Mostre, installazioni, performance, danza, teatro, poesia, reading, seminari, proiezioni... Tutta l’infelicità degli uomini viene
dal non saper restare tranquilli in una stanza
(Blaise Pascal)
La Stanza (ci sono cieli dappertutto) è un luogo per le arti, un laboratorio di pratiche e linguaggi. Un luogo di creazione, ma anche di ricerca e di raccoglimento, di felicità, di pellegrinaggio. Quattr
o volte l’anno, per la durata di una stagione, la Stanza sceglie un tema che artisti, poeti, scrittori, video-maker, performer, filosofi e pellegrini sono invitati a esplorare e sviluppare in diverse direzioni. Nel corso dell’evento stagionale si susseguono esposizioni collettive e personali, letture, laboratori, seminari, performance, concerti, giochi, spettacoli, proiezioni di film e altre iniziative pertinenti. Tema di apertura della Stanza è la stanza stessa, il concetto di “stanza”. Perché “stanza”? A partire da Dante, “stanza” non indica più solo lo spazio in cui il poeta elabora la propria ispirazione e il proprio “fantasma” – il proprio dialogo con l’Assoluto – ma il nome della forma stessa della poesia. Essa è il luogo simbolico di un andirivieni tra interno e esterno, tra visionarietà privata ed esteriorità pubblica, proprio come lo strano destino e la buffa peripezia, oggi sempre più astratta e de-realizzata, che è fare e pubblicare testi, fare e mostrare opere, etc. Ammesso che l’entrare in una stanza non sia stato già da sempre un modo per uscire, la ricerca di un’estasi. Estasi: l’uscire in un’entrata senza fine. Ci sono cieli dappertutto. Ci sono stanze dappertutto. Ideata e gestita dallo scrittore Beppe Sebaste, la Stanza si trova a Narni, in Umbria, a un’ora da Roma. È all’interno di una struttura che prolunga e precede (nel tempo) un convento francescano del Trecento, affacciata sulla valle del Nera alle spalle della cattedrale e del Teatro Comunale. È nel cuore del centro storico ma si affaccia sulla valle del fiume Nera e sulle montagne.