03/08/2026
Trascrizione del testo latino
Num. XL.
Fridericus Dei gratia Rex Siciliae nobili Joanni de Claramonte Militi Regni Siciliae Siniscalco, Magnae suae Curiae Magistro Rationali, generali Procuratori, ac Capitaneo Civitatis Panormi Consiliario familiari, & fideli suo gratiam suam, & bonam voluntatem... Cum per Curiam nostram sit consultum, & deliberatum provisum; quod quoties bannum per Civitates, Terras, & loca Siciliae de certo emitti contigerit subscriptio modo vulgariter banniatur, videlicet: Per multi annis la vita di l'altu Signuri Re Fridericu, e di l'altu Signuri Re Petru nostri Signuri, Reggi di Sichilia, ki Diu li salvi, e mantenga. Amen. Nec non per Notarios publicos Civitatis, Terrarum, & locorum Siciliae, in instrumentis, & cauthelis publicis per eos ex nunc in antea conficiendis, haec clausula interponatur, videlicet: Regnantibus Serenissimis Dominis nostris Dei gratia Regibus Siciliae, Illustri Frederico, Regni ejus anno XXVI, & inclito Rege Petro II...Fidelitati vestrae mandamus, quatenus praedictam formam emissionis banni per praedictam Civitatem Panormi de caetero, ejusque districtum observari infallibiliter faciatis; & praedictam clausulam per Notarios Civitatis ipsius, suisque districtus in instrumentis, & cauthelis publicis ex nunc in antea conficiendis modo praedicto, poni, & describi pro parte nostrae Curiae infallibiliter jubeatis.
Datum Messanae XXVI Junii IV Indictionis.
Ex Tabulario Excmi Panormitani Senatus & ex Chronico a Maraneo edito C. CXII.
Traduzione letterale
Federico, per grazia di Dio Re di Sicilia, al nobile Giovanni de Claramonte, cavaliere del Regno di Sicilia, Siniscalco, Maestro Razionale della nostra Magna Curia, Procuratore Generale, Capitano della città di Palermo, nostro consigliere familiare e fedele, salute e benevolenza. Poiché la nostra Curia ha deliberato e stabilito che ogni volta che debba essere emanato un bando nelle città, terre e luoghi della Sicilia, esso sia pubblicato secondo la seguente formula, comunemente usata: «Per molti anni la vita dell'alto Signore Re Federico e dell'alto Signore Re Pietro, nostri signori, Re di Sicilia, che Dio li salvi e li mantenga. Amen.» Inoltre ordiniamo che i notai pubblici delle città, terre e luoghi della Sicilia inseriscano, negli atti e negli strumenti pubblici che da ora in avanti redigeranno, la seguente clausola: «Regnando i serenissimi nostri signori, per grazia di Dio Re di Sicilia, l'illustrissimo Federico, nel ventiseiesimo anno del suo regno, e l'inclito Re Pietro II...» Alla vostra fedeltà ordiniamo di far osservare d'ora innanzi senza alcuna eccezione questa forma di pubblicazione dei bandi nella città di Palermo e nel suo distretto; e di comandare che la predetta clausola sia inserita e trascritta dai notai della stessa città e del suo territorio in tutti gli atti e gli strumenti pubblici che saranno redatti in futuro, secondo la forma prescritta, a nome della nostra Curia. Dato a Messina il 26 giugno, nella quarta Indizione.
Osservazioni storiche
Questo documento è particolarmente interessante perché conserva una delle formule ufficiali con cui venivano proclamati i bandi nel Regno di Sicilia. La frase in volgare siciliano:
Per multi annis la vita di l'altu Signuri Re Fridericu...
è una rara testimonianza del siciliano amministrativo del XIV secolo, inserita all'interno di un testo latino. Inoltre il documento conferma che Giovanni de Claramonte ricopriva contemporaneamente importanti cariche della Corona:
Siniscalco del Regno;
Maestro Razionale della Magna Curia;
Procuratore Generale;
Capitano della città di Palermo;
Consigliere del re.