Fondazione Rossi

Fondazione Rossi La Fondazione Rossi nasce nel 2018 come un’iniziativa familiare, per volontà del fondatore Ing.
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Luigi Rossi, come naturale conseguenza di un impegno decennale nella promozione dell’arte e della cultura.

𝐃𝐄𝐂𝐋𝐈𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐀𝐍𝐃𝐈𝐍𝐄𝐏𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐢𝐥𝐞𝐧𝐢 𝐞 𝐚𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢: 𝐝𝐚 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐚 𝐆𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐬𝐬𝐢, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐞Sabato...
27/08/2026

𝐃𝐄𝐂𝐋𝐈𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐀𝐍𝐃𝐈𝐍𝐄
𝐏𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐢𝐥𝐞𝐧𝐢 𝐞 𝐚𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢: 𝐝𝐚 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐚 𝐆𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐬𝐬𝐢, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐞

Sabato 19 settembre 2026 alle ore 11.00, presso il Centro di Cultura Villa Brivio, in Piazzetta Vertua Prinetti 4 a Nova Milanese, inaugura la mostra “𝐃𝐄𝐂𝐋𝐈𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐀𝐍𝐃𝐈𝐍𝐄. 𝐏𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐢𝐥𝐞𝐧𝐢 𝐞 𝐚𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢: 𝐝𝐚 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐚 𝐆𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐬𝐬𝐢, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐞”, con opere provenienti dalla Fondazione Rossi.

L’esposizione, inserita nella Sezione progetti internazionali e speciali del 67° Premio Internazionale Bugatti-Segantini, propone un viaggio attraverso alcune delle esperienze più significative dell’arte contemporanea cilena e argentina, mettendo in dialogo maestri del Novecento e protagonisti delle generazioni successive.

La mostra assume inoltre un particolare valore nel ricordo di Julio Le Parc, maestro dell’arte ottica e cinetica internazionale, scomparso a Parigi il 30 maggio 2026 all’età di 97 anni.

Una selezione di circa venti opere, tra dipinti, grafiche d’arte e disegni, provenienti dalla collezione della Fondazione Rossi, offre al pubblico l’opportunità di attraversare oltre mezzo secolo di ricerca artistica sudamericana, evidenziandone i rapporti con le principali esperienze europee e internazionali.

Un percorso tra Cile, Argentina ed Europa
Curata da Massimo Bignardi, la mostra prende avvio dalle opere di alcuni dei principali artisti cileni e argentini che hanno segnato il dibattito artistico degli anni Cinquanta e Sessanta.

Tra questi il cileno Roberto Sebastián Matta Echaurren, protagonista dell’ultima grande stagione del Surrealismo, e gli argentini Horacio Garcia Rossi e Julio Le Parc, figure centrali del GRAV – Groupe de Recherche d’Art Visuel, collettivo fondato a Parigi nel 1960 e protagonista delle sperimentazioni sull’arte ottica, cinetica e sulla percezione visiva.

Le Parc, in particolare, è stato una delle personalità più influenti dell’arte cinetica internazionale e tra i fondatori del GRAV insieme, tra gli altri, allo stesso Garcia Rossi.

Il percorso prosegue attraverso le opere di artisti affermatisi sulla scena espositiva tra gli anni Settanta e Novanta, fino ad arrivare ad alcune delle espressioni più recenti della ricerca contemporanea sudamericana.

Sono presenti lavori di Roly Arias, Ciro Beltran, Maria Laura Buccianti, Marisa Caichiolo, Cristian Calderon, Cristina Chetti, Alberto Díaz Parra, Roberto Urbina Gajardo, Alejandro “Mono” González, Angélica Rochón, Mercedes Ruiz de los Llanos, Jorge Sarsale e Carlos Varga.

Dall’astrazione alla condizione postmoderna
Uno degli elementi centrali dell’esposizione è il confronto tra linguaggi profondamente differenti.

Alle ricerche sull’astrazione, sulla luce, sul colore e sulla percezione sviluppate dai protagonisti delle avanguardie sudamericane del secondo Novecento si affiancano infatti le esperienze degli artisti delle generazioni successive.

Tra queste emerge la ricerca del cileno Alberto Díaz Parra, pittore, poeta, musicista e promotore culturale, interprete di una personale declinazione del concretismo astratto, mentre l’argentino Jorge Sarsale orienta il proprio lavoro verso una dimensione maggiormente gestuale, vicina alle esperienze dell’Informale.

Il panorama si amplia ulteriormente con gli artisti nati prevalentemente tra gli anni Sessanta e la metà degli anni Settanta, protagonisti di una stagione che si sviluppa pienamente negli anni Novanta, all’interno di quella che il filosofo Jean-François Lyotard ha definito “condizione postmoderna”.

