26/11/2021
Elisabetta Sirani fu una delle pittrici più famose di epoca barocca. Non ebbe una storia tragica come la Gentileschi ma il suo valore artistico è altrettanto valido. Elisabetta fu una figura chiave per Bologna non solo a livello artistico ma anche sociale, aprì infatti il suo studio a giovani donne diventando una donna che insegnava l’arte ad altre donne, mettendo di fatto in discussione le consuetudini di bottega e i principi teorici dell’educazione artistica dei colleghi maschi. Un'opera simbolo della Sirani è Timoclea uccide il capitano di Alessandro Magno. Il dipinto, di una straordinaria bellezza, rappresenta un'audace condanna allo stupro. La storia raccontata infatti è quella di Timoclea che venne stuprata da un soldato dell'esercito di Alessandro Magno. Dopo averlo attirato con una falsa promessa Timoclea lo fece cadere in un pozzo seppellendolo poi con dei massi fino ad ucciderlo. Scoperta la donna venne graziata da Alessandro per il suo coraggio. La novità del dipinto sta nel fatto che l'episodio veniva di solito rappresentato nel suo epilogo ossia Timoclea in piedi davanti ad Alessandro pronta a ricevere il suo giudizio, Sirani invece molto audacemente decide di mostrare la giustizia di Timoclea, piuttosto che la misericordia di Alessandro.