17/01/2026
La festa finisce sempre così: non con una morale, ma con un vuoto da decifrare.
I partecipanti tornano a casa portando addosso l’odore del fumo, che è una forma arcaica di linguaggio. Non parla, ma allude. Non spiega, ma ricorda.
Sotto la cenere c’è un patto tacito: che il fuoco tornerà, che qualcuno ricostruirà il segno, che la comunità si riconoscerà ancora una volta intorno a una fiamma sapendo, questa volta come le altre, che non è eterna e proprio per questo necessaria.
La festa si chiude.
Il testo resta aperto.