18/06/2026
Comel 2025
Sulla struttura severa e massiccia dei legni orizzontali, ho inserito una successione ordinata di sottili barrette, ottenute modellando delle lamine di alluminio. Nella trama geometricamente risolta, le strisce metalliche si dispongono in fila, con andamento ortogonale e paiono offrire il loro sostegno, come in un rito sacrificale, al carico dell’ intero impianto e allo stesso tempo, pur con la loro fragilità e misura, vanno a tessere forti legami con il corpo sottostante. Quasi come in marcia procedono in silenzio come soldati accompagnati dalle loro storie, dai loro pensieri, dai loro ricordi di speranza, di tenacia e di meraviglia, superando i tempi vuoti scanditi dagli intervalli dei lievi sfolgorii. Il tema centrale del mio lavoro rimane l’unione, il coinvolgimento di tutti come esseri umani, complessi nella nostra diversità, uguali quando uniamo le nostre forze per un fine comune. Dovremmo assomigliare all’alluminio: è leggero ma noto per la sua resistenza, non c’è timore nel mostrarsi nelle sue fragilità, è un grande comunicatore quando incontra gli altri materiali, non ha paura di esserne sopraffatto, perché è nella connessione che si diventa autentici. Allo stesso modo, questa riproducibilità pensata sul legno mette in ordine i nostri pensieri, la marcia diventa mentale, la razionalità serve a ricordarci l’importanza delle emozioni, che si amplificano quando sopraggiunge l’altro, così simile a noi nelle sue differenze. La sensibilità sta nell’andatura lenta, che ci invita a riflettere, ad immaginare una società diversa, dove l’individualismo ha senso se percepito in un insieme, perché solo così potremmo riscoprirci (in)finiti e sublimi.