La figurazione torna ad assumere un ruolo centrale, nutrendosi di suggestioni provenienti dalla Transavanguardia italiana, dal nuovo realismo americano e dalle riflessioni contemporanee sull’identità, sul genere e sulla società.

L’installazione di Marisa Caichiolo
Chiude idealmente il percorso espositivo “Under the Skyn: Emptiness” di Marisa Caichiolo, artista, curatrice e promotrice culturale attiva a livello internazionale.

La sua ricerca multidisciplinare attraversa installazione, fotografia, tessile, performance e videoarte, affrontando temi quali memoria, migrazione, identità femminile e vulnerabilità del corpo.

Nelle sue opere il concetto di “pelle” diventa spesso metafora delle trasformazioni personali e collettive, facendo dell’arte uno strumento di connessione, confronto e partecipazione tra comunità provenienti da differenti contesti geografici e sociali.

Le opere della Fondazione Rossi
La mostra nasce dalla significativa raccolta di opere sudamericane conservata dalla Fondazione Rossi, formatasi nel corso di oltre un decennio attraverso progetti e rapporti culturali sviluppati in America Latina.

Come ricorda il curatore Massimo Bignardi, la selezione permette di mettere in evidenza il ruolo di personalità quali Matta, Garcia Rossi e Le Parc e, al tempo stesso, di osservare come il rapporto tra la cultura artistica sudamericana e quella europea abbia prodotto esperienze profondamente innovative.

Nel caso di Matta, il dialogo con l’Europa passa attraverso Parigi e l’incontro con il Surrealismo, per proseguire negli Stati Uniti e successivamente in Italia. Per Garcia Rossi e Le Parc il punto di riferimento diviene invece la ricerca dell’art visuel, nella quale luce, movimento e colore acquistano una funzione strutturale e trasformano il rapporto tra opera e spettatore.

“Declinazioni Andine” offre così uno sguardo articolato sulla storia e sul presente dell’arte latinoamericana, mettendo in relazione generazioni, linguaggi e sensibilità differenti e restituendo la vitalità di una scena artistica che ha avuto, e continua ad avere, un ruolo importante nel panorama internazionale.

INFORMAZIONI
DECLINAZIONI ANDINE
Pittori contemporanei cileni e argentini: da Matta a Garcia Rossi, alle espressioni postmoderne

Opere della Fondazione Rossi

Centro di Cultura Villa Brivio
Piazzetta Vertua Prinetti, 4
Nova Milanese

Inaugurazione:
Sabato 19 settembre 2026, ore 11.00

Apertura mostra:
da martedì a sabato, dalle ore 9.00 alle 18.00
Lunedì chiuso
Disponibile fino al 17 ottobre

L’esposizione rientra nella Sezione progetti internazionali e speciali del 67° Premio Internazionale Bugatti-Segantini.

𝗗𝗘𝗖𝗟𝗜𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗔𝗡𝗗𝗜𝗡𝗘: 𝗟’𝗔𝗥𝗧𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢𝗥𝗔𝗡𝗘𝗔 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔 𝗥𝗢𝗖𝗖𝗔 𝗗’𝗘𝗩𝗔𝗡𝗗𝗥𝗢Il Castello di Rocca d’Evandro si conferma luogo di cu...
07/08/2026

𝗗𝗘𝗖𝗟𝗜𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗔𝗡𝗗𝗜𝗡𝗘: 𝗟’𝗔𝗥𝗧𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢𝗥𝗔𝗡𝗘𝗔 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔 𝗥𝗢𝗖𝗖𝗔 𝗗’𝗘𝗩𝗔𝗡𝗗𝗥𝗢

Il Castello di Rocca d’Evandro si conferma luogo di cultura, incontro e dialogo internazionale con l’apertura della mostra 𝗗𝗲𝗰𝗹𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗔𝗻𝗱𝗶𝗻𝗲 – 𝗣𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗶𝗹𝗲𝗻𝗶 𝗲 𝗮𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶: 𝗱𝗮 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗮 𝗚𝗮𝗿𝗰𝗶𝗮 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗶, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗺𝗼𝗱𝗲𝗿𝗻𝗲. 𝗢𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮 𝗝𝘂𝗹𝗶𝗼 𝗟𝗲 𝗣𝗮𝗿𝗰, a cura del 𝗣𝗿𝗼𝗳. 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗕𝗶𝗴𝗻𝗮𝗿𝗱𝗶.

L’inaugurazione, ospitata presso il 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼, ha richiamato cittadini, appassionati, rappresentanti delle istituzioni e numerosi ospiti, dando vita a un momento di grande partecipazione dedicato all’arte contemporanea.

