04/12/2024
Koyo Kouoh è la prossima curatrice della mostra internazionale d’arte di Venezia.
Nata in Camerun, nel 1967, è la prima donna africana a ricoprire questo ruolo.
La notizia è stata rimbalzata da diverse testate internazionali, tra cui il Guardian che scrive “coglie di sorpresa quanti si aspettavano che la più antica e grande esposizione culturale del mondo avrebbe preso una piega più nazionalista sotto il governo di destra Meloni”.
Perché Koyo Kouoh non è certo la tradizione. Lei che ha organizzato mostre come ‘Body Talk: Feminism, Sexuality and the Body in the Works of Six African Women Artists, presentata per la prima volta a Wiels a Bruxelles nel 2015.
Lei che è stata definita dal New York Times “una delle più rilevanti curatrici d’arte africana” e inserita da ArtReview, dal 2014 al 2022, come una delle 100 persone più influenti nel mondo dell’arte contemporanea.
Perangelo Buttafuoco ha dichiarato:
“Con lei qui a Venezia, La Biennale conferma quel che da oltre un secolo offre al mondo: essere la casa del futuro”.
Lei ha risposto:
“L’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è da oltre un secolo il centro di gravità dell’arte. Artisti, professionisti dell’arte e dei musei, collezionisti, galleristi, filantropi e un pubblico in continua crescita si riuniscono in questo luogo mitico ogni due anni per cogliere il battito dello Zeitgeist. È un onore e un privilegio unici seguire le orme degli illustri predecessori alla Direzione Artistica e creare una mostra che spero possa avere un significato per il mondo in cui viviamo attualmente e, cosa più importante, per il mondo che vogliamo costruire. Gli artisti sono i visionari e gli scienziati sociali che ci permettono di riflettere e proiettare in modi che solo questa professione consente. Sono profondamente grata al Consiglio di amministrazione della Biennale e in particolare al suo Presidente, Pietrangelo Buttafuoco, per avermi affidato questa missione così importante e non vedo l’ora di lavorare con l’intero team”.
Ph: Gerhard Kassner