25/05/2026
Quando iniziai a studiare l’aspetto teorico dello yoga, il testo di riferimento furono gli Yoga Sutra.
In quella prospettiva il desiderio appariva soprattutto come qualcosa che disturba la mente, ne altera le vṛtti (il termine usato da Patanjali) e crea dipendenza dagli oggetti esterni.
L’attaccamento alle esperienze, ai piaceri, alle lusinghe della vita divenne un pericolo da scansare con attenzione, una tentazione capace di turbare la quiete interiore.
E finì persino per ricordarmi le prove mistiche del nostro Sant’Antonio 😁...
Per molto tempo vissi lo yoga come un continuo esercizio di vigilanza verso ciò che seduce, attrae, trascina fuori da sé.
Poi incontrai la sacra umanità della visione tantrica.
E mi risuonò profondamente.
Il desiderio non era più soltanto un ostacolo da disciplinare, ma un’energia da comprendere, una forza vitale che poteva diventare presenza, conoscenza, espansione della coscienza.
Non più rifiuto della vita, ma immersione appassionata nella vita stessa.
Non repressione, ma ascolto.
Non fuga dal mondo, ma capacità di attraversarlo senza esserne prigionieri.
Bello, no🤩?
Pratica sul desiderio: ascoltare Kāma
Siediti in silenzio per qualche minuto.
Chiudi gli occhi e porta l’attenzione al respiro.
Ora domandati:
“Che cosa desidero?”
Non cercare subito una risposta. Non ragionarla.
Ascolta il corpo parlare.
Forse il desiderio appare come una tensione nel torace, un calore nei palmi delle mani, lo sguardo che si muove rapido dietro le palpebre.
Forse emerge un’immagine, affiora un ricordo, senti l’impulso di muoverti, la gola secca, le gambe molli...
In concreto: osserva che cosa accade a livello fisico.
Non giudicare ciò che senti e non reprimere.
Non cercare di soddisfare il desiderio attraverso un’azione: rimani in ascolto.
Resta presente.
Respira dentro quell’energia.
Concludi portando le mani al cuore e chiediti:
“Questo desiderio mi separa o mi unisce alla vita?”
Nel Ta**ra il desiderio può diventare una porta di consapevolezza quando non è più il tentativo di colmare un vuoto inconsapevole.
Kāma non nasce dalla mancanza, ma dall’esuberanza. 😊
Domani incontri alle 10:40 e alle 19:00
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