29/09/2026
"Napule, nun t' 'o scurdà - Lenuccia, Raffaela e le altre donne combattenti - Scugnizzi, femminielli e un eroe uscito dal carcere "
di Pietro Gargano
Fotografie di Sergio Siano
edizioni Magmata
29 settembre 1943
Andando a cercare l’acqua davanti alla Funicolare di Montesanto, Gennarino incontrò un pugno di ragazzi un poco più grandi di lui, comandati dall’ufficiale di marina Giovanni Aiello. Tenevano pistole, fucili e bombe a mano, chi non teneva le bombe si era messo in tasca le pietre, quello fu pure il tempo delle pietre scagliate. Evasi dal riformatorio di Sant’Eframo, avevano divise grigie abbottonate fino al collo, capelli a zero e facce più vecchie dei loro anni; li chiamavano “la banda di Aiello”. Come i partigiani d’età, tenevano una parola d’ordine per distinguere gli amici dai nemici. Gennarino disse "krva mater" e spiegò. "Krva mater" divenne parola d’ordine. Guizzavano da un puntone all’altro, seguendo il richiamo di uno sparo o di un’ammuina, sembrava un gioco, più bello perché pericoloso.
Il diarista della Wermacht: “In città barricate nelle vie e nidi di resistenza. L’attività delle bande è aumentata fino a trasformarsi nell’insorgere dell’intera popolazione”. Se n’erano addonati.
Giornalista, scrittore, caporedattore de Il Mattino per una vita intera Pietro Gargano è stato penna e voce di una città che è andata trasformandosi nel tempo in forme impossibili da replicare altrove. L’ultima creatura editoriale che ci ha lasciato - nata dal suo studio appassionato - è “Napule nun t’ ‘o scurdà!”, un romanzo che omaggia Partenope, i suoi uomini e le sue donne in rivolta.
“Napule nun t’ ‘o scurdà! - Lenuccia, Raffaela e le altre donne combattenti. Scugnizzi, femminielli e un eroe uscito dal carcere” ha tra le pagine, dense di vita e di rivolta, le fotografie di Sergio Siano e, nel titolo, i versi di Salvatore Palomba scritti per Sergio Bruni.
Ciao Pater!