24/09/2024
Pratico e insegno l’ del da molto tempo prima che nascesse Baraonda, associazione di resistenza culturale.
Ma ancora mi pongo domande sulla possibilità effettiva di “insegnare” teatro.
Ho creato, formato e disfatto così tante volte la mia personale idea di teatro che ancora oggi la formo e la informo, la modello. Ma possiede un’anima forte con un nucleo vivo in cui si sono incontrate, intrecciate e fuse insieme particelle essenziali.
’origine di ogni cosa, ciò che la illumina e la rende viva, passa attraverso la capacità di amare.
Gli “strumenti” a disposizione sono infiniti. Io ne scelti alcuni, altri li ho lasciati lungo il cammino portando con me una piccola parte di loro; altri hanno scelto me e li ho ritrovati in una delle amate borse, valigie e sacche che mi porto dietro. Non come un peso ma come un tesoro prezioso che a volte si vede, a volte evapora, a volte si radica e dirama radici profonde e forti.
È per questo che vivo il Teatro -e il teatro è vivo!- cercando di dare forma visibile all’invisibile; a ciò che non riusciamo a dire con la sola parola.
C’è davvero bellezza anche in un granello di polvere che, se si unisce ad altri granelli, diventa pulviscolo, si solleva e vola, brilla attraversando la luce.
Lo sguardo, il punto di vista, la trasformazione, la cura, il caos che aspira costantemente a riordinarsi è l’ del e nel teatro.
Un luogo e un tempo metamorfici in cui si compongono armonie e si realizzano utopie.
e teatrale
Beatrice Marcucci