigiana di Nule
Mobili di tradizione (cornici, bugne, proporzioni “di casa”) che però si accendono di contemporaneo grazie a un’idea poetica: inserire la tessitura dentro il mobile.
Una fascia tessuta che diventa dettaglio architettonico su una porta, un pannello decorativo che entra in testate, armadi, vetrine, letti, tavolini. Il legno resta solido e rassicurante, ma la trama aggiunge colore, identità e racconto, come un “segno di Nule” che abita gli interni e dialoga con l’esterno.
È un modo creativo di fare design territoriale, far agire la tradizione dentro forme durevoli, su misura, pensate per la vita quotidiana.
L’azienda di famiglia è stata avviata nel 1934, oggi è portata avanti da Gian Piero Bitti ed è specializzata in arredo su misura e lavorazioni in legno (mobili, infissi, complementi).
📍Se passate in zona, vale la visita: laboratorio e spazi espositivi a Nule, lungo la Strada Provinciale Nule–Bitti (Km 0,5).

Nei dintorni di Nule c’è un ristorante che il paese sente “di casa”: Montrigos. Un punto di riferimento per il territori...
14/03/2026

Nei dintorni di Nule c’è un ristorante che il paese sente “di casa”: Montrigos. Un punto di riferimento per il territorio, perché qui si viene per mangiare sano e bene, ma anche per respirare quella accoglienza gentile e autentica che appartiene al Goceano
I proprietari, Ginetto e Bastianina (di Nule), hanno costruito negli anni un luogo dove la tradizione sarda incontra una cucina curata, fatta di ingredienti di qualità. Un modo concreto di raccontare il territorio: dal piatto, dalla stagionalità, dalla cura con cui si riceve
Una bella chiacchierata con Ginetto diventa spesso un piccolo viaggio: Nule e le sue tradizioni, storie di comunità e di turismo locale che passa di qui da tempo. Montrigos accoglie dal 2003, lavorando con costanza e professionalità per chi visita il Goceano e per chi lo vive tutto l’anno, ospitando anche matrimoni, compleanni ed eventi del territorio.
📌 È necessario prenotare prima.
📍 Indirizzo: Strada Provinciale 10m, Località Montrigos, 07010 Nule (SS).

A Nule e in Sardegna la pietra è materiale, carattere, durata, identità.Tra gli artigiani del paese Michele - lavori in ...
12/03/2026

A Nule e in Sardegna la pietra è materiale, carattere, durata, identità.
Tra gli artigiani del paese Michele - lavori in granito - è presenza che racconta un sapere concreto: tagliare, rifinire e dare forma a un elemento nato per stare “fuori”, ma oggi sempre più protagonista anche dentro casa.
Il granito, qui, è tradizione e innovazione insieme:
- tradizione, perché in Sardegna la cultura del granito è legata a territori di cava e di mestiere e a una manualità che ha costruito soglie, scale, pavimenti, portali.
- innovazione, perché oggi la lavorazione dialoga con design e architettura: superfici più pulite, finiture contemporanee, pezzi su misura per cucine, bagni, rivestimenti, soglie e arredi da esterno.
Il granito, lavorato bene, è eterno È la stessa essenza che ritrovi su una soglia consumata dal tempo e su un top contemporaneo: cambia il contesto, ma resta la sensazione di solidità “vera”, quella che non passa di moda perché è preziosa.

Ispirato all’eleganza magnetica di Bettina Graziani, l’abito interpreta il fascino sofisticato degli anni Settanta attra...
10/03/2026

Ispirato all’eleganza magnetica di Bettina Graziani, l’abito interpreta il fascino sofisticato degli anni Settanta attraverso una cascata di paillettes nelle profonde tonalità del blu. I riflessi cangianti evocano le acque cristalline della Costa Smeralda, richiamando l’atmosfera esclusiva e luminosa di Porto Cervo, dove moda, luce e mare si incontrano in un immaginario di raffinata mondanità. ✨🌊 Giuseppe Manca Sartoria M23 Nule

Nella mostra "T’ESSERE – Esistere, non finito, finito", tra lana, telai e simboli, ha destato interesse anche un’altra f...
10/03/2026

Nella mostra "T’ESSERE – Esistere, non finito, finito", tra lana, telai e simboli, ha destato interesse anche un’altra forma di arte: quella sartoriale. In questa foto lo racconta un abito da sera che cattura la luce, blu profondo e scintillante, elegante senza eccessi: presenza scenica e misura insieme.