Il percorso espositivo del 𝗠𝗮𝗥Ǝ – 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱’𝗔𝗿𝘁𝗲 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗮 si arricchisce così di un nuovo importante capitolo. Le opere provenienti dalla 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗶 accompagnano il pubblico attraverso esperienze, linguaggi e protagonisti della ricerca artistica cilena e argentina, fino all’omaggio dedicato a 𝗝𝘂𝗹𝗶𝗼 𝗟𝗲 𝗣𝗮𝗿𝗰, tra le figure più autorevoli dell’arte cinetica internazionale.

Un progetto che rafforza la vocazione culturale del Castello e il percorso intrapreso dall’𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 per valorizzare Rocca d’Evandro attraverso iniziative capaci di creare nuove occasioni di conoscenza, partecipazione e confronto.

[ph. Comune di Rocca d'Evandro]

07/08/2026
Domenica 2 agosto alle ore 11:30, presso le sale del piano nobile del Castello medioevale di Rocca d’Evandro, la sindaca...
20/07/2026

Domenica 2 agosto alle ore 11:30, presso le sale del piano nobile del Castello medioevale di Rocca d’Evandro, la sindaca dott.ssa Emilia Delli Colli, inaugura la mostra 𝐃𝐄𝐂𝐋𝐈𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐀𝐍𝐃𝐈𝐍𝐄. Pittori contemporanei cileni e argentini: da Matta a Garcia Rossi, alle espressioni postmoderne, proposta come Omaggio a Julio Le Parc, artista argentino scomparso di recente. Una selezione di venti opere, tra dipinti, grafiche d’arte e disegni provenienti dalla collezione della Fondazione Rossi.

L’esposizione promossa dal Comune di Rocca d’Evandro, in collaborazione con la Fondazione Rossi e i partner culturali Associazione Culturale Ars-Ubivitae, Associazione Flangini e il sostegno della CIACCIO ARTE Broker Insurance Group, segna un ulteriore passo in avanti del Museo d’Arte di Rocca d’Evandro (MARꓱ), inaugurato alla fine del 2024, che apre all’internazionalizzazione dell’offerta culturale, tessendo rapporti e progetti di collaborazione con Fondazioni di grande prestigio. È un’apertura che si propone come contributo all’attuale scenario dell’arte contemporanea, sollecitando una riflessione che, in particolare in questi momenti così difficili che vive la società, l’arte possa dare un suo concreto contributo.

Curata da Massimo Bignardi, la mostra disegna un percorso espositivo che parte dalle opere dei principali artisti cileni e argentini che hanno segnato, con le loro esperienze, il dibattito artistico nel corso degli anni cinquanta e sessanta: il cileno Sebastián Matta Echaurren, protagonista dell’ultima stagione del Surrealismo e gli argentini Horacio Garcia Rossi e Julio Le Parc importanti interpreti all’interno del GRAV (Groupe de Recherche d’Art Visuel), attivo a Parigi dal 1960 al 1968. Seguono le opere di artisti comparsi sulla scena espositiva tra gli anni Settanta e Ottanta, nonché alcune giovanissime presenze: Roly Arias, Ciro Beltran, Maria Laura Buccianti, Marisa Caichiolo, Cristian Calderon, Cristina Chetti, Alberto Díaz Parra, Roberto Urbina Gajardo, Alejandro “Mono” Gonzáez, Angélica Rochón, Mercedes Ruiz de los Lianos, Jorge Sarsale, Carlos Varga.

“Una nuova proposta espositiva, una nuova lettura di quanto accade nel mondo dell’arte contemporanea – afferma Emilia Delli Colli sindaco di Rocca d’Evandro – con lo sguardo, in questa occasione, rivolto alle pagine della storia e del presente in due scenari artistici dell’America latina: il Cile e l’Argentina. Un progetto resosi realtà grazie alla disponibilità della Fondazione Rossi e, in particolare, all’ing. Luigi Emanuele Rossi che, sull’immediato ha accolto la proposta avanzata dai professori Massimo Bignardi e Franco Marrocco, i due artefici del MARƎ. In poco meno di due anni, la realtà del Museo d’Arte all’interno del nostro Castello è diventata una realtà, un corpo attivo che, pian piano, registra riscontri d’interesse per quanti scelgono di visitare la nostra cittadina”. “Qualche anno fa, nel corso di preparazione della mostra dedicata agli aspetti dell’arte contemporanea a Cuba, – scrive Bignardi – Luigi Rossi, al tempo presidente della Fondazione, mi mostrò solo l’elenco delle opere che per oltre un decennio sono state attentamente collezionate attraverso i vari progetti che la Fondazione ha realizzato in Sud America. Ne abbiamo parlato a lungo ed oggi siamo alla verifica, proponendo una selezione di opere di artisti cileni e argentini. È evidente che dall’elenco balzano agli occhi i nomi di Sebastián Matta Echaurren, di Haracio Garcia Rossi e, in particolare, di Julio Le Parc che ci ha lasciato di recente. Ed è stata proprio la scomparsa di quest’ultimo ad animare e accelerare la realizzazione di questa mostra che, proponendo alcuni lavori di grafica legati al suo periodo di adesione al Groupe de Recherche d’Art Visuel, sollecita una riflessione di quanto siano stati intensi i rapporti di questi artisti con la cultura europea. Per Matta l’approccio nell’ambito del Surrealismo è attraverso la sua formazione artistica dapprima a Parigi, ove incontra la ‘brigata’ storica del movimento animato da Breton, poi New York negli anni dell’affermazione dei nuovi linguaggi, infine l’Italia, con i lunghi soggiorni nelle isole Eolie. Garcia Rossi e Le Parc sono punte di diamante delle esperienze dell’art visuel. Le Parc, scrive Jorge Romero Brest, è “certo il più importante dei nostri cinetici, per quella coerenza tra pensiero e azione che è propria del vero artista e che oggi è particolarmente apprezzabile […]”. Il contributo che Garcia Rossi ha dato al movimento è stato l’aver conferito all’impianto compositivo un maggior dinamismo, attraverso una costruzione di “luce-colore”. “In questa ricerca, – osserva l’artista parlando delle opere realizzate dopo la fine degli anni settanta – il colore non si manifesta né come elemento decorativo in sé, né come varietà di colori mescolati, bensì come un insieme volto a creare una nuova struttura di visualizzazione: la luce-colore.”

