12/02/2020
È UN TRISTE GIORNO PER CHI AMA LA STORIA ROMANA, MA GLI EROI VANNO RICORDATI.
Nel maggio del 1453 d.C. Costantinopoli, la millenaria capitale dell’Impero romano d’Oriente, era sul punto di cadere. Centinaia di migliaia di soldati ottomani, supportati da un’imponente flotta e da innovative armi d’assedio, stavano per irrompere nella città. L’imperatore Costantino XI Paleologo, osservando la sterminata armata nemica, capì che la fine era giunta: i giorni di gloria dell’Impero romano d’Oriente erano ormai lontani, e rimanevano solo qualche migliaio di soldati a difendere le mura, troppo pochi per tentare una qualunque resistenza efficace. La leggenda narra che Costantino, sollecitato dai suoi collaboratori a fuggire, disse: «So che avrei dei vantaggi se abbandonassi la città, ma non posso andarmene... Non vi lascerò mai. Ho deciso di morire con voi». Poi si rivolse alle truppe rimaste, tenendo un ultimo solenne discorso. Il domenicano Leonardo da Chio, presente quel giorno, riporta le parole del suo imperatore: «Gentiluomini, illustri capitani dell’esercito, e compagni d’armi cristiani: l’ora della battaglia si avvicina. Vi ho radunati qui per ricordarvi che dovete resistere con una determinazione più forte che mai. Avete sempre combattuto con gloria contro i nemici di Cristo. Ora la difesa della vostra patria e di questa città conosciuta in tutto il mondo, che gli infedeli turchi stanno cercando di conquistare da cinquantadue giorni, è affidata al vostro coraggio. In questa battaglia dovete resistere e sconfiggere la paura. Gli animali scappano da altri animali, ma voi siete uomini, uomini dai cuori forti, e dovete tenere a bada questi bruti selvaggi. Voi, miei compagni d’armi, obbedite ai comandi sapendo che questo è il giorno della gloria, il giorno in cui il ricordo della nostra morte, della nostra fama, della nostra libertà, può essere reso eterno».
Lo scontro che ne seguì si trasformò presto in un massacro. Gli ottomani entrarono in città e fecero strage dei pochi bizantini rimasti. Costantino cadde combattendo insieme ai suoi uomini, come un soldato qualunque, battendosi fino all’ultimo istante.
Quel giorno, il 29 maggio del 1453, sancì la fine dell’Impero romano d’Oriente.