08/06/2020
Vi segnaliamo un post da parte di lineevaganti 🙌🏼
MEDIETÀ
Di solito o si analizzano i capolavori o i fallimenti completi, ma non si parla spesso delle cose medie, che sono poi la coda dello sviluppo culturale. In questa coda le cose sono più chiare ed evidenti, si presentano alla vista senza bisogno di radiografie. Se volessimo continuare con la metafora animalesca, dovremmo ammettere che questo animale è un po' tutto-coda ma, bestiarii a parte, iniziamo il nostro viaggio nella medietà.
Skam è un fenomeno troppo grande per essere ignorato. Ci dice molto sui tipi di narrazione, sulle piccole produzioni e sulle scommesse.
Skam Italia, come si può intuire, fa parte di un franchise. Dall'originale webserie norvegese, in Italia è prodotta da TimVision, che lascia piena libertà e 20.000€ (molto pochi, a dire il vero) a Ludovico Bessegato (regista, produttore e sceneggiatore, anno '83).
Senza pubblicità, cominciano a essere pubblicati estratti di messaggi e brevi clip (come se venissero condivisi dagli stessi personaggi) sul sito ufficiale e poi su Instagram, per una distribuzione dal basso fondata sull'estremo realismo. Poi arriva Netflix con le sue quattro stagioni e Skam Italia esplode.
I meriti di questa serie sono: 1) la partenza dal basso: prova che un'idea vincente può conquistare il grande pubblico con un budget ridicolo; 2) l'iper-realismo: i dialoghi, frutto di ore ed ore di interviste a soggetti target, sono estremamente naturali, così come la recitazione (vd. sotto). Spesso non vanno da nessuna parte, ma il fatto che ne sia rimasto intrattenuto mi ha stupito. I momenti di amicizia e chiacchiera non-sense mi hanno fatto sentire partecipe alla narrazione. Potrebbero benissimo essere video "rubati" a situazioni reali. Ecco, è questa forma ad avermi stupito. Penso che lascerà qualcosa e ispirerà altri autori. 3) è una delle poche serie italiane discrete dell'epoca Netflix, il che dovrebbe già essere motivo di interesse per gli appassionati di cinema.
Le pecche: 1) la recitazione a tratti ingenua, che paga il prezzo della naturalezza; 2) ho ben 3 anni più dei protagonisti, quindi che ne posso sapere, ma rappresentare gli adolescenti come pure e semplici macchine sentimentali mi sembra riduttivo; 3) personaggi appiattiti. Nota personale: un personaggio non è interessante perché è gay o perché è musulmano. Un personaggio è interessante perché fa cose. È pericoloso rappresentare personaggi outsiders (che per fortuna lo sono sempre meno) solamente per il fatto di essere outsiders. Mi ci vuole altro affinché abbiano senso.
Tommaso