18/09/2026
Il 24 settembre il teatro popolare non andrà in scena, “Il racconto degli invisibili” non aprirà lo Je so pazzo festival così com’era stato previsto.
Ci sono momenti durante i quali bisogna fermarsi, anche se la vita continua ad andare avanti senza chiedere permesso, perché alle volte fermarsi è l’unica cosa giusta da fare ma soprattutto necessaria. È necessario per poter interrogarsi, riflettere, mettere ordine, razionalizzare e restare con sé stessi, perché quando una persona ci lascia per sempre le domande si accalcano, ogni pensiero diventa un chiodo fisso, le certezze crollano e i ricordi non danno pace. Quindi si, ci fermiamo, ci fermiamo un istante per respirare e il nostro respiro oggi ha un nome, si chiama Benedetta. È un respiro breve, come breve è stata la sua vita terminata a soli 25 anni, profondo, come profonda è stata ogni singola parola che ha scritto e recitato all’interno del nostro teatro, leggero, come leggero e tremendamente piacevole è stato il suo sorriso che ha allietato chiunque l’abbia incontrata. È così che la ricorderemo, per l’infinita bellezza che ci ha donato, perché tanti di noi hanno perso una compagna, un’amica, una confidente ma il resto del mondo ha perso un’artista, un'attrice, una scrittrice o una sociologa o chissà che altro.
Perché Benedetta ha lasciato un seme dentro di noi, un seme che avremo cura di non dimenticare, un seme che accudiremo giorno per giorno e che servirà a ricordarci di come l’indifferenza verso le sofferenze nascoste uccide con una crudeltà spietata lasciando dietro di sé dei vuoti incolmabili. Perché Benedetta ci ha insegnato anche a prenderci il nostro spazio, ci ha insegnato a fare rumore, ci ha insegnato che fare di tutto per evitare di disturbare porta solo ad altri insopportabili silenzi. Perché dopo di lei non possiamo più accontentarci di chiamarla tragedia, perché una società che vuole davvero dirsi civile non può limitarsi a chiedere alle persone di resistere, ma deve essere capace di stare accanto a loro mentre resistono.
Ciao Benni, si fuoco prima del buio, noi vivremo per bruciare di te.