È il lavoro di *"Sartoria M23 di Giuseppe Manca" (Nule), realtà citata tra i partecipanti della rassegna insieme alle eccellenze artigiane del territorio.
Qui la creatività idea, design, taglio, "caduta del tessuto", proporzioni, dettagli costruiti per valorizzare chi lo indossa. La sartoria realizza capi su misura per donna e uomo, compresi abiti da cerimonia e da sera, con un approccio artigianale che trasforma un vestito in un pezzo unico.

L’abito sartoriale nasce come nasce un’opera: prova dopo prova, gesto dopo gesto, fino a quando la forma “sta” — naturale, armonica, personale. E in una mostra come T’ESSERE, questa presenza è un messaggio chiaro: a Nule l’artigianato è stile contemporaneo, capace di eleganza e carattere.

08/03/2026

BUON 8 MARZO DA NULE >>>>>> la fiamma, nei tappeti di Nule, è un segno che vive. Lo riconosci subito per quel ritmo di “V” che si cercano e si allontanano, per il rombo che si apre e si richiude come un respiro. È una geometria che arriva da un tempo lontano e che non si è mai fermata: vibra. ✨
In tradizione, è un buon augurio di prosperità: un piccolo “sì” alla vita, ripetuto punto dopo punto. Nella ripetizione del segno c’è il ciclo delle le stagioni, le gravidanze della terra, le attese, i ritorni. Nel suo “battito” c’è una presenza antica, la capacità di generare, proteggere, ricominciare.La fiamma porta nel tessuto una verità semplice e potente: la vita è movimento, è alternanza, è energia che cambia colore e intensità… ma non si spegne. 🌿
E allora buon 8 marzo a tutte le donne: in particolare a Sara Manca, per il contributo nella correzione di questo post che era uscito con un errore importante! scambiare competenze, è non lasciare sole le compagne. Grazie Sara Manca! La fiamma ci ricorda che il femminile è forza e gentilezza, vibrazione della vita, respiro, continuità. È il modo in cui un paese intero, attraverso le sue tante tessitrici, dice "noi siamo qui" — e il simbolo della vita passa da queste mani. 💛

A Nule l’arte  circola, si appoggia ai muri, entra nelle sale, dialoga con la tessitura e con la memoria del paese.Alla ...
07/03/2026

A Nule l’arte circola, si appoggia ai muri, entra nelle sale, dialoga con la tessitura e con la memoria del paese.
Alla mostra T’ESSERE – Esistere, non finito, finito, accanto ai tappeti e ai gesti del telaio, abbiamo avuto il piacere di incontrare anche lo sguardo pittorico (e la mano artigiana) di Gianfranco Dessena, pittore e intagliatore del legno.

Nelle sue tele c’è una Sardegna vissuta:
– il ritratto quasi confessionale, “Mio nonno”, dove la luce sembra nascere dal silenzio che onora affetto e rispetto;
– la natura morta tanto vivida con uva, melagrana e un calice di vino, che profuma di festa e di stagione;
– la scena in movimento, cavalli e polvere, energia e tradizione popolare.

Dimostra che la creatività a Nule è plurale. Il filo della lana tiene insieme comunità, mestieri e linguaggi diversi—e quando la pittura e l’intaglio del legno entrano in questa trama, il racconto del paese diventa ancora più ricco.

