10/06/2025
Lo stile Cancelleresca Italiana.
Già intorno all’anno Mille, i documenti ufficiali delle cancellerie pontificie e del vastissimo impero carolingio, venivano eseguiti con una scrittura dalle caratteristiche speciali, detta appunto “cancelleresca”, diversa dalla scrittura libraria corrente, la minuscola carolingia. Più tardi, nel corso del Rinascimento, in Italia si afferma e si diffonde una versione molto bella di questa scrittura, subito imitata in tutta Europa.
Nel 1501 Aldo Manuzio stampatore di Venezia, adotta la cancelleresca per le sue famose edizioni economiche di piccolo formato (la proporzione più stretta delle lettere gli consente economia di spazio e di carta). Da qui l’aggettivo “italic”, oggi universale nel mondo (tranne che in Italia) per contraddistinguere un carattere con asta inclinata.
Nel corso del 1500 le caratteristiche formali della cancelleresca, scrittura tipicamente italiana, vengono elaborate e codificate. Molti abili calligrafi si dedicano con puntiglio a riproporre modelli di cancelleresca, istituendo regole di esecuzione. La cancelleresca – elegante, semplice, ben leggibile – viene proposte nei primi manuali di bella scrittura.
Gli alfabeti si arricchiscono con svolazzi, intrecci boccoli inanellati, legature libere e fantasiose che il mezzo meccanico della stampa tipografica non può ottenere. E’ evidente lo sforzo di rivalutare la scrittura a mano, divenuta molto costosa dopo l’invenzione della stampa. Queste opere sono diffuse in molti esemplari, quindi a stampa.
Ogni pagina è incisa su legno, e i tratti più fini risultano obbligatoriamente più spessi; il minor contrasto dà un effetto di insieme più uniforme e più grezzo, ma ciò che più conta è la struttura dei segni.
La cancelleresca era inizialmente minuscola e utilizzava le maiuscole romane (capitalis). Nel ‘500 si elaborano anche le maiuscole e lo stile diventa completo. Ludovico degli Arrighi detto il Vicentino, Giovannantonio Tagliente, Giambattista Palatino, si dedicano a diffondere i loro trattati.
Con “La Operina da imparare di scrivere littera cancellarescha” Arrighi pubblica nel 1522 il primo manuale pratico dedicato alla cancelleresca, completato nel 1523 con la seconda parte “Il modo di temperare le penne”.
Nel 1524 Tagliente pubblica analogo trattato, seguito nel 1540 da “Il libro nuovo di imparare a scrivere” di Giovanbattista Palatino, di cui furono realizzate dieci edizioni. Questa appassionata opera di educazione e diffusione del bello scrivere trova molti altri cultori nell’Italia del tempo; in Spagna si pubblicano manuali con versioni sempre più affinate, fluide e rotonde.
Nel 1560 il milanese Giovan Francesco Cresci con il suo “Esemplare di più sorti di lettere” presenta la cancelleresca moderna, mettendosi anche in contrasto con il trattato di Palatino, e confermando così che la scrittura è cosa viva e in perenne trasformazione.