Stanza - Ci sono cieli dappertutto

Stanza - Ci sono cieli dappertutto La Stanza è un luogo di creazione, di ricerca, di raccoglimento, di felicità, di pellegrinaggio. Un modo di giocare con la verità. L’idea è questa. etc.

Mostre, installazioni, performance, danza, teatro, poesia, reading, seminari, proiezioni... Tutta l’infelicità degli uomini viene
dal non saper restare tranquilli in una stanza
(Blaise Pascal)

La Stanza (ci sono cieli dappertutto) è un luogo per le arti, un laboratorio di pratiche e linguaggi. Un luogo di creazione, ma anche di ricerca e di raccoglimento, di felicità, di pellegrinaggio. Quattr

o volte l’anno, per la durata di una stagione, la Stanza sceglie un tema che artisti, poeti, scrittori, video-maker, performer, filosofi e pellegrini sono invitati a esplorare e sviluppare in diverse direzioni. Nel corso dell’evento stagionale si susseguono esposizioni collettive e personali, letture, laboratori, seminari, performance, concerti, giochi, spettacoli, proiezioni di film e altre iniziative pertinenti. Tema di apertura della Stanza è la stanza stessa, il concetto di “stanza”. Perché “stanza”? A partire da Dante, “stanza” non indica più solo lo spazio in cui il poeta elabora la propria ispirazione e il proprio “fantasma” – il proprio dialogo con l’Assoluto – ma il nome della forma stessa della poesia. Essa è il luogo simbolico di un andirivieni tra interno e esterno, tra visionarietà privata ed esteriorità pubblica, proprio come lo strano destino e la buffa peripezia, oggi sempre più astratta e de-realizzata, che è fare e pubblicare testi, fare e mostrare opere, etc. Ammesso che l’entrare in una stanza non sia stato già da sempre un modo per uscire, la ricerca di un’estasi. Estasi: l’uscire in un’entrata senza fine. Ci sono cieli dappertutto. Ci sono stanze dappertutto. Ideata e gestita dallo scrittore Beppe Sebaste, la Stanza si trova a Narni, in Umbria, a un’ora da Roma. È all’interno di una struttura che prolunga e precede (nel tempo) un convento francescano del Trecento, affacciata sulla valle del Nera alle spalle della cattedrale e del Teatro Comunale. È nel cuore del centro storico ma si affaccia sulla valle del fiume Nera e sulle montagne.

25/07/2020

È vero quello che scrive Giovanna Iorio: "La Stanza è un luogo magico, tutto quello che vi entra risplende. C'è davvero un po' di cielo per chi vi entra"

11/07/2020
09/07/2020

Intanto il grande Armando Adolgiso (non sapete chi è l'autore del libro "Film senza film" (Mondadori, collana strade bianche?) Cercatelo allora) il grande Adolgiso, dicevo, dal suo cosmotaxi ha scritto e diramato questo in data di oggi, giovedì 9 luglio 2020, col titolo La Stanza di Sebaste, qui:

SAVE THE DATE – "Poesie nell'aria" al Narnia FestivalIl 23 luglio, giovedì, dalle ore 18:00, vi aspettiamo in tanti all'...
29/06/2020

SAVE THE DATE – "Poesie nell'aria" al Narnia Festival
Il 23 luglio, giovedì, dalle ore 18:00, vi aspettiamo in tanti all'evento n co cui la Stanza partecipa al Narnia Festival (ovviamente a Narni). Il nostro evento a cura di Giovanna Iorio , "Poesia nell'aria", e siete tutte/i invitate/i a partecipare. Si presenterà la mitica Poetry Sound Library, un archivio sonoro della poesia che è anche una mappa geografica dei poeti e dei loro luoghi di vita. Soprattutto l'occasione di conoscere e diventare amici dei vostri poeti preferiti non solo "per la pelle", ma per la voce. Si inaugurerà inoltre la magica mostra di Giovanna Iorio, fondatrice del PSL, "Ritratti di voci", quadri parlanti, corrispondenza tra sonorità della voce e colori. E scatole che diffondono poesie lungo la strada... Ad aumentare la babele e il brusio si uniranno le voci di poeti in carne e ossa in un reading "nell'aria"... Qualche ritratto di poeta in anteprima:

Chissà perché, ma oggi la recensione d'autore di Venerdì di Repubblica ci sembra più interessante del solito
22/05/2020

Chissà perché, ma oggi la recensione d'autore di Venerdì di Repubblica ci sembra più interessante del solito

http://www.stanza.cloud/la-casa-e-le-stagioni-casa-ghirri/ Per Luii Ghirri, con amicizia infinita
14/02/2020

http://www.stanza.cloud/la-casa-e-le-stagioni-casa-ghirri/
Per Luii Ghirri, con amicizia infinita

(una mostra alla Stanza dedicata a Luigi Ghirri a 25 anni dalla scomparsa) Un giorno, mentre stavamo passeggiando in un paesino dell’Emilia, Luigi Ghirri fu salutato da un vecchio compagno di scuola che gli chiese cosa facesse nella vita. Il fotografo – rispose. “Ah, e dove ce l’hai il negoz...

Caro Salvatore, qui hai di sicuro lasciato molti segni ... un abbraccio dalla Stanza
30/11/2019

Caro Salvatore, qui hai di sicuro lasciato molti segni ... un abbraccio dalla Stanza

Un amico gentile, un grande fotografo, un artista, se ne è andato ieri sera, Salvatore Piermarini. La foto qui sotto ha dato il titolo a una sua mostra che abbiamo curato insieme nel giugno dell'anno scorso. Abbiamo vissuto momenti felici nel farla. Era un attraversamento dell'avanguardia artistica romana (ma non solo) a partire dalla fine degli anni '60, artisti che amava e di cui era stato testimone prezioso.
“Fotografare un artista era un dono o uno scambio reciproco. Si parlava molto del loro lavoro e di quello del fotografo, dell’immagine e della sua riproduzione, della realtà dell’immagine. Io insistevo sempre nel dire che la fotografia era per me una disciplina, non un’arte”.
Ma è alla foto che dava il titolo alla mostra (Lasciare il segno"), uno dei suoi rari autoritratti, che sto ora pensando di più. Nel catalogo che accompagnava la mostra concludevo così:
“Lascio un segno” – le tre parole e insieme la mano che le sta scrivendo, è un’immagine di densità semantica pari alle formule che hanno portato la filosofia al suo estremo limite (“prendere il questo” – Hegel, "das Diese nehmen"; “essere-il-ci” – Heidegger, Da-Sein). Sono queste paroline, che i linguisti chiamano shifters, o deittici – come i pronomi e gli aggettivi dimostrativi, come io, come qui, come ora – la soglia insormontabile da cui contemplare il Cielo (o l’abisso) del linguaggio e dell’umano tentativo di “capire”, e quindi di lasciare un segno, di trovare la parola giusta (vedi l’ultima poesia di Samuel Beckett, "Comment dire", "What is the word"). Scrivere queste parole sullo specchio e fotografarne il gesto non è banalmente autoreferenziale, ma apre la cosiddetta tautologia a quello che è veramente: una via d’uscita, exit, estasi nell’immensità dell’istante. Mostra l’infinito là dove si trova veramente: nel qui e ora. [...] “Lasciare un segno” è la fotografica definizione della vita di un artista, né più né meno. E in questa azione, come in ogni vero atto estetico, l’importante è sempre il lasciare – lasciare ve**re, lasciare sorgere, lasciare che sia, lasciare che trovi il proprio nome, il proprio destino, lasciare andare […]

Ciao Salvatore, tu hai lasciato il segno.
(il testo integrale sulla mostra è leggibile anche qui: http://www.beppesebaste.com/7312-2/

Indirizzo

Via Del Campanile 13/15
Narni
05035

Orario di apertura

Sabato 16:00 - 19:00
Domenica 16:00 - 19:00

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