05/03/2026

A Nule le scarpe in vera pelle…

— "Ma lo sai che a Nule ci sono artigiani della scarpa che ricevono clienti da tutta l’Isola e anche dal Continente?"— I nuovi amici di Nule, tra un racconto e l’altro, mi parlano di maestri e arti antiche: tra queste, le scarpe per i pastori — particolari, resistentissime — realizzate su misura, come si faceva una volta, e come si dovrebbe fare sempre quando c’è di mezzo la qualità.
Ci arrivo quasi di sera, entrando nella bottega di Giuseppe Dore, a fine giornata, dopo la mostra di T’Essere. Appena dentro, sembra di entrare in un piccolo universo: forme, ritagli, modelli appesi alle pareti, sugli scaffali pezzi finiti, gambales in lavorazione, cinture e borse che ti fanno ve**re voglia di chiedere, toccare, capire. Giuseppe è accogliente, allegro, di quelli che ti mettono a tuo agio subito.
E poi, in un angolo, vedo delle scarpette piccolissime.
Giuseppe le indica e sorride:
— “Guarda quelle scarpe piccoline, appese all’angolo dello scaffale… Sono di mio figlio quando era piccolo, le tengo lì che me le guardo così mi ricordo…”—
Le prende e le appoggia sul bancone, fiero. Sono scarpe da pastore in miniatura. Mi colpiscono le cuciture: solide, precise, e si vede che sono state usate davvero, piene di vita e di storie.
Sulla parete ci sono anche fotografie di persone famose passate di qui a farsi fare un paio di scarpe artigianali vere — anche se non fanno i pastori. Attori, cantanti… Giuseppe sorride: è felice che siano venuti, e soprattutto che siano usciti contenti con qualcosa di originale, unico, e anche “possibile” nel prezzo.
E allora mi viene spontaneo pensare a quante scarpe “simili” si vedono in giro, prodotte in serie, vendute a cifre assurde solo perché firmate. Qui invece c’è una linea semplice, un design antico che non passa mai: sta benissimo sotto un completo di lana e un bel cappotto, e te le immagini a Londra o a New York con qualsiasi meteo, con addosso quella fierezza silenziosa di appartenere alla gente sarda.
Mi sa che porterò i miei figli a Nule. Mi piace l’idea che abbiano anche loro un paio di scarpe così: un oggetto utile, bellissimo, e un distintivo delle nostre radici nell’Isola. Certo sarà un prova per il maestro, ormai portano il numero 46...
Prima di andare via, Giuseppe mi lancia un’ultima sorpresa, con la leggerezza di un gioco:
— “Lo sai come si fa un laccio? Aspetta che te lo faccio vedere!”
E io resto lì, con la meraviglia addosso.
Lo sapete come si fa un laccio? Riconoscete i personaggi nelle fotografie sulle pareti? E voi cosa scegliereste: un paio di scarpe su misura e unico, o quelle firmate che abbondano nelle vetrine delle città ma ce l'hanno tutti?
Nule, davvero, è in un posto di artigiani veri.

Io c’ero, io ci sono.Tra le faccende quotidiane — la famiglia, il lavoro — ci ritagliamo sempre qualche minuto per scamb...
03/03/2026

Io c’ero, io ci sono.

Tra le faccende quotidiane — la famiglia, il lavoro — ci ritagliamo sempre qualche minuto per scambiarci quattro chiacchiere, passando di casa in casa, come si fa qui: con naturalezza, con affetto.

Da quando, con T’Essere, abbiamo un nuovo ritmo di lavoro, mi accorgo che guardiamo con occhi diversi le immagini che arrivano dalla storia. Oggi sono passata a casa di Antonia Dettori e ho notato una fotografia bellissima: le tessitrici riunite attorno al telaio grande, quello speciale, unico, che si trova a Nule. Le ho chiesto se potevo fotografarla… e Antonia, con la sua gentilezza, ha detto sì.

In quello scatto ci sono donne di tutte le età: le più esperte e le allieve, insieme, in cooperazione e con serietà. Le giovani crescono nella sapienza, le più grandi accettano nuove sfide. E in mezzo, quel dialogo semplice che tiene viva un’arte:

— “Guarda che nuova tecnica ho sperimentato!”
— “Che bella… come si fa?”
— “Mi insegni?”

Il primo posto della riunione è sempre lui: il grande telaio. Il secondo è la Casa I.S.O.L.A., che custodisce telaio e tessitrici, mani e memoria.

Grazie, Antonia Dettori, per aver condiviso con tutti questo tesoro.

Loredana Pinna, tessitrice

Indirizzo

Via Roma, 12
Nule
07010

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