09/07/2026
Splendida intervista al nostro direttore Davide Sacco di Francesco Bettin.
📚Autore e regista dei suoi spettacoli, (Napoleone, La morte di Dio, Il medico dei maiali, Titus, Falstaff e molto altro), e direttore artistico assieme a Francesco Montanari del festival Narni Città Teatro, Davide Sacco è uno degli artisti più innovativi e interessanti che il teatro in questi anni ci sta dando. Visionario, sperimentatore, dà importanza particolare alla parola e agli attori ma è anche attentissimo scrutatore della visione d’insieme sulla scena, e per la scena. Il 12 luglio a Napoli, al Campania Teatro Festival cura testo e regia di Lettera di una sconosciuta, da Stefan Zweig, con protagonista Giordana Faggiano, e qualche giorno prima, il 9 e il 10, al teatro Romano di Verona dirige Tito Andronico, ripresa dello spettacolo tratto da Shakespeare e firmato da lui, in una rilettura appassionata, travolgente. Un autore e regista determinato, sempre molto in corsa, che ci racconta com’è la sua visione sul teatro oggi.
Cosa ti ha portato a scegliere per il Campania Teatro Festival il testo di Stefan Zweig, Lettera di una sconosciuta, e adattarlo per il teatro?
E’ stato durante una chiacchierata con l’attrice Giordana Faggiano (che è la protagonista, ndr), un testo che la appassionava molto, e devo dire che anche a me è piaciuto subito. Ne ho rifatto la riscrittura, come faccio per tutti i miei spettacoli. Il punto di partenza per me, dunque, è lasciare, diciamo, l’autore, per poter raccontare una storia che mi appartiene di più, che sento più mia, e che mi risuona dentro in una maniera un po’ più precisa, più addosso, ecco.
Contemporaneamente o quasi è in scena al teatro Romano di Verona il 9 e 10 luglio per l’estate Teatrale Veronese il Tito Andronico, con Francesco Montanari e Marianella Bargilli. Nei tuoi lavori teatrali si nota una predisposizione particolare per la parola come forma espressiva primaria, e un’attenzione per il tema del potere, il suo abuso...
Sì, sul potere e il suo abuso, giusto. E più in generale voglio approfondire il rapporto tra lo stesso e la dittatura, elementi che trovo molto interessanti. E lo stesso riguarda il lavoro che faccio sulla parola, del resto credo di fare proprio un teatro improntato su di essa, una ricerca sulla parola e il senso per cui si dice. Un rapporto sul suono e chi lo mette in pratica, cioè gli attori. Che è un confronto importante, perchè riguarda come si può tirar fuori la versione migliore della materia umana che in quel momento sto, appunto, dirigendo. E’ un tipo di lavoro che a me interessa parecchio, un lavoro concreto sugli attori.
Sei considerato un regista di talento, che sa guardare oltre, per dire. I tuoi spettacoli incontrano sempre i favori del pubblico e della critica, e anche Il medico dei maiali, con Francesco Montanari e Luca Bizzarri, è stato molto apprezzato nell’ultima stagione. Che poi è contenuto nel tuo libro La ballata degli uomini bestia, assieme a Sesto potere e a L’uomo più crudele del mondo.
E’ una trilogia di testi sul rapporto tra il potere e l’uomo, e le varie versioni che il potere ha, su come può agire allìinterno di meccanismi e situazioni diversi. Una ricerca che marca sull’azione potente e prepotente del potere del singolo sugli eventi e le vite degli altri [ continua a leggere…]
Davide Sacco è uno degli artisti più innovativi e interessanti che il teatro in questi anni ci sta dando