Il percorso espositivo prosegue ponendo attenzione alla generazione di artisti apparsa tra gli anni settanta e novanta sulla scena espositiva nazionale e internazionale. Tra questi vanno segnalati: il cileno Alberto Díaz Parra, pittore, poeta, musicista e promotore culturale da poco scomparso, artefice di una particolare declinazione di un, seppur tardivo, concretismo astratto; l’argentino Jorge Sarsale maggiormente interessato ad un gestualismo proprio della stagione informale. Il panorama si amplia con le tele di artisti in gran parte nati tra gli anni sessanta e la metà dei Settanta, quindi una generazione che inizia ad esporre nel corso degli anni novanta, nel pieno di quello che Jean-François Lyotard ha definito “condizione postmoderna”. Prevale una pittura di figurazione che, per più aspetti, sembra aver attinto linfa sia dalla Transavanguardia italiana, sia dal Nuovo realismo americano, dal Queerness e Genere: declinazioni che sono ben evidenti nelle opere del cileno Cristian Calderon, delle argentine Angélica Rochón (classe 1951), Maria Laura Buccianti, Mercedes Ruiz de los Llanos, tutte nate nel 1972.

Chiude il percorso l’installazione Under the Skyn: Emptiness, di Marisa Caichiolo, curatrice d’arte, artista e promotrice culturale attiva a livello internazionale, co-curatrice del Padiglione cileno della Biennale in corso. Attraverso il suo lavoro promuove l’arte come strumento di connessione culturale, confronto e partecipazione tra comunità provenienti da differenti contesti geografici e sociali. La sua pratica artistica multidisciplinare comprende installazione, fotografia, tessile, performance e videoarte: le sue opere affrontano temi come memoria, migrazione, identità femminile e vulnerabilità del corpo, utilizzando spesso il concetto di “pelle” come metafora delle trasformazioni personali e collettive”.

La mostra resterà aperta fino a domenica 6 settembre 2026. L’INGRESSO È GRATUITO

11/06/2026

WOW, manca davvero pochissimo!
Ecco alcune informazioni utili, per arrivare in Villa Brivio pronti e carichi:

Apertura reception
Dalle ore 18:30

Preparazione e allestimento dei tavoli
Dalle 18:30 alle 20:00

Cena in Bianco
Dalle 20:30 alle 23:30 circa

Come da tradizione, la serata avrà inizio con il suggestivo sventolio dei tovaglioli bianchi e non prima!

Disallestimento e pulizia
Dalle 23:30 alle 24:00

Non ti sei ancora registrato? registrati qui: https://cenaconlarte.eventbrite.it

08/06/2026

Un bilancio di questi quattro anni con il professore Massimo Bignardi

06/06/2026

Inaugurato il 67esimo Premio Segantini. Riccardo Guarneri

05/06/2026

Il 13 giugno si avvicina e cosi in questi giorni vi ricorderemo alcune delle principali regole della cena:

REGOLA - 1
Per la tavola: tovaglie e tovaglioli bianchi di stoffa, stoviglie di ceramica bianche, bicchieri di vetro, posate in metallo, caraffe e decanter. Insomma ragazzi, niente stoviglie usa e getta!!

L’evento è aperto a tutti: adulti, bambini e amanti dell’arte! Non mancare!
𝐈𝐒𝐂𝐑𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈: https://cenaconlarte.eventbrite.it

Indirizzo

Via Garibaldi, 1
Nova Milanese
